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Deutschland Überthrashers

18 luglio 2016

Voi che siete persone ammodo, saprete che il thrash metal tedesco non si esaurì solo nella sacra trimurti Sodom/Kreator/Destruction con i Tankard di contorno. Nei tardi anni ’80 su quelle terre, esattamente come negli Usa, si fece avanti un’agguerrita orda di epigoni e imitatori destinata a essere spazzata via dal grande riflusso del decennio successivo. Oggi, manco a dirlo, si fa prima a contare chi non si è riunito (giusto i Deathrow e i Vendetta, mi sa). Negli ultimi mesi parecchi stagionati alfieri del metallo battente teutonico si sono rifatti vivi. Stappate una Bitburger, calcatevi un pickelhaube sul capo e preparatevi a una scorpacciata di mazzate (in due puntate) come la vecchia scuola comanda.

protectorPROTECTOR – Cursed And Coronated

Dopo due buoni lp negli anni ’80 (Golem e Urm The Mad), i Protector si sfasciarono all’inizio del nuovo decennio. Il batterista Michael Hasse tirò fuori un altro album nel ’91, il discreto A Shedding Of Skin, con tale Olly Wiebel a basso, chitarra e voce, dopodiché morì, pare di overdose. Wiebel, in qualche modo, si tenne il nome e, due anni dopo, pubblicò The Heritage con una sorta di line-up abusiva che vivacchierà fino all’alba del millennio senza combinare nulla. Finché, nel 2006, il cantante originale Martin Missy, nel frattempo trasferitosi a Stoccolma, non fonda una cover band con gente del luogo chiamata “The Protectors” con la quale si esibisce dal vivo e incide una traccia per un tributo ai Sodom. Da cosa nasce cosa ed eccoci arrivati al secondo parto della reunion. Che i ragazzi del gruppo siano svedesi si sente: gli arrangiamenti sono piuttosto precisi e puliti per gli standard del thrash crucco d’antan. Cursed And Coronated è carino, spinge il giusto ma è troppo orientato sui mid-tempo. Forse preferisco il precedente Reanimated Homunculus, del 2013, meno compatto ma più buttato sul death e sulle costumanze della nuova nazione di residenza.

Destruction-Under-Attack-coverDESTRUCTION – Under Attack

Il nuovo Sodom arriva ad agosto, i Kreator non faranno niente prima del 2017 (Phantom Antichrist era salito al primo posto della classifica nazionale, ricordiamolo) e pure il terzo membro della trimurti di cui sopra non si faceva sentire da un po’, precisamente da Spiritual Genocide del ’12 (esordio sul blog di Herr Bonetta, attenzione), uscito appena un anno dopo Day Of Reckoning. Quindi ci sta che entrambi non fossero proprio zeppi di trovate. Ho sempre avuto un pregiudizio negativo nei confronti della reunion dei Destruction, anche perché quando accadde ero giovane e pieno di questioni di principio. Allora non era ancora un costume così diffuso e scontato ripartire dal passato come se nulla fosse. Non era manco una reunion chissà quanto campata in aria. Appena due anni dopo il terrificante disco “sperimentale” The Least Succesful Human Cannonball (un giorno ci faremo un pezzo a parte), Mike capisce di aver sbagliato tutto, fa la pace con Schmier e nel 2000 cacciano il rispettabile All Hell Breaks Loose. Da allora hanno firmato altri sette full, l’ultimo dei quali, Under Attack, risaputo e noiosetto, continua a rafforzare la mia convinzione secondo la quale, se dopo la riesumazione non me li sono filati troppo, non devo essermi perso tantissimo. Certo, li ho ribeccati parecchie volte ai festival, dal vivo hanno sempre spaccato e qualche nuovo inno da palco come si deve lo hanno scritto. Però, quando Sodom e Kreator escono con l’album nuovo, corro a sentirmelo. Con i Destruction non mi è mai successo, non si va mai oltre l’ascolto per curiosità seguito da archiviazione subitanea. Sono diventati gli ennesimi impiegati della Nuclear Blast con ritmi contrattuali da rispettare, gli insopportabili suoni di merda che la Nuclear Blast ti impone e le anteprime su Blabbermouth. Chissà cosa ne pensa Varg Vikernes. Sono il suo gruppo thrash preferito.

Exumer-TheRagingTidesEXUMER – The Raging Tides

Una sana granata di speed/thrash anfetaminico sparatissimo che asfalta anche quel Fire & Damnation con il quale gli Exumer erano resuscitati nel 2012 venticinque anni dopo il secondo e ultimo lp, Rising From The Sea. Di Francoforte come i Tankard, esordirono sulla lunga distanza sei mesi dopo di loro, nel novembre dell’86. Un po’ come i Living Death, si distanziarono dal resto della scena thrash tedesca per un’impronta più vicina al power thrash americano alla Metal Church che ai Venom, per quanto la sostanza resti violenta, scapocciona e dritta al sodo come nella migliore tradizione germanica. The Raging Tides tiene la tensione fino alla fine, ha i riff giusti e, soprattutto, ha un tiro mostruoso, quasi slayeriano. Dato che in questi casi non ti aspetti chissà quali ardite soluzioni creative, c’è davvero tutto quello che conta. Recuperatelo. Come bonus track c’è pure una cover di Hostage to heaven dei Grip Inc. Che idoli. Peccato essermeli persi dal vivo a Roma l’inverno scorso.

Stappate un’altra Bitburger. Nella prossima puntata Paradox, Assassin e Accuser. (Ciccio Russo)

 

8 commenti leave one →
  1. 19 luglio 2016 08:49

    Grandissimo l’ultimo Exumer. E sui Destruction concordo totalmente.
    Grandissimo articolo, in definitiva.
    Prost!

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  2. sergente kabukiman permalink
    19 luglio 2016 22:04

    ai destruction sono loegato sentimentalmente perchè sono stati la prima band “grossa” vista in concerto(2009 al target di bari, come vola il tempo!), ma per assurdo sono la band che seguo di meno, mi vedo giusto i video ufficiali che escono per farmi due risate, sono diventati di un piattume allucinante

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  3. weareblind permalink
    6 settembre 2016 12:44

    Che cazzo dritto gli Exumer!

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