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Destrage // Sharks in Your Mouth // Diatonic Sun @Santeria Social Club, Milano 21.06.2019

22 giugno 2019

Arrivo al Santeria giusto in tempo per sentire le ultime due canzoni del primo gruppo, i Diatonic Sun. Mi danno subito l’impressione di essere dei ragazzi molto appassionati e bravi, ma probabilmente ancora con poca esperienza. Se non capisco male il gruppo di Milano ha all’attivo solo un EP e il genere che cercano di proporre, come scritto sulla loro pagina Facebook, prende ispirazione dall’alternative metal e dal metalcore. In quello che sono riuscito ad ascoltare dal vivo mi è sembrato di sentire, infatti, un po’ di Dillinger Escape Plan e Between the Buried and Me abbozzati, per esempio. Diciamo che la carne al fuoco è molta, ma sono sicuro che con un po’ più di tempo riusciranno a cuocerla tutta (e sarò curioso di provare il risultato).

Se già i Diatonic Sun erano riusciti ad attirare un discreto pubblico, gli Sharks in Your Mouth arrivano a riempire circa metà sala del locale. Ammetto di non averli mai sentiti prima e appena cominciano a suonare capisco il motivo: il genere che suonano è una sorta di metal molto moderno, molto americano ed esteticamente molto tamarro altresì chiamato metalcore – descrizione che si concretizza nella cover di Lose Yourself di Eminem, riuscita anche discretamente a dirla tutta. Durante l’esibizione il cantante spiega che ognuno dei cinque membri viene da una città diversa (quelle che ricordo erano Cuneo, Gubbio e Ancona) e ciò mi ricorda un gruppo con cui incidemmo un album e con il quale sperimentammo una situazione simile (se non peggiore: Milano, Taranto e Cagliari). Ciò mi fa istantaneamente provare empatia, simpatia e invidia allo stesso tempo per gli Sharks in Your Mouth, ché nonostante tutto sono riusciti ad andare avanti e a crearsi un pubblico abbastanza affiatato che canta le loro canzoni live. C’è inoltre da ammettere che riescono a tenere decisamente bene il palco per essere un gruppo tutto sommato giovane. Tuttavia, quello che personalmente non riesco proprio a digerire del metalcore sono tutti quei breakdown prevedibilissimi con annessa “coreografia” all’unisono di cui non ricordo il nome (quella dove tutti i membri allargano le gambe e si abbassano tutti insieme a fare una sorta di headbanging molto basso). Ascoltare metalcore è un po’ come guardare solo commedie romantiche: ti possono anche regalare un po’ di intrattenimento, ma dai primi cinque minuti capisci già chi morirà in maniera melodrammatica e quali saranno i personaggi che finiranno a letto e vivranno per sempre felici e contenti.

Ciò però non mi ha mai impedito di seguire i Destrage (anche se non mi considero un fan): in parte perché il gruppo milanese, che stasera promuove il suo nuovo album, The Chosen One, ricorre molto più sporadicamente all’espediente del breakdown e propone un metalcore abbastanza ricercato; in parte perché in passato era praticamente impossibile non vederli anche solo per sbaglio in qualche locale o festival brianzolo e non conoscere qualcuno che li conosca più o meno direttamente (come e più dei Furor Gallico). Ricordo ancora infatti una loro esibizione all’Honky Tonky, un locale di provincia che nel suo momento di massimo splendore arrivò ad ospitare fino agli Obituary, ma di cui ora, tornato dalla mia parentesi romana, non ho più sentito parlare. I Destrage invece sono andati oltre, e questa sera il Santeria l’hanno riempito. Non so se abbiano raggiunto il sold out con i biglietti venduti all’ingresso, ma a giudicare dalle persone in sala poco ci manca. Il gruppo dimostra ancora una volta di saper tenere molto bene il palco e di coinvolgere il pubblico, tendenzialmente molto giovane e in buona parte femminile, in maniera superba. Insomma, il concerto è stato molto divertente; io ho anche portato un amico che non era mai stato prima ad un concerto metal e lo vedevo tutto contento che saltava a ritmo e si stava quasi per buttare nel pogo.

Tutto ciò mi ha fatto felice, ma la cornice dell’evento e la fauna presente mi hanno comunque portato a fare un paio di riflessioni che qualche volta abbiamo anche abbozzato nel nostro gruppo di redazione. Innanzitutto c’è da dire che l’heavy metal come genere mainstream (o quasi) è probabilmente finito negli anni Ottanta. Oramai è relegato ad essere un genere di nicchia – gli unici che più di recente sono riusciti ad impattare maggiormente su un pubblico esterno alla sottocultura metallara sono stati forse i Korn negli anni Novanta e i Rammstein dopo il 2000. L’impressione che si ha frequentando con una discreta assiduità i concerti è che verso la fine di questi anni Dieci il metal sia sì rimasto di nicchia, ma si sia hipsterizzato. Io non ricordo che in passato si vedessero così tante ragazze (e questo è un bene ovviamente), così tanti fisici palestrati – qua però ci dissociamo e diciamo che ai fisici palestrati preferiamo Gene Hoglan, che quando suona deve spostare il rullante per fare spazio alla panza –, così tanti baffi all’insù e così tanti cappellini ad un concerto metal. È il metal ad essere diventato radical chic o sono i radical chic ad essere diventati metallari? Tutto ciò era dovuto al fatto che ero ad un concerto dei Destrage oppure no? (Io queste cose però le ho notate anche ai concerti black metal). E voi amici, che ne pensate? (Edoardo Giardina)

6 commenti leave one →
  1. vito permalink
    22 giugno 2019 19:32

    Nonostante la canzone degli Stadio io ai concerti non ho mai fatto all’amore le ragazze erano poche e indisponenti ! Se questo è il nuovo trend ben venga.

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  2. Fredrik DZ0 permalink
    23 giugno 2019 00:08

    tendenzialmente mi tengo alla larga da tutto quello che ha un eccessivo hype attorno, ma ogni tanto faccio qualche eccezione (drabikowski batushka) come appunto i destrage. Al di là che sono ottimi musicisti, io però sta roba non la reggo per oltre 10 minuti. forse sono io troppo vecchio…. specie se ricordo che ai concerti di solito trovavi più che delle ragazze dei boiler.

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  3. Erre permalink
    23 giugno 2019 10:51

    Io c’ero al concerto degli Obituary all’Honky Tonky, con quel cazzo di palo in mezzo ai coglioni (serata della madonna, comunque). Tra l’altro, prima del concerto, io e i miei amichetti andammo a cena in una pizzeria lì vicino. Immaginate le nostre facce quando al tavolo a fianco iniziano a sedersi Trevor Peres, Donald Tardy e tutto il resto della crew. Scoprii pure l’ esistenza dei Macabre.
    Zero figa, ovviamente.

    Piace a 1 persona

    • Edoardo Giardina permalink
      25 giugno 2019 10:16

      Non sei stato al Sinister Noise a Roma (ora chiuso): di pali ce n’erano ben due.

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  4. andrea-metal permalink
    23 giugno 2019 12:02

    Palestrati = death metal
    “Tutto ciò era dovuto al fatto che ero ad un concerto dei Destrage”.. per me si.

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  5. 23 giugno 2019 22:02

    Mai visti hipster ai concerti thrash. Al massimo poser, tra i quali mi annovero.
    Certi stili del metal, thrash e death in particolare, ma anche sludge e doom, tendono a restare immuni dalle “novità” che l’articolo segnala, mi sembra.

    Piace a 1 persona

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