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Il jukebox dell’Averno: i dischi del 2016 di Metal Skunk

28 dicembre 2016
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PRIMO POSTO

rotting-christ-rituals-cover-art-2015

“Da Genesis in poi i ROTTING CHRIST hanno cercato di sintonizzarsi su una obliqua frequenza ritualistica davvero molto simile alle vibrazioni create durante le liturgie che, dall’alba dei tempi e in ogni angolo del mondo, l’Uomo ha tentato di creare per dare una forma sonora alla spiritualità e mettersi in comunicazione col Trascendente. Ogni pezzo di Rituals è letteralmente una diversa invocazione al Maligno e i Rotting Christ, dopo venticinque anni che ci provano, riescono davvero a far sentire la puzza di zolfo. Un disco che, per essere compreso, va ascoltato a ripetizione, per sintonizzarsi su quella lunghezza d’onda, per comprendere quelle litanie e quei lampi ripetuti in modo ipnotico, per percepire quella vibrazione liturgica che, come solo il più autentico e migliore black metal sa(peva) fare, riesce a cogliere l’autentico significato di musica del demonio“. (Trainspotting)

SECONDO POSTO

MOONSORROW-Jumalten-Aika1

“I MOONSORROW ci ricordano che un tempo l’ heavy metal sapeva distinguersi dagli altri generi soprattutto per il fervore e la dedizione che alcuni sapevano trasferire su disco, rendendo palpabili i propri riferimenti culturali, etnici e identitari, raccontando e musicando storie e vicende di epoche passate o immaginarie. Jumalten aika è stato concepito per durare nel tempo, affinché non sia solo l’oggetto di un’effimera attenzione di qualche minuto, di una fugace lettura di un articolo o di un distratto ascolto sul tubo; Jumalten aika è stato concepito per essere ricordato, perché se ne parli anche domani e per questo motivo rappresenta un tuffo in un passato che, per un certo tipo di metal, non può che essere l’unico futuro possibile”. (Charles)

red-fang-only-ghosts

Only Ghosts è un po’ come certe tipe che, pur prive di una bellezza vistosa, sono di una sensualità tale che un loro sguardo basta a fartelo smuovere nei calzoni. Perché in questi casi conta la personalità. E i RED FANG sono riusciti nell’impresa, in apparenza impossibile, di elaborare un sound originale e riconoscibilissimo nell’alveo di un genere basato principalmente sul riciclo dei vecchi album dei Kyuss. Sono tutt’altro che i soliti quattro fattoni da due accordi e pedalare: in studio sono arrangiatori attenti e pignoli; dal vivo dimostrano una precisione e una tecnica individuale impressionanti”. (Ciccio Russo)

TERZO POSTO

Blood-Ceremony-Lord-Of-Misrule-cover

Lord of Misrule è semplicemente meraviglioso. I BLOOD CEREMONY riescono ad essere credibili in ogni cosa che fanno, dagli spintissimi richiami al hard rock occulto degli anni ’70 al fatto che a celebrare questa messa nera vi sia una donna dietro al microfono invece che un Kip Trevor a caso. Alia O’Brien è la Jinx Dawson dei nostri giorni. Senza di lei i canadesi sarebbero senza ombra di dubbio una delle millemila altre band che provano a fare questo genere, che è tanto tornato di moda ma che solo pochi riescono a riprodurre in modo così sfacciatamente revivalistico e senza compromesso alcuno con la modernità, tanto da catapultarti indietro nel tempo di almeno 45 anni”. (Charles)

VEKTOR-Terminal-Redux-album-2016

“I VEKTOR con Terminal Redux hanno messo d’accordo tutti perché tengono saldamente un piede nella modernità, pur avendo l’altro negli anni ’80. Una spaccata riuscita alla perfezione. Suonano musica complessa con una padronanza dei mezzi impressionante senza mai tirarsela o fare gli splendidi, usando la loro tecnica per sperimentare le soluzioni più variegate e bizzarre possibili, la stessa filosofia che avevano band come gli Atheist, l’unico spirito possibile per percorrere queste sonorità senza mai masturbarsi sugli strumenti. Per questo attraggono sia il ventenne con una copertina dei Gojira sul desktop che l’anziano reduce”. (Ciccio Russo)

MENZIONI ONOREVOLI

 

ursa-novembre“Un grande silenzio durato otto anni. Voci di dissidi, abbandoni, separazioni dolorose, prima che i rumour di un’insperata rinascita cominciassero a farsi più insistenti. I Novembre per molti di noi sopiezz’ ‘e core, una parte fondamentale del bagaglio emotivo di quella generazione di metallari italiani maturata a cavallo degli anni 2000. È quindi del tutto comprensibile l’euforia scatenatasi dopo l’annuncio che Carmelo Orlando avrebbe finalmente riesumato con URSA la sua leggendaria creatura”. (Enrico Mantovano)

black_mountain_1459258271IV, a parere del vostro umile scribacchino, è il miglior disco della carriera dei Black Mountain. L’album si pone concettualmente nel mezzo della produzione dei canadesi e da una parte ne riassume un po’ le ‘posizioni’ storiche, mi riferisco al riferimento vintage al rock settantiano e la prog-psichedelia, dall’altra dà un forte colpo di acceleratore verso space rock e new wave, grazie ad un massiccio utilizzo dell’elettronica e sonorità molto familiari, senza rinnegare l’approccio più easy listening di Wilderness Heart“. (Charles)

conan_revengeanceIl nuovo album dei Conan non è stato purtroppo recensito né da me (e mica posso fare tutto io in questa casa) né dagli altri scioperati seguaci del culto del riff, i quali quest’anno non riceveranno di conseguenza l’ambito premio di produzione, consistente in qualche grammo di hashish tagliato con il copertone acquistato dai fiancheggiatori dell’Isis che spacciano a San Lorenzo. In questa sede mi limiterò a ribadire che Revengeance è uno dei migliori dischi doom usciti nel 2016 e che dovrebbe figurare nella lista della spesa di ogni adepto del narcosatanismo che si rispetti. (Ciccio Russo)

nickSkeleton Tree è il disco più bello inciso da Nick Cave and The Bad Seeds dai tempi di Murder Ballads. Maledettamente triste, pesante, sofferto, commovente, a tratti sembra veramente che pianga mentre canta. È noto e stranoto che l’album rappresenta l’elaborazione del lutto per la perdita del figlio appena quindicenne, gettatosi da una scogliera dopo un trip di LSD preso a male. Una punizione che Nick Cave ha voluto pubblicamente infliggersi per esser stato agli occhi del ragazzo un modello se non sbagliato sicuramente pericoloso”. (Charles)

 

CIOFECA DELL’ANNO

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“Vaffanculo”. (Cesare Carrozzi)

L’ITALIA MIGLIORE

 

6305207“Le influenze musicali dei Klimt 1918, tornati dopo otto anni con Sentimentale Jugend, rimangono bene o male sempre le stesse: dark wave, shoegaze e primi U2. A caratterizzarli rimane quella sorta di nostalgia post-adolescenziale per i bei tempi che furono delle musicassette e di quando non si doveva ancora fare i conti con la realtà o con l’organizzazione della propria vita. Un’utopia retrospettiva che non suona mai, come spesso accade, fastidiosa, grazie a una storia personale e artistica e a riferimenti culturali e musicali che elevano il gruppo romano a ben altro contesto”. (Edoardo Giardina)

haunted_haunted“L’impressionante lp omonimo dei catanesi Haunted è sia uno dei debutti dell’anno in campo doom che il miglior disco italiano uscito nel 2016 nell’ambito del genere. Gli etnei si giocano con i Windhand (ai quali li accomuna il bilanciamento tra frangenti più ariosi e altri più basati sul riff, nonché la presenza di una donna dietro il microfono) la palma di epigoni più illustri dei vati Electric Wizard, pur distinguendosi dalla pletora di gruppi clone per le radici piantate ben salde negli anni ’80. Si sono formati appena l’anno scorso ma è già tutto perfetto”. (Ciccio Russo)

theforeshadowing_sevenheads_200dpi-300x300“Autori di un debutto che ritengo tra i migliori dischi gothic/doom del nuovo millennio, i capitolini The Foreshadowing confermano di non avere nulla da invidiare a nomi esteri ben più blasonati. L’arrivo dietro le pelli di Giuseppe Orlando, già cofondatore dei Novembre, ha dato un’accelerata notevole alla sezione ritmica, con un paio di sfuriate in doppio pedale qua e là che accentuano l’atmosfera di gravità che i ragazzi hanno stampata addosso in qualunque canzone scrivano. Seven Heads Ten Horns è un viaggio negli abissi della tragedia umana”. (Luca Bonetta)

stellarprophecy“I Black Rainbows sono ormai una sicurezza sia in studio che dal vivo, professionisti collaudati che negli ultimi anni sono riusciti a costruirsi un seguito di tutto rispetto anche all’estero, grazie alle decine e decine di palchi macinati in tutta Europa. Il nuovo, e ottimo, Stellar Prophecy suona più arioso e psichedelico del precedente Hawkdope, un lavoro di transizione che non mi aveva convinto tantissimo, segnando quasi un ritorno alle origini, senza tradire la più recente vena easy listening e classicamente stoner”. (Ciccio Russo)

hatemerdaCi inginocchiamo sui ceci per non aver parlato ancora su questi schermi degli Hate & Merda, al momento, insieme ai Marnero, il miglior gruppo italiano sul versante noise/post-hardcore deviato. Tra le formazioni gravitanti intorno al collettivo Dio Drone, il duo fiorentino ha tirato fuori in un paio d’anni due album – L’anno dell’odio e questo La capitale del male – potentissimi per forza espressiva e capacità di scaricare addosso all’ascoltatore quantità ingestibili di angoscia e negatività. Genuinamente disturbanti. Recuperateli. (Ciccio Russo)

8 commenti leave one →
  1. blackwolf permalink
    29 dicembre 2016 11:33

    Solo una curiosità… non avete messo nell’Italia migliore, Codex Babalon dei Caronte.. è solo un domanda: non vi è piaciuto, vi è piaciuto, ma non lo avete considerato tra le cose migliori in Italia di questo ultimo anno, l’avete scordato :)… Per esempio, a me non è dispiaciuto, ma non l’ho trovato il loro migliore lavoro.. Però, l’ho trovato comunque un valido album…
    Spenderò anche due parole, per il mio rapporto coi Blood Ceremony, visto che li avete messi nell’articolo.. Diamine, hanno canzoni che mi prendono tantissimo, altre che mi prendono, ma mi sembrano un po’, come dire, studiate e a tavolino… Come dire, fatte troppo di testa per cercare di suonare in un certo modo a tutti i costi, mentre invece quelle che non mi fanno questo effetto, mi fanno veramente venire i coccoloni… Quindi band che mi piace molto, ma con cui ho un rapporto un po’ conflittuale, perché non riesco a capire se mi convincono al 100%.. comunque concordo con Charles, che Alia regge il gruppo da sola, e che senza lei, sarebbero solo cloni di cloni… tanta gente, dice che il cantato femminile li rovina come band, e che questo genere, dovrebbe essere cantato solo a voce maschile.. invece, trovo che la pulzella, sia proprio ciò che tira su il livello della band e che lei sia una vera e propria regina del rock n roll, o qualcosa di simile… :)
    Ho apprezzato gli Haunted e il Favvanculo sotto la copertina di Malmsteen, vale più di mille parole… Devo recuperarmi i Novembre, dei quali conosco bene la prima parte della discografia (per intenderci, fino a Classica e Novembrine Waltz ) ma ho un po’ di lacune sulla seconda, mannaggia!!
    Niente, vi saluto e come al solito, grazie per i bei dischi e la compagnia!!

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    • 29 dicembre 2016 11:44

      Non so gli altri (la classifica è stata stilata sulla base delle playlist individuali che usciranno domani) ma, personalmente, il disco dei Caronte me lo sono perso.

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      • blackwolf permalink
        29 dicembre 2016 12:46

        Sapevo che avresti risposto tu!!! Allora, l’album è un Ep di 3 tracce che dura 30 minuti (ovviamente… :) ) Parere totalmente personale: Ascension è il loro lavoro che mi ha preso di più, un atmosfera trance/onirica pazzesca, gli inserti di canti sciamanici (super evidenti tipo in Navajo Calling) mi avevano preso benissimo… questo, lo trovo un gran bel lavoro, ma non mi è piaciuto come Ascension, perché, penso per non risultare monotoni, hanno abbandonato quel tipo di sperimentazione, che secondo me, rendeva l’album un po’ unico…
        Però è un buon album, che ti consiglio…
        Oggi che ti ho consigliato un album, ho ripagato tipo l’1% del debito di album sentiti,i su tuo consiglio… So che questo non è un sito dove la gente viene per raccontare i fatti suoi, ma devo ammetterti, che prima di iniziare a leggervi, tutto il filone stoner/doom non so perché, ma non me lo ero mai filato… E poi, spinto un po’ soprattutto dalle tue recensioni, ho cominciato ad ascoltarlo.. e adesso non riesco quasi più a sentire altro.. mi si è aperto davvero un mondo e sto sentendo cose, per i miei gusti, pazzesche.. Quindi, grazie per avermi introdotto al narcosatanismo. :) Scusa il post lungo, ma ci tenevo a dirtelo!

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  2. Bloody Karma permalink
    29 dicembre 2016 16:52

    concordo pienamente su Black Mountain e Blood Ceremony,dischi favolosi. Purtroppo Moonsorrow e Red Fang ancora non ho avuto modo di ascoltarli. Invece volevo fare un piccolo appunto su Ursa (disco che a me ha parecchio deluso) e su gli Hate & Merda, il cui secondo disco spacca, ma in maniera minore rispetto al debutto, che per me rimane su un altro pianeta.

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  3. fredrik permalink
    29 dicembre 2016 21:21

    mai come quest’anno nella selezione dei migliori dischi non ne ho nemmeno uno in comune con voi. forse solo il disco di merda, ma è più o meno dal 96 che ho perso aspettative su malmsteen, per cui sto sulla fiducia che questo faccia anche più cagare del solito.

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  4. Supermariolino permalink
    30 dicembre 2016 00:12

    D’accordissimo su Rotting, Moonsorrow e Blood Ceremony , anche in ordine sparso. Mentre i Vektor proprio non sono riusciti a prendermi… Ma solo a me?

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    • Bloody Karma permalink
      30 dicembre 2016 09:22

      Siamo in due…ho provato ad ascoltarli più volte ma mi rompono le balle dopo pochi minuti…

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  5. sergente kabukiman permalink
    30 dicembre 2016 18:46

    di tutti questi dischi ho sentito solo i conan, hate e merda e gli hunted che sono bravissimi. faccio schifo lo so

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