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ICED EARTH – Incorruptible

19 giugno 2017

Il titolo mi piaceva un casino: Incorruptible, incorruttibile; quando l’ho letto ho subito pensato ad un album ortodosso, duro, con le palle quadre, magari un mezzo ritorno alle origini (anche se da quello specifico punto di vista forse ero un filo troppo ottimista ), insomma mi aspettavo qualcosa di buono. E invece no. Già col primo pezzo estratto, Seven Headed Whore, l’impressione è stata quella di un gruppo arrivato spompatissimo, nonostante poi si tratti del pezzo più aggressivo dell’album. Per dire, è una sorta di Violate miscelata con Framing Armageddon (la canzone) e corretta con mezza boccetta di Valium, un cazzo di cocktail letale, amici lettori. Per secondo singolo è arrivata Raven Wing, canzone che comincia acustica e vira verso l’elettrico poco dopo, la quale si lascia ascoltare per il tempo che dura senza particolari cali ma pure senza guizzi di sorta, in linea con le ultime produzioni Iced Earth, giusto un filo peggio. Appresso ancora hanno messo su youtube Great Heathen Army, e se l’avessero pubblicata per prima non avrebbero fatto un soldo di danno posto che è una delle migliori del disco, se non altro all’altezza del ritornello che prende piuttosto bene. L’altro giorno invece ho trovato su youtube pure Clear The Way, nove minuti assurdamente buttati nel cesso nel tentativo di suonare “epici” come gli ultimi Maiden (ma perché?!), con un inizio fiacchissimo, una parte centrale sciapa da mori’, insomma vaffanculo. Ad ogni buon conto, pur essendo di merda, ‘sta canzone surclassa qualsiasi cosa abbiano cacciato i Maiden negli ultimi anni, il che è tutto dire. 

Altro scippo ai Maiden è Black Flag che però, al contrario di Clear The Way, è venuta fuori piuttosto bene e porta effettivamente ad essere riascoltata con un certo gusto. Non è sicuramente un capolavoro, ma, o per mancanza di pezzi decenti o perché effettivamente carina, risulta la migliore del disco, assieme a Great Heathen Army. Oltretutto sono proprio le prime due in scaletta, per cui potreste ascoltare quelle e lasciar perdere il resto, composto da una strumentale davvero brutta (Ghost Dance) che fa rimpiangere assai l’efficacissima semplicità di 1776, poi The Veil, The Relic e Defiance, ovvero pezzi moscissimi che rischiano concretamente di far addormentare anche il fan più sfegatato degli Iced Earth, e infine Brothers, che sarebbe Iced Earth in salsa Manowar e che tutto sommato non fa poi troppo cagare.

Boh, cosa aggiungere: se le ultime prove di Jon Schaffer e compari non facevano certo gridare al miracolo, Incorruptible è proprio un tracollo completo. Ma era pure facile che prima o poi accadesse, posto che il compositore principale è sempre lo stesso, tiene pure cinquant’anni, fanno tour su tour perché i dischi di fatto non si vendono più (e le vendite digitali – comunque scarse – non pagano un cazzo) e insomma ci sta che la stanchezza ad un certo punto finisca per colpire duro. Comunque il personaggio Jon Schaffer mi è sempre gradevole, e spero per lui che l’inevitabile tournée di supporto a quest’ultimo album vada benone, col consiglio di prendersi però un congruo periodo di vacanza una volta finito di girare per il mondo, o magari di dedicarsi proprio ad altro, tipo farsi eleggere al parlamento o fare il figurante in qualche rappresentazione storica di una battaglia a caso della guerra civile americana. Che ne so. Basta che molla un po’ la chitarra, tutto il resto va bene. (Cesare Carrozzi)

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