Category Archives: Avere vent’anni

Avere vent’anni: THE DILLINGER ESCAPE PLAN – Calculating Infinity

Capolavoro è il disco prima del quale le cose andavano in un modo e dopo in un altro, la portata non misurabile in parametri del tipo “meglio” o “peggio”: l’intera geografia cambia, traiettorie vengono ridisegnate, nascono nuovi sottogeneri, dal nulla si crea una nuova scena, nuovi dresscode, nuove norme. Calculating Infinity è un capolavoro. Come Sad Wings of Destiny, Iron

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Avere vent’anni: DREAM THEATER – Scenes from a Memory

Ovvero Metropolis Pt. 2, se vogliamo metterlo per esteso. All’epoca uscivo con una compagnia strapiena di fulminati terminali per i Dream Theater, quel tipo di persone che fino a Train of Thought non ammettevano critica alcuna nei riguardi del gruppo di New York, e che in seguito si sarebbero ritirate a vivere in qualche caverna o grotta ad almeno cento miglia

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Avere vent’anni: CANNIBAL CORPSE – Bloodthirst

Trainspotting: Con Bloodthirst diedi ufficialmente inizio al rituale dei Cannibal Corpse, di cui avevo già accennato qui. Ogni volta che usciva un loro album, io tiravo fuori la mia divisa da metallaro diciottenne, andavo al compianto Disfunzioni Musicali di San Lorenzo a Roma e pronunciavo la seguente frase: “Scusa, c’hai l’ultimo dei Cannibal Corpse?”. Era una cosa stupida e infantile

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Avere vent’anni: NINE INCH NAILS – The Fragile

Nel 1997 Trent Reznor era finito nella classifica del Time dei 25 personaggi più influenti degli Stati Uniti – non solo musicalmente: in assoluto. L’elenco comprendeva politici, economisti, medici, senatori, professori universitari, direttori di quotidiani, segretari di stato, imprenditori. Un solo altro nome a rappresentare il mondo della musica: il cantante-producer-discografico Babyface, sovrano assoluto del più bieco, sfavillante, caramelloso r&b

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