Avere vent’anni: SLAYER – Christ Illusion
Lombardo era rientrato e le tentazioni moderniste erano state accantonate. Il declino era già iniziato ma per un attimo fu bello illudersi.
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Lombardo era rientrato e le tentazioni moderniste erano state accantonate. Il declino era già iniziato ma per un attimo fu bello illudersi.
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Il mezzo flop di Another Perfect Day aveva quasi ucciso il gruppo. La Bronze Records aveva deciso che Lemmy era un dinosauro senza più nulla da dire. E invece il disco successivo consolidò la leggenda.
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L’esordio solista del virtuoso di Norristown aprì orizzonti inesplorati e ridefinì l’idea stessa di cosa fosse un bassista, con creatività perentoria, tecnica inarrivabile e un immenso anelito di libertà.
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Puntata all’insegna del death e del black più cruenti con Grave, Cattle Decapitation, Deaden, Impious Havoc, Sterbend e altra roba putrida.
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Il primo album pubblicato dai canadesi dopo la morte di Piggy, con i riff che aveva lasciato in eredità, è la lunga elaborazione di un lutto, tra sindrome dell’arto fantasma e progressive in senso lato.
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