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Avere vent’anni: CATAMENIA – Morning Crimson

17 giugno 2019

Ve lo ricordate iMesh? I più pischelli tra voi forse no. IMesh era il fratello minore e brutto dei più noti WinMx, Napster e compagnia bella, ovvero una piattaforma di file sharing che, agli inizi degli insulsi anni 2000, ti consentiva di scaricare mp3 con la stessa velocità di un diplodoco azzoppato. Nessuno usava iMesh, ma io sì (non so perché eh, forse l’aveva scaricato mia sorella, non mi ricordo). Mi ricordo però che una volta lo usai per scaricare i Catamenia; li avevo visti su Grind Zone e mi avevano colpito le loro foto da museo dell’orrore, tutte face-painting e crocifissi. All’epoca avevo solo una vaghissima idea di cosa fosse il black metal (poi quello sinfonico era proprio materia oscura) quindi, tra un pezzo degli Slipknot e l’altro, un giorno inserisco nel motore di ricerca del diplodoco azzoppato la parolina magica: “Catamenia”. Indovinate un po’ cosa mi esce? Sto ca… No, no, e invece no! Riesco incredibilmente a trovare due pezzi: Forest of Tomorrow e Aurora Borealis. E in che album stanno questi due pezzi? Ma in Morning Crimson naturalmente, che oggi compie vent’anni! Stessimo in una chat di Facebook o di Whatsapp il resto della recensione sarebbe solo una cascata di faccine sorridenti e cuoricini che manco i messaggi alla fidanzatina per San Valentino, ma essendo questo un giornale serio (!!!) cercherò di fare il serio.

A parte l’incommensurabile affetto che mi lega ai Catamenia e a Morning Crimson, non credo di esagerare nel dire che questo disco ha l’unico difetto di essere uscito in un periodo in cui il symphonic black metal era inflazionatissimo, ed era facile cadere nel dimenticatoio e difficile raccogliere l’eredità pesantissima di due Golia come Dusk… and Her Embrace ed Enthrone Darkness Triumphant. Per farvi capire, se uscisse oggi un pezzo come Talviyön Varjot staremmo tutti con la bava alla bocca davanti ai social aspettando l’uscita di un qualsiasi loro contenuto nuovo, fosse anche solo una scorreggia accesa con l’accendino del cantante Mika Tonning (ignobilmente sostituito pochi anni dopo da una specie di mozzo, bravino ma niente di speciale). Mika Tonning che, in questo album, fa gelare il sangue nelle vene: screaming che sembrano provenire da un inferno di ghiaccio, celato nel ventre di una montagna nevosa, mentre fuori i troll si prendono a tortorate e si mozzicano il cranio a vicenda. Ok, la smetto di sparare banalità tardo-fantasy e mi metto a parlare del disco: Regà, che volete che vi dica… il disco è meraviglioso! L’uso delle tastiere (rigorosamente Clementoni) è meraviglioso! La fanciulla in copertina è meravigliosa! Quei lupi appiccicati con il nastro biadesivo sono meravigliosi! La terza traccia si scrive “…And winter descends” ma si potrebbe leggere “Dimmu Borgir chi?”. Evviva i lupi del frozen north, evviva la Finlandia, evviva i Catamenia! (Gabriele Traversa)

Ps. Ah, scusate, non ho ancora veramente parlato del disco. Morning crimson è un disco melodic black metal di pregevole fattura, figlio di Enthrone fino al midollo ma con una sua personalità, penso dovuta in parte alla provenienza geografica dei nostri valorosi condottieri. È pure un disco molto orecchiabile, sapete, ci sono qua e là dei ritornelli tutti da cantare, magari mentre fate snowboard tra i lupi.

One Comment leave one →
  1. weareblind permalink
    17 giugno 2019 19:35

    Gabriele Hammerfall^?

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