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Deutschland Überthrashers (zweite Episode)

19 luglio 2016

Accuser-TheForlornDivideACCUSER – The Forlorn Divide

Ah, i gruppi thrash tedeschi, coriacei e quadrati sin dai moniker semplici e diretti. I Protector e gli Exumer, dei quali abbiamo parlato nella prima puntata di questo speciale ad alto tasso di colesterolo. Gli Assassin, dei quali parleremo in quest’altra. Gli Agressor. Ah, no quelli erano francesi. Però ammetterete che sarebbe stato un ottimo nome per un gruppo thrash tedesco. O gli Accuser, che manco sapevo campassero ancora. Onesti sottufficiali di retrovia, esordiscono nell’87 con l’apprezzabile The Conviction e vivacchiano fino a metà anni decennio successivo, quando pubblicano tra il ’94 e il ’95 due album piuttosto tremendi, Reflections e Taken By The Troath, nei quali provano, come tanti altri esponenti più o meno illustri della vecchia guardia, a rincorrere le nuove tendenze (cioè i Pantera e i Fear Factory) con risultati non proprio indimenticabili. Frank Thoms, cantante e chitarrista, scioglie la band e ne fonda una nuova chiamata Scartribe con i quali non combina un tubo finché nel 2008, siccome ‘ccà nisciuno è fesso, non rifonda gli Accuser… Con i tizi degli Scartribe. The Forlorn Divide è già il quarto disco da allora e conferma che l’eccesso di prolificità non ha mai aiutato Thoms. Siamo a metà strada tra certo thrash moderno al bromuro tipo Lazarus AD (siamo su Metal Blade, del resto) e il groove metal, o come diavolo lo vogliamo chiamare, che avevano iniziato a copiare vent’anni fa, con qualche svarione death melodico per stare al passo coi tempi. Non credo ascolterò più The Forlorn Divide in vita mia, anche se è interessante come Frank non abbia rinnegato niente della sua storia, quando sarebbe stato più facile andare avanti con un lavoro uguale a The Conviction ogni due anni.

paradoxpangeaPARADOX – Pangea

Pangea è finora il miglior album techno-thrash del 2016. Come accadde, purtroppo, a fine anni ’80 anche ai portabandiera più blasonati del filone, i bavaresi furono condannati a un’immeritata sottovalutazione nonostante due dischi della madonna come Product Of Imagination e Heresy. Poco dopo appesero gli strumenti al chiodo per poi resuscitare nel duemila con il notevolissimo Collision Course, con il quale smorzarono le asperità del passato e si aprirono a suggestioni prog metal, conservando nondimeno il vecchio amore per certo metallo americano anni ’80 alla Armored Saint/ Sanctuary (a proposito, è assai ingiusto che i Nevermore abbiano legioni di fan adoranti e i ragazzi di Wurzburg no). Pangea è il quinto full dalla reunion ed è l’ennesimo gioiellino firmato Paradox. Come sempre, è tutto perfettamente al suo posto: i pezzi, la voce, gli assoli, i ritornelli, i cambi di tempo, gli intervalli arpeggiati e gli stacchi thrash tiratissimi, tutti piazzati al momento giusto, un mixaggio che non sacrifica nessun strumento. I Paradox sono uno di quei gruppi che ti riconcilia con il metallo dopo serate spese a sorbirsi monnezza in cerca di qualcosa di interessante di cui scrivere. Proprio ora che va di moda la roba tecnica, sarebbe criminale se Pangea passasse inosservato. Fate un favore a voi stessi, recuperatelo e poi cacate il cazzo a tutti i vostri amici perché lo ascoltino.

assassincombatcathedralASSASSIN – Combat Cathedral

Un po’ meglio degli Accuser ma nulla di che. I membri originali sono scesi da tre a due su cinque perché il cantante e fondatore Robert Gonnella se ne è andato,ahimè, e ha formato tali Raging Rob con l’antico batterista del gruppo, Frank Nellen. Una situazione alla Trouble/ The Skull, insomma. Gli Assassin incisero due album negli anni ’80 e si sciolsero dopo il furto della loro intera strumentazione, che non avevano i fondi per rimpiazzare. Si riformarono nel 2002, pubblicarono il giustamente dimenticato The Club e si rifecero vivi solo nel 2011, con quel Breaking The Silence che si beccò buone recensioni ma mi lasciò del tutto indifferente. Alla voce è arrivato tale Ingo Bajonczak, che ha un’impostazione moderna, va in growl eccetera e la produzione è piatta e compressa di conseguenza. Rispetto a un The Forlorn Divide, il modo di pensare i brani tradisce l’appartenenza alla vecchia scuola e i furti veri sono perpetrati nei confronti dei Metallica. I suoni restano però tra death commerciale e nu metal trucido. Combat Cathedral è al massimo simpatico come sottofondo mentre lavi i piatti. Tuttavia, per quanto l’esordio The Upcoming Terror abbia garantito loro il minimo sindacale di aura di culto, non è che gli Assassin siano mai stati chissà quanto brillanti, a essere onesti. (Ciccio Russo)

2 commenti leave one →
  1. fredrik permalink
    19 luglio 2016 12:37

    ricordo ancora con disgusto quando mi passò per le mani reflections degli accu§er.

    Mi piace

Trackbacks

  1. Blog Fire Death: le playlist 2016 dei tizi di Metal Skunk | Metal Skunk

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