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Dialoghi platonici: in vacanza a Tenerife con In Flames e Children of Bodom

11 aprile 2019

Trainspotting: Messicano, ieri sera ho scoperto il tuo nuovo gruppo preferito. [LINK]

Il Messicano: Non posso sentire ora, lo farò più tardi in pausa, ma già immagino…

Trainspotting: È un gruppo di Como partito come coverband degli Helloween e che ora prende solo il lato più cartoonesco e fumettoso dei Keeper, lo estremizza al massimo e costruisce tutti i pezzi in modo tale che il cantante possa fare più acuti possibile. Sono quelli che hanno fatto la cover degli Edguy ieri. Presentavano un concept album sui Goonies e giuro su quanto è vera la madonna che un giorno ti trascinerò ad un loro concerto.

Il Messicano: P**o D**.

Marco Belardi: Buon divertimento al concerto, France’. Io magari starò ascoltando Hatebreeder. Pensa a quello mentre gli acuti ti faranno tremare il culo.

Charles: Il video è geniale e il cantante assomiglia a Povia, quindi hail a prescindere.

Il Messicano: Guardato ora. Sono arrivato al minuto 1:43 prima di chiudere. Ho apprezzato molto i riferimenti agli arcade di una volta. Musicalmente all’inizio mi sono detto “vabbé, ovviamente fanno cacare, ma sono meno peggio del previsto“, ma poi è partito quella sorta di ritornello e insomma… Cioè, dai, c’è davvero un limite a tutto, mannaggia la mado***.

Trainspotting: Ti trascinerò ad un loro concerto un giorno, anzi, nelle prossime volte che suonano a Milano organizziamo, vieni a farti un weekend e ce li andiamo a vedere. Se il concerto è a pagamento ti pago io il biglietto d’ingresso.

Il Messicano: Se mi riesco ad organizzare col lavoro si può fare. Non mi devi però pagare il biglietto d’ingresso, ma devi fare un’altra cosa in cambio: mi presenti una sboldra di buon livello di quelle milanesi.

Trainspotting: Sciuta.

Il Messicano: Non deve essere per forza milanese, eh. L’importante è che sia almeno una discreta zoccolecchia fatta bene che allieti i miei post-serate/nottate in quella fogna di città, soprattutto dopo quello tsunami di ricchionaggine/svantaggio mentale che deve essere il concerto di quei simpatici amici tuoi.

Trainspotting: Guarda che ti diverti al concerto degli “amici miei”, DI SICURO non ti annoi. Altrimenti puoi andare a vedere gli In Flames insieme a Marco Belardi che rifanno tutto il disco nuovo.

Il Messicano: Vabbé, meglio questi. Anche solo per gli arcade.

Marco Belardi: Che porca puttana, sembra mi sia pure garbato il disco nuovo degli in fiamme.

Il Messicano: Se non ti è piaciuto, paradossalmente la “questione” è ancora più grave.

Trainspotting: Hai presente quell’acutone pazzesco nel ritornello? Durante il concerto cantava metà canzoni così: UAAAAA UAAAAA UAAAAA, senza neanche il testo, solo acuti. La restante metà del tempo era un incrocio tra un cabarettista e uno di quelli che stanno al microfono delle giostre e cercano di coinvolgere il pubblico. Io ne ho sentite di cose di questo genere, ma una roba così esagerata e fumettosa mai, da piegarsi dalle risate davvero. Te li devo far vedere, cazzo, e se riesci a non ridere per tutto il concerto ti offro un litro di weiss.

Il Messicano: Potrei anche non ridere, eh, perché davvero, in base a quanto dici e per quel poco che ho sentito prima questi incarnano ciò che nel “metal” davvero mi fa schifo e che ritengo DELETERIO, a pari merito con quella gente che mette gli zufoli ed i flauti sopra le chitarrine da Barbie rocchettara.

Trainspotting: Marco, ieri ho conosciuto un tuo fan.

Marco Belardi: Un omosessuale convinto? Ne rimorchio sempre tanti: a Tenerife uno provò proprio a infilarmi la lingua in bocca e neanche l’avevo guardato. Le cose sono due: o lo sembro, o li metto particolarmente a loro agio. E quindi il nuovo dei Bodom ci sta a pennello, che bel disco che è, Messicano.

Trainspotting: Messica’, non devi prendere così sul serio ste cose, non è un caso se sta roba è uscita fuori dopo che il metal è abbondantemente morto.

Il Messicano: Tenerife è un posto per finocchi depilati coi muscoletti e scarti umani in genere, Belardi. Te la sei cercata. Roberto, capisco il tuo punto di vista, ma il fatto è che anche a voler prendere quella roba come demenziale, comunque musicalmente mi fa davvero troppo schifo. Cioè, nel senso la ritengo proprio cacofonica. Non so se rendo l’idea. Poi magari dal vivo potrei anche considerare tutto il circo divertente.

Trainspotting: Ovviamente quando soggetti simili li vedi dal vivo l’effetto è completamente diverso da quando te li senti per curiosità a casa prima di sentirti gli Anti-Cimex.

Marco Belardi: Non è vero, a Tenerife c’è un pronunciato turismo anglosassone. Non ho mai visto tante troie inglesi disinibite, quanto a Tenerife.

Il Messicano: Gli Anti-Cimex, cioè gli inventori del vero suono di Goteborg, altro che in fiammo e darctranquilli. Specifichiamolo, visto che siamo in argomento, caro Roberto. Bela’, le inglesi le trovi pure a Firenze e sono zoccole uguale. E lì sei a casa tua e non hai speso soldi a cazzo per ficcarti in quel posto di merda pieno di scarti umani. Ma ti devo dire tutto io, mannaggia la mado***.

Marco Belardi: Certo, al Full Up ho rischiato di essere massacrato dai rumeni per una di loro. Tenerife tutta la vita.

Il Messicano: Bela’, dovevi tornare lì con una decina di amici giusti e dovevate rompere il culo ai romanelli. Ma tu hai solo le tue ben note amicizie handicappate, ascolti i Children of Bodom e gli In Flames (per giunta nel 2019) e ci scrivi pure i panegirici sopra e vai in vacanza A TENERIFE, quindi tieniti le minacce di quegli zingaracci di merda.

Marco Belardi: Ma ci sono stato nel 2007 a Tenerife, l’anno precedente a Palma invece mi svegliai su un muretto lungomare dopo nove gin lemon. Parecchio leggeri, ma nove. Fu chiaramente in quel periodo che finii per avviare la mia fase Radiohead/Muse, terminata circa nel 2011.

Il Messicano: Radiohead/Muse? Bela’, ma vuoi farti odiare?

Marco Belardi: Eddai, te l’ho già raccontata quella storia.

Il Messicano: Cioè che hai ascoltato per ANNI quella merda del cazzo? Non mi pare.

Marco Belardi: No, ho continuato ad ascoltare metal ma, pipandomi una nota fan di loro, oltre che dei Coldplay, mi sono sovente ripassato quella merda arrivando addirittura ad apprezzare alcuni singoli o dischi, che oggi non risento mai. I Muse visti dal vivo a Firenze nel 2006.

Il Messicano: Fai schifo al cazzo dei negri morti di ebola in un fiume di diarrea di ippopotamo.

Marco Belardi: Questo già lo sapevo.

2 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    11 aprile 2019 17:17

    DI COMO? Ma che cazzo. Io so di Como, mai sentiti. Bargò, già te devo 26 euri, e manname na mail che ci vengo io, ti pago ingresso e birre.

    Piace a 1 persona

  2. 11 aprile 2019 22:57

    Si, ma avete visto che hanno anche Morby nei panni di Chester Copperpot?
    PS: Muse, Radiohead e molti altri che adesso non mi ricordo sono una cagata pazzesca.

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