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Folk metal per adolescenti: ELUVEITIE – Evocation II: Pantheon

6 ottobre 2017

Nella mia testa non sono ancora riuscito a teorizzare il concetto di “gruppo folk metal per adolescenti”. Dunque scrivo così perché io, personalmente, ero adolescente quando loro erano a quelli che si potrebbero considerare i fasti della loro carriera. E i fasti, come sempre, coincidono con il debutto e i primi album, ma ancora non sono riuscito a teorizzare perfettamente nemmeno questo concetto – tuttavia suppongo che qua possa c’entrare in qualche modo la Nuclear Blast. Li definisco così anche perché nel tempo ci sono rimasto affezionato e, quel paio di volte che poi sono riuscito a vederli live, mi è sembrato che il pubblico fosse in media addirittura più giovane di me. Cosa che non è successa, che so… ai concerti dei Moonsorrow. Ma va be’, questo spirito credo che Trainspotting l’abbia colto molto meglio di me, e quindi è al suo articolo che vi rimando.

Partendo da molto lontano, vi posso dire che l’EP Vên era tanto grezzo, semplice e diretto da essere quasi perfetto; e la loro cover di Vanadis uscita su un omaggio a Falkenbach non è migliore dell’originale solo perché Ok nefna tysvar ty è un album per me impareggiabile. Spirit è forse il loro migliore album, e Slania merita ma comincia già a standardizzarsi. Segue l’acustico Evocation I – The Arcane Dominion, del quale questo Evocation II – Pantheon è, pubblicata a quasi dieci anni di distanza, la seconda parte. E in questo mi hanno ricordato un po’ i Pain of Salvation che dovevano fare la trilogia di The Perfect Element ma che poi il secondo è, forse, Scarsick, e il terzo boh, non si sa. Ad ogni modo, il gruppo svizzero è da circa Everything Remains (As It Never Was) che punta costantemente sul singolo talmente pop da avere addirittura il ritornello finale ripetuto due volte, l’ultima delle quali rialzato di qualche tono. Forse lo scopo è ottenere un climax che faccia provare tanti feelings al metallaro giovanissimo di cui sopra: siccome non riescono a ricrearlo con altri mezzi hanno trovato il loro stratagemma. 

nicole01

Simone Simons Nicole Ansperger

Al costo di risultare sessista devo fare notare un’altra cosa: quelle che col tempo sono cambiate negli Eluveitie sono anche la quantità e la qualità della fregna. All’inizio c’era Meri Tadić che, oltre ad essere un po’ stonata, non è neanche bellissima – men che meno lo stereotipo della donna che ti aspetteresti alla guida di un gruppo metal di questo tipo. A lei si aggiunge poi Anna Murphy che, oltre ad avere una voce decisamente più soave, sicuramente nei vari videoclip susseguitisi nel tempo qualche visualizzazione maschia e bramosa l’ha strappata. Le nostre povere svizzere, nel dubbio, vengono sostituite manco fossero due personaggi neri di The Walking Dead. Al loro posto arrivano due esemplari di gotiche teutoniche rosce che si avvicinino esteticamente il più possibile a Simone Simons (la quale resta però irraggiungibile, un po’ come Ok nefna tysvar ty). Di Fabienne Erni mi sono accorto solo col video di Lvgvs, altro singolo che è uguale a tutti quelli pubblicati dal 2010 a oggi solo che non ha le chitarre elettriche. E notate per favore che ho scritto video: a sentire solo la voce manco me ne sarei accorto. Nella parte finale di questa traccia addirittura abbiamo il ritornello ripetuto tre volte (metà canzone insomma). A questo punto meglio l’onestà intellettuale degli Huntress che mettono subito le cose in chiaro con Jill Janus e le sue tette da ex coniglietta. Tu vai a cercarti immediatamente le sue foto su internet e la trovi, tra le altre cose, a fare la DJ in topless con un sobrissimo Snoop Dogg.

Comunque quest’album è uguale all’altro Evocation, con la differenza che è talmente ben eseguito e curato da risultare asettico. Almeno il primo capitolo, sebbene contenesse qua e là qualche evidente buco nell’acqua, presentava tracce dalle atmosfere tendenzialmente più oscure e claustrofobiche. Pantheon, invece, per la maggior parte risulta stucchevole, soprattutto nelle canzoni meglio riuscite; inoltre gli argomenti (e persino i titoli) sono sempre gli stessi e cominciano a ripetersi. Insomma, ottimo da mettere come sottofondo quando arriva a casa qualche ospite digiuno di metal. (Edoardo Giardina)

11 commenti leave one →
  1. 6 ottobre 2017 11:23

    il riff di sto pezzo però lo preferivo in questa versione: https://www.youtube.com/watch?v=cbB3iGRHtqA

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  2. Stefano Vitali permalink
    6 ottobre 2017 11:31

    la canzone fa pena, la figaggine di Simone non si discute, e come sempre erano meglio i primi dischi. Slania sono i Dark Tranquillity con la cornamusa e l’hurdycoso, ma Gray Sublime Archon è sempre lì a pompare nella mia playlist da corsa

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  3. 6 ottobre 2017 14:21

    Un terrificante stracciamento di palle, canzoni piatte con le solite quattro melodie classiche ripetute fino al vomito, produzione vuota e senza senso. Torno ad ascoltare Stille Volk e Corvus Corax, cioè il folk che conta. Ah, pure io sono un super-affezionato dei dischi fino a Slania.

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    • Devisarno permalink
      6 ottobre 2017 18:46

      Ascoltare gli Eluveitie per la componente folk-metal è un po’ come ascoltare i Manowar per le loro mutande di pelliccia…

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  4. Devisarno permalink
    6 ottobre 2017 18:44

    Il giudizio musicale ancora ancora è quasi a livello mediocre, essendo mostruosamente soggettivo e quindi inaccettabile come recensione (a meno di non pubblicarla su Cioè), ma il pot (leggasi top al contrario) lo raggiunge con la frase “inoltre gli argomenti (e persino i titoli) sono sempre gli stessi e cominciano a ripetersi. Insomma, ottimo da mettere come sottofondo quando arriva a casa qualche ospite digiuno di metal.”… penso che scrivere cacca-pupù sarebbe stato più onorevole.
    Diciamo che la recensione dimostra una totale ignoranza sia del genere suonato dagli Eluveitie che degli argomenti trattati.
    Forse farei meglio io recensendo un gruppo di musica folk uzbeka!

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  5. blackwolf permalink
    10 ottobre 2017 00:53

    Il livello di orecchiabilità e canticchiabilità raggiunto, è quello dei pezzi che ti passano al supermercato, mentre stai facendo la spesa..

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    • Devisarno permalink
      10 ottobre 2017 11:59

      Strano che delle melodie tradizionali, rivisitate per dar loro più musicalità (stante le possibilità offerte dall’attuale repertorio strumentale degli Eluveitie) suonino a te come musichette da supermercato… devi darmi l’indirizzo di quel posto, perché sicuramente trasmette musica di un ottimo livello!

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      • blackwolf permalink
        10 ottobre 2017 21:21

        La questione è l’attitudine con cui fai le cose. Come dice Edoardo sotto, da sola l’orecchiabilità non sarebbe un problema, non c’è nulla di male nell’immediatezza con cui la melodia ti resta in mente.. Il problema è quando tutta la canzone ti da l’impressione, che sia stata composta con il solo scopo di diventare una canzoncina.. (che è quello che secondo me è) Non basta mettere strumenti atipici e musicalità diverse dal solito, per fare buona musica.. A me questa canzone sa di studiata a tavolino paura e loro si sono proposti come la Katy Perry del folk, con questa cosa.. Se non ti piace il paragone con la Perry, sembrano un po’ i Green Day.. Pretendono ancora di essere un gruppo punk (così come la gente che se li ascolta, solo perchè si mettono il mascara e si tingono i capelli) e poi te li trovi davvero al supermercato di sottofondo.. Questi mi sembrano un po’ arrivati a questo stadio.. Tanto mestiere, tanta plastica, orecchiabilità e immediatezza a mille e massimo risultato con minimo sforzo.. Mi sembra musica fatta da gente che non ha più molto da dire e che sa cosa una certa fetta del loro pubblico avrebbe gradito e glie l’hanno servtia senza pensarci due volte.. E’ proprio anche la struttura della canzone che è dannatamente pop.. (parola che non uso mai in senso positivo) Poi non so cosa dirti.. Se a te piace buon per te, il mondo è bello perchè è vario e io non sono nessuno per dirti cosa ti deve garbare o meno, ma a me ha fatto cadere abbastanza le braccia… Non riesco a vederci la bellezza che tu ci trovi..

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      • Devisarno permalink
        11 ottobre 2017 07:01

        Capisco cosa intendi… forse io riesco a sentirci qualcosa di più poiché conosco un po’ di antefatti e retroscena alla creazione (Edward Hatfield è un mio caro amico, e con Matteo Sisti ho parlato parecchio in merito)… poi, ammetto, da studioso di gallico e da rievocatore sono molto di parte!
        Vediamo come si presenteranno negli album a venire… questo era molto specifico e speciale: i prossimi saranno la prova del 9! 😉

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    • Edoardo Giardina permalink
      10 ottobre 2017 15:31

      Il fatto è che l’orecchiabilità non dovrebbe essere di per sé un male. Alla fine nei loro ultimi album mi ero quasi abituato a questa vena quasi pop e non si può neanche dire che i singoli siano brutti. Secondo me il problema sorge quando di un gruppo cominciano a diventare apprezzabili SOLO i singoli.

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      • blackwolf permalink
        10 ottobre 2017 21:25

        Ecco, bravissimo, grazie per averlo detto!! Basta gente che fa album interi che ti vende a prezzo intero, dove si è sbattuta solo per i 4 pezzi dei video e il resto è fuffa!! Oceani di gruppi così ormai. Un vero male per l’umanità e la musica. Ti appoggio in toto.

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