Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: IN FLAMES – Whoracle

Se The Jester Race è il disco senza dubbio più significativo e rappresentativo dell’importanza storica degli In Flames, è Whoracle quello che preferisco. Le motivazioni sono le solite: è stato il primo che ho ascoltato, l’ho letteralmente consumato nel walkman nei miei anni liceali, e conosco a memoria ogni sua nota. Non che non abbia una sua dignità autonoma rispetto

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Avere vent’anni: RHAPSODY – Legendary Tales

Pensate a cosa potesse rappresentare un album come questo una ventina d’anni fa per qualcuno, tipo me, appassionato di metal, fantasy, Dungeons & Dragons e videogiochi a tema. Oppure, più in generale, per la scena musicale del periodo, col power metal nei suoi anni di miglior successo, ancorato però a stilemi e sonorità già definite da almeno tre/quattro lustri e

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Avere vent’anni: ENTOMBED – To Ride, Shoot Straight and Speak the Truth

Sicché a metà del decennio le major pensarono che si potesse cavare del denaro dal metal estremo provando a rivenderlo in chiave mainstream. Un’idea che oggi ci può apparire balzana ma allora, a pochi anni dall’incredibile successo commerciale di un album violentissimo e incompromissorio come Far Beyond Driven, appariva più che sensata. L’esperimento fallì e ci costò due delle più

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Avere vent’anni: DEICIDE – Serpents Of The Light

Ciccio Russo: Once Upon The Cross era una carneficina, calava un po’ nel secondo lato ma aveva un suono incredibile e Benton sembrava davvero posseduto dal demonio. Satana si sentiva sul serio, un po’ come in Covenant. In Serpents Of The Light invece, non si sentiva neanche un po’. E non c’entra solo il fatto che quando uscì Once Upon The Cross ero

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GOD SAVE THE LP – Mamma mi si sono accorciati i dischi

Skippare le tracce è una cosa che mi ha sempre dato un certo fastidio, perché considero l’album, inteso come Long Playing solo per motivi di durata e non di formato fisico, un po’ il fermo immagine di quello che la Band era nel preciso “momento” in cui lo ha registrato. C’erano delle determinate persone dietro agli strumenti, uno studio di registrazione

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