Avere vent’anni: RACER X – Technical Difficulties

Negli ultimi anni Paul Gilbert si è dato al blues miscelato con una sorta di proto-fusion/rock, con risultati che trovo sì gradevoli, ma più per affetto che nutro verso l’uomo che non per reale apprezzamento per questa sua ennesima svolta stilistica. Perché poi il vecchio Paul, prima di approdare alla fusion, è passato per il metal, il rock, l’hard rock, l’AOR, il pop, insomma musicalmente non si è fatto mancare nulla, ma sempre con una coerenza ed uno stile inconfondibile di fondo che trovo ammirevoli. E insomma vent’anni fa, mollati i Mr. Big e non sapendo bene cosa fare, si mise in testa di riformare i Racer X, il primissimo gruppo con il quale esordì giovanissimo a metà anni Ottanta sotto l’ala protettrice di Mike Varney e della Shrapnel Records, etichetta specializzata in virtuosi della sei corde. Questi Racer X pubblicarono, tra il 1986 ed il 1989, due album in studio (Street Lethal ed il magnifico Second Heat, con alla seconda chitarra Bruce Bouillet) e due dischi dal vivo (di cui il secondo del 1992, in realtà postumo con materiale inedito), prima di disciogliersi al sole californiano.

La rifondazione dei Racer X (dalla quale rimarrà fuori Bruce Bouillet, autoesclusosi) durerà lo spazio di tre album, ovvero questo Technical Difficulties, Superheroes (secondo me il migliore dei tre) e Getting Heavier, che è una mezza cagata e che rispecchiava la stato d’animo di Gilbert, che già si era scoglionato e non vedeva l’ora di passare al pop (…). Insomma, com’è invece questo Technical Difficulties? È carino. Ci sono un paio di pezzi risalenti ai bei tempi di fine anni Ottanta e roba scritta per l’occasione o riarrangiata all’uopo (ad esempio lo strumentale che dà il titolo al disco, che in realtà è il rimaneggiamento di uno strumentale posto in apertura di uno dei video didattici di Gilbert, uno di quelli che andavano di moda nell’epoca pre-internet e sul quale mi sono decisamente spaccato le mani – altro che Moana e Cicciolina, cari miei) e complessivamente è un disco, se vi piace il genere metalloconchitarristifighi, che vi consiglio di rispolverare, anche se come ho anticipato Superheroes è migliore. Ma magari di questo riparleremo in seguito. (Cesare Carrozzi)

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