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Oggi parliamo benissimo di: FRIGHTFUL

7 aprile 2019

Di questi tempi è davvero raro imbattersi in un qualcosa che vi faccia sentire di nuovo come quando per la prima volta ascoltavate le chitarre compresse dei Napalm Death o dei Terrorizer. Quella sensazione di caos estremo, i grugniti, la brutalità genuina e vecchio stile, senza gli sweep e gli assoloni ma con i riff quelli veri (la cosa che conta di più nel metal) e i giusti cambi di tempo, ed un feeling malsano che ti riporta a quando uno zio ti diceva: “Ma cosa stai sentendo? Credevo che questi suoni venissero dal pozzetto della fogna fuori in cortile, invece eri tu!”. Motivo di orgoglio, quando si ascoltava roba come Morbid Visions dei Sepultura, per esempio. “No, zio! Non mi avrete mai! Non ascolterò mai la vostra roba per babbioni!”, riferendomi nel caso specifico agli Equipe 84.

Ora che i babbioni siamo noi, però, fa piacere che un trio di appena ventenni, proveniente dalla città anseatica di Danzica, abbia scelto non di prendere lezioni al conservatorio applicandole freddamente come fanno ormai in tanti, ma di dedicarsi ad uno spettacolare death metal vecchia scuola, con tutti i blast al punto giusto e perfino i break tipici del Bay Area style. Sfociando anche nel d-beat, nel caso del loro primo album Born After Burial. Tre ragazzini che sul loro Bandcamp oggi mettono a disposizione anche il nuovo EP Cannibalistic Rites, piccolo gioiello disgustoso che non avrebbe certo sfigurato nel catalogo Earache d’antan. Intendo prima, molto prima che ci entrasse roba inqualificabile e ingiustificabile come i Bring Me The Horizon.

frightful1

Blast, polka beats, doppia cassa che entra sicura e decisa per poi scandire un ritmo d-beat mentre il giovane Hasher sembra posseduto dal demone Pazuzu e vomita roba verde sul microfono. Il tutto integrato da riff e suoni di chitarra deliziosamente claustrofobici. Proprio come quando avete sentito Harmony Corruption per la prima volta ed eravate degli sbarbatelli pronti ad essere spazzati via senza ritorno.

Specialmente l’ultimo EP, anche in virtù dei quattro pezzi scarsi, ve lo ritroverete in modalità di ascolto ripetuto, perché certe cose, seppur odorino di vecchia scuola, hanno quella freschezza che solo i ventenni che hanno la vera passione per il genere possono portare, anche se sono nati e cresciuti quando il suo slancio creativo era ahinoi già bello che terminato, e tutte le band “estreme” si rincorrevano facendo a gara a chi aveva il suono Nuclear Blast piu’ rifinito e plasticoso (ma quanti danni hanno fatto i Dimmu Borgir con Enthrone Darkness Triumphant?)

Prendete Born After Burial, il loro primo vagito (o rigurgito?). I nostri erano a malapena diciassettenni, e già avevano le idee chiarissime, con quei suoni aspri e pezzi tipo She’s Cute When She’s Dead. Tutto chiaro, no? Diciotto minuti e sei pezzi che volano fra thrash, death metal e d-beat, alcuni dei quali poi ripresi per uno split con i sardi Cannibe (cosa che me li fa stare ancora più simpatici) assieme ad una cover, guardacaso, dei Terrorizer. Roba pesante, copertine simpaticissime e tanta tanta genuina attitudine.

Riallacciamoci ora però al discorso fatto qualche settimana fa per la Maggot Stomp. È bello vedere che c’è ancora qualcosa, qualcuno, che ridà speranza di un mondo migliore. Un mondo in cui abbiamo l’underground a portare avanti un ideale che non è ancora finito. Perché non ci possiamo arrendere davanti ai Ghost headliner dei futuri festival metal. C’è chi dice no, e lo dice ruttando su un microfono e incidendo in una cantina. Perché, finché ci sarà l’underground con nuove leve di questo livello, niente è finito. Tutto si può rigenerare. (Piero Tola)

3 commenti leave one →
  1. Elfo Cattivone permalink
    7 aprile 2019 10:29

    Di recente mi hanno dato questa sensazione di stupore e adrenalina a palla i Totaled, uno degli ultimi parti Profound Lore.

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  2. weareblind permalink
    7 aprile 2019 12:18

    “Perché non ci possiamo arrendere davanti ai Ghost headliner dei futuri festival metal.” Per me zero, non è roba mia, ma fratello hai ragione, una buona metà dei metallari vede lì il futuro e li apprezza, o li ama proprio. Hail to the capra.

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  3. Pesso permalink
    7 aprile 2019 22:14

    Non è il mio genere, però sono proprio fichi!
    P.S.: a me piacciono anche i Ghost e quando li trovo ai festival sono contento

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