Skunk Jukebox: la teoria del clima di Montesquieu

In certi paesi l’inverno inizia prima, in certi altri è inverno quasi tutto l’anno. Chi vive a Roma sa che il vero freddo arriva da metà dicembre se tutto va bene, tanto che ti capita di vedere scene di negozianti che montano le lucine di Natale in maglietta a mezze maniche. Tutto questo non ha molto senso. Va da sé che io non riesco ad ascoltare questa roba che sto a proporvi mentre indosso le infradito e sorseggio un mojito. Allora dal ponte dei morti in poi è tutta una corsa contro il tempo per mandare giù pacchi e pacchi di musica che ho accumulato durante la lunga estate. E’ più o meno lo stesso motivo per cui non esce un musica da camera ardente da una vita (ma abbiate fede, uscirà). Poi, vabbé, si aggiunga pure che per colpa degli ZZ Top ho passato gli ultimi mesi ad ascoltare solo rock’n’roll. Del resto come sarebbe concettualmente possibile ascoltarsi col caldo un gruppo che fa black metal atmosferico e che proviene dall’Islanda?

Stiamo parlando dei Dynfari, giovini e imberbi musicisti che dimostrano di saper gestire bene i sentimenti negativi e la virulenza di un black metal abbastanza sporco e cattivo. Poi li produce la Aural/Code 666 che in quanto al valorizzare i nuovi talenti non è seconda a nessuno (leggasi Ne Obliviscaris). Fanno canzoni lunghissime e anche abbastanza ripetitive, elementi veramente imprescindibili per chi suona questo tipo di musica dedicata al dimonio. Sempre dalla stessa label non vedo l’ora che esca nel gennaio dell’anno prossimo il secondo album dei belgi Saille, da cui è estratta questa Haunter of the Dark, symphonic black metal come non lo sentivo da un pezzo. Il brano è caro a Cthulhu, anzi è mezzo cantato nella lingua dei Grandi Antichi. E spacca. 

Che poi Montesquieu lo diceva sempre -e mò pare che stiamo riscoprendo l’acqua calda- che il clima impatta sulle passioni e il carattere della gente. Nei climi freddi la gente è più vigorosa e confidente nei propri mezzi mentre chi vive nei climi caldi è vile e pusillanime, diceva. Parafrasando tutto ciò, è ovvio pensare che questa musica è più facile a farsi dove fa un cazzo di freddo (e non c’è molto altro oltre al rischio di ipotermia). Prendi i Lustre ad esempio: il progetto (quando trattasi di one-man-band non si può parlare di band) di BM atmosferico ingentilito da sonorità ambient di un tale Nachtzeit. They Awoke to the Scent of Spring è un maledetto discone che, se i Maya avevano torto, si piazzerà in alto lì dove immaginate. C’è poco da descrivere: se 4 brani così non riescono a trascinarvi nell’immaginario fantastico di questo signore svedese vuol dire solo che fuori c’è il sole (e se vi piacciono non perdetevi il brano pubblicato nel recente split coi Feigur).

In attesa che nel 2013  i Summoning ritornino nei nostri stereo (per chi lo usa ancora) e lettori mp3 con un nuovo album (che è quasi pronto), i Lustre sono per certi aspetti il miglior surrogato che abbia trovato in giro. E sulla falsariga di questi ultimi, ma molto più soft ancora, tanto che di BM non ne è rimasto un gran che, consiglio caldamente i tedeschi empyriumiani Celephaïs e soprattutto il post-qualche-cosa-metal degli ucraini White Ward.

Continuando la nostra carrellata di gruppi consigliati dai Chihuahua freddolosi che vanno pazzi per gli Alcest e lo shoegaze, non ci si può esimere dal citare quantomeno i Lunaire che mi stanno letteralmente facendo uscire pazzo e che mi fanno mettere in dubbio la mia presunta trueness di metallaro che poi si ascolta i Manowar e si ciba di salsicce und kartoffeln. Vengono dall’altro emisfero e ora immagino che pure in Australia possa far freddo o almeno spero sennò zompa tutto il discorso sull’esprit des lois.

E nel tentativo ultimo di ammorbarvi l’anima chiudo la carrellata con l’ultimo disco dei Sun Devoured EarthSounds of Desolation, progetto diretto in esclusiva dal lettone Vadim Vasilyev. Un mio personalissimo feticcio che tento di piazzare manco fossi il venditore di TeleProboscide ogni qual volta la redazione si riunisce per condividere una carbonara e del Primitivo di Manduria piuttosto che discutere sui destini del mondo. Ma nessuno pare raccogliere mai l’offerta, la qual cosa dovrebbe darmi da pensare. Ma voi non ci pensate e accattatevi questo disco bellissimo. Ciao. (Charles)

4 commenti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...