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Fieldy dei KORN è fiero di presentarvi i suoi Izms

18 aprile 2019


L’ultimo periodo in cui ho seguito i Korn è stato intorno a Take A Look In The Mirror, un disco tutto sommato ascoltabile e che includeva qualche buon singolo, oltre a un paio di canzoni minori di discreta fattura tipo Counting On Me oppure Alive. Ma si percepiva in quale misura il momento migliore fosse del tutto passato. Ho come messo una pietra tombale su di loro, anche se l’ultimo album The Serenity Of Suffering, da quel poco che ho avuto modo di assimilarne, non era per niente brutto, anzi: è che non ho proprio voglia di ripartire con i Korn, forse perché li associo a un’epoca in cui ebbero un’utilità che oggi, nella loro musica, non scorgo più. Così, tolte alcune scaramucce private riguardanti il dentro-fuori-dentro di Brian Welch e l’autobiografia – intesa come sinonimo di piagnisteo – del loro bassista Fieldy, non ho memoria di altri dischi o fatti recenti legati al gruppo di Jonathan Davis, che siano stati capaci di colpire la mia attenzione. Per quello che mi riguarda, ormai mi suonano come l’equivalente di una congrega composta da ultraquarantenni infilati dentro tute in acetato che hanno iniziato a convertirsi in massa ed a scrivere singoli orribili già dai tempi di Twisted Transistor. E un po’ mi dispiace, anche se pochissimo.

Ma da oggi avrete modo di collezionare gli Izms di Reginald Arvizu, in arte Fieldy. Il musicista, con il gruppo sin dai tempi del bellissimo album di debutto nonché padre di una settantina di figli, afferma che in un periodo piuttosto buio della sua vita ha trascorso alcune ore al giorno a dipingere su tela certe raffigurazioni, le stesse che a lavori ultimati avrebbero assunto questo nome: Izms. E ce ne parla in maniera molto seria.

Non poche persone si creano un guscio, dentro al quale si sentiranno protette durante i giorni più intrisi di negatività: questo involucro figurato, siccome adempie alla funzione di tenere lontano l’individuo dai vizi o dal ripetersi di certi errori che possano inficiarne la sfera familiare, così come l’integrità morale, è molto importante e può essere costituito dallo svolgimento abitudinale di un hobby che mantenga la mente impegnata, oltre che direzionata verso precisi obiettivi. Se iniziassi a esagerare con il whisky scozzese, probabilmente riprenderei a fare fotografia o a insidiare le carpe, per intenderci. Molto spesso l’escamotage finisce per essere associato a un utilizzo kamikaze dei social network, e dunque sono molto contento che una cosa nobile come la pittura abbia aiutato Fieldy nel tenersi alla larga da qualunque cosa lo opprimesse; ma sangue del tegamaccio con la vestaglia celeste, non ci puoi davvero vendere quella merda su tela. Regalale a un amico, fatti la nomea del generoso e ricreati un giro di persone con cui magari guarderai un filmetto, oppure farai l’aperitivino analcolico con tutte le noccioline nei contenitori a scodella, colorati in modo da poter distinguere quello in cui metterai gli anacardi da tutti gli altri. Nella peggiore delle ipotesi ti sorrideranno e poi le butteranno via, esattamente come si fa con le presine la mattina del 26 di dicembre.

Gli Izms che mi hanno colpito maggiormente raffigurano una sorta di peperone su cui è incollato un ananas al posto dei capelli, un fattone col cappello di paglia che è stato visibilmente picchiato, ed un tizio a cui è esploso qualcosa di potente in bocca creando una certa voragine. Ma mi sto dimenticando del norvegese con la bocca marrone e il cappellino ufficiale della neo-eliminata Juventus (ciao Cristian! T.V.B.!, nda) e, dulcis in fundo, l’essere viola avente i capelli a spazzola. Sebbene alcuni degli Izms denotino una certa cura nei particolari – soprattutto secondari – e tendano ad assomigliare ad amici immaginari da centro sociale che sta per essere sgomberato con una retata simile a quella del ciclo di Cthulhu, è proprio l’essere viola ad assumere i contorni di uno di quei disegni che ti regalerebbe il festoso figlioletto di due anni, quando te ne ritorni esausto da lavoro. Lo stesso figlioletto che poco dopo metterai a dormire facendogli ascoltare l’ultimo dei Fallujah. È una roba allucinante, l’essere viola, e mi fa ritornare in mente i bacchettoni che hanno da ridire sulle cose più minimali di Banksy – che nel bianco e nero e nella gestione delle ombre, fra l’altro, è un autentico maestro – opere (le sue) che assumono il loro valore finale grazie al contesto in cui vengono rinvenute, oltre che per il significato sociale e storico celato dietro a quei “semplici” graffiti. Dettagli che sono perfettamente spiegati in una qualunque esposizione a lui dedicata. Ma chi sarà mai quest’artista di Bristol, noi c’abbiamo gli Izms!

In attesa che escano allo scoperto i primi e coraggiosi acquirenti – aste con base di partenza fra 300 e 800 dollari americani, cifra con cui si acquistano due scope elettriche della Dyson identiche a quella che mi ha vivamente consigliato Luca Bonetta – mi riguardo il video di A.D.I.D.A.S. che era una cosa semplicemente bellissima. Dopodiché passerò l’aspirapolvere. (Marco Belardi)

 

14 commenti leave one →
  1. 18 aprile 2019 11:29

    I Korn sono una cagata pazzesca e questo atto ne è un’ulteriore conferma.

    Piace a 1 persona

  2. Fabio Nanini Melvins74 permalink
    18 aprile 2019 11:54

    A me i Korn hanno sempre creato problemi di Orchite….Loro,Slipknot e tutti quei cazzoni del Nu metal….una cagata pazzesca!

    Piace a 2 people

  3. Cattivone permalink
    18 aprile 2019 13:30

    Dopo aver letto parole tutto sommato positive sui Korn dal poser Belardi, leggere la sezione commenti mi rimette in pace col mondo.

    Piace a 2 people

  4. vito permalink
    18 aprile 2019 15:51

    Che cazzo, un tizio di nome Fontana ( mi pare) agguantava un taglierino e faceva a pezzi una stoffa dicendo che l’arte non deve rappresentare niente e nessuno ma bastare a se stessa! Ma andasse a cagare insieme ai Korn.

    Piace a 1 persona

    • vito permalink
      19 aprile 2019 06:50

      In effetti qua il coglione sono io che faccio l’operaio a 1200 euro! Me la sono cercata.

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  5. 19 aprile 2019 09:12

    raqazzi, intendiamoci. vi scrivo mentre ho a destra la mia colonnina di libri di Lovecraft appena spolverata ascoltando “Burnt Offerings”, ma Fontana era un genio e i primi tre-quattro dischi dei Korn sono fondamentali, oltre che belli.

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    • 19 aprile 2019 10:07

      Lovecraft e Fontana erano dei geni e hanno lasciato un’eredità intramontabile alla placida isola di ignoranza in mezzo ai neri mari d’infinito in cui viviamo. Per il resto smetto di trattare l’argomento.

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    • Charles permalink
      19 aprile 2019 12:13

      Mah, chissà. Qui l’unica cosa certa è che Belardi è un poser

      Piace a 1 persona

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