Category Archives: Recensioni

SODOM – Decision Day

Decision Day è uno dei dischi più brutti mai incisi dai Sodom, anche peggio del precedente, e già mediocre, Epitome Of Torture, recensendo il quale Roberto aveva auspicato che la prossima volta sarebbe andata meglio. E invece col cavolo (anzi, col crauto), cari amici del metallo tetesco. Ci tengo a premettere che, a esclusione di questi ultimi due, a me dei

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Dischi invernali che escono a giugno: THE VISION BLEAK – The Unknown

Arriva sempre, durante l’anno in corso, quel momento in cui ascolti un nuovo album e già dopo poche note vieni colto da una folgorazione che, oltre a scuoterti l’anima, ti fa esclamare: porco il creato! Ecco il disco dell’anno! Per quanto mi riguarda, questi momenti sono stati quasi sempre abbinati all’ascolto di qualche lavoro death metal, o al massimo thrash/death; stavolta invece ringrazio

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Deutschland Überthrashers (zweite Episode)

ACCUSER – The Forlorn Divide Ah, i gruppi thrash tedeschi, coriacei e quadrati sin dai moniker semplici e diretti. I Protector e gli Exumer, dei quali abbiamo parlato nella prima puntata di questo speciale ad alto tasso di colesterolo. Gli Assassin, dei quali parleremo in quest’altra. Gli Agressor. Ah, no quelli erano francesi. Però ammetterete che sarebbe stato un ottimo nome

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Deutschland Überthrashers

Voi che siete persone ammodo, saprete che il thrash metal tedesco non si esaurì solo nella sacra trimurti Sodom/Kreator/Destruction con i Tankard di contorno. Nei tardi anni ’80 su quelle terre, esattamente come negli Usa, si fece avanti un’agguerrita orda di epigoni e imitatori destinata a essere spazzata via dal grande riflusso del decennio successivo. Oggi, manco a dirlo, si fa prima a contare

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Azzeccare la reunion: GORGUTS – Pleiades’ Dust

“I feel like avant-garde metal is in a very happy place now“. Così Luc Lemay, leader e solo superstite dei Gorguts, in una recente intervista. È l’unico compositore, ha totale libertà creativa e, in questo Pleiades’ Dusk, un’unica traccia di 33 minuti, dimostra pure di avere presenti le nuove tendenze più feconde e creative, ovvero il death tetro e lovecraftiano dei

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