Category Archives: Recensioni

Frattaglie in saldo #27: another bucket for monsieur

Nelle mie intenzioni, questa puntata avrebbe dovuto uscire a febbraio e proseguire la trattazione dei dischi del 2015 che mi premeva recuperare. Nel frattempo si è fatto aprile e sarebbe il caso di iniziare a parlare di quelli dell’anno in corso. Sono spiacente, cari Cruciamentum, Heaving Earth, Effigy, The Grotesquery, Abscession, Purtenance, Horrendous, Black Fast e Obscure Infinity. Sarà per

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OBSCURA – Akròasis

Mi ero preso una violenta cotta per gli Obscura ai tempi del terzo album Omnivium. In quel preciso momento il techno-death onanista alla Spawn of Possession stava prendendo piede in maniera preoccupante, quindi ascoltare qualcuno che si rifacesse ai Death e, sin dal moniker, ai Gorguts fu una boccata d’aria fetida. Col senno di poi, credo di averli un po’

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Music to light your joints to #17 – Italia, di terra bella uguale non ce n’è

L’Italia, tranne alcune nobili eccezioni, è da sempre ai margini del satanismo che conta ed ha spesso deficitato nell’elaborare un suono che potesse essere facilmente riconosciuto come italico e apprezzato come tale. Il nuovo numero di musica per farsi le canne vuole ribaltare questo assioma e vi propone una breve carrellata di eccellenze oscure del bel paese, nomi che vi

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HOLY GRAIL – Times Of Pride And Peril

Mah. Il precedente Ride The Void mi era piaciuto parecchio, questo qui molto, molto meno. Diciamo che la casa discografica ha selezionato bene i brani per i quali realizzare i lyric video (avete presente, no? Quei video fatti in computer grafica coi testi della canzone a schermo e qualche sequenza animata d’accompagnamento o, alla peggio, immagini a caso della copertina del disco. Vanno molto

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OMNIUM GATHERUM – Grey Heavens

Un paio di settimane fa, John Petrucci se ne è uscito con una dichiarazione d’insofferenza nei confronti della scomparsa del supporto fisico musicale. Secondo lui, il non aver più materialmente tra le mani un disco e, conseguentemente, il non dover compiere più quei gesti rituali legati all’ascolto, ha depauperato il modo stesso di vivere la musica, svilendone il valore artistico

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