Tag Archives: Marduk

Il chitarrista dei Marduk ha pezzi del cervello di Dead in frigo

Non sono d’accordo con quanto scritto da Matteo Ferri (che, al pranzo di redazione, abbiamo scoperto somigliare in modo impressionante all’attore che interpreta Lord Baelish in Game Of Thrones, anche se non ci risulta gestisca un bordello) a proposito di Serpent Sermon, da una parte perché lo swedish black, pur essendo una scena di rilevanza giocoforza secondaria rispetto a quella

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MARDUK – Serpent Sermon (Century Media)

Devo ammettere di aver ascoltato sempre, e sottolineo sempre, con enorme pregiudizio qualsiasi produzione targata Marduk. Il quartetto classico (Legion, B.War, Morgan e Andersson, per quanto possa essere classico un quartetto appena più longevo dell’attuale) mi ispirava sentimenti di tenerezza e compassione: non riuscivo a comprendere come dei trentenni potessero trascorrere un’intera carriera artistica ad imprecare contro il cristianesimo divertendosi

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Skunk Jukebox: Sunday Bloody Sunday

Sulla schizofrenia stilistica manifestata dai Kreator negli anni ’90 e sfociata nell’ennesimo ‘ritorno al thrash’ legato a ragioni più alimentari che artistiche ci sarebbero parecchie cose da dire ma è un discorso che rimando alla recensione, dato che su Phantom Antichrist, in uscita il 1 giugno, non ci sarà presumibilmente null’altro di particolarmente profondo da scrivere. La title-track lascia presagire

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Once upon a time in Norway #1 – HOLE IN THE SKY 2011 – 24/27 Agosto, Bergen

L’Hole in the Sky, festival trucido bergeniese di fine estate, chiude i battenti dopo dodici anni di attività. Per caso ci è finito anche il sottoscritto – che per la cronaca è da parecchio fuori dal giro e non scrive una recensione da due anni – quindi ciò che segue è un resoconto umorale, selettivo e piuttosto ottuso di quanto

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No pain, no gain: 10 dischi spaccosi per spaccarsi in palestra (prima parte)

Il sottoscritto non è mai stato quel che si dice un rigido salutista, né, si spera, lo diventerà mai. La mia conversione alla tirannia del fitness fu dettata, in fondo, da mero istinto di autoconservazione. Se hai consacrato buona parte della tua esistenza ad un lifestyle (il quale, come saprete, determines my deathstyle) bukowskiano, arrivi ad un punto nel quale

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