Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: EMPEROR – Anthems to the Welkin at dusk

Il sottopassaggio della stazione dei treni di Firenze è il luogo dove penso di avere passato buona parte del periodo delle scuole superiori. C’erano due negozi di musica, ora uno è scomparso e credo sia stato sostituito da uno di quegli outlet di abbigliamento cinesi, e all’epoca ricordo che straripavano di dischi metal di ogni sorta. Ti piazzavano in vetrina fra le nuove

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Avere vent’anni: LIMP BIZKIT – Three Dollar Bill, Y’all

Tanto tempo fa il pianeta terra era un posto in cui si vendevano milioni di cd e l’industria discografica faceva soldi a palate. La musica pesante e/o alternativa era un vero affarone e tutti i grandi imprenditori musicali si sforzavano di tirare fuori sensazioni nuove a getto continuo che altrimenti la gente rischiava di annoiarsi. Ad un certo punto ai

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Avere vent’anni: SOLEFALD – The Linear Scaffold

Giuliano D’Amico: Forse il disco con più capo e coda dei primi Solefald (per intenderci, quelli precedenti ai deliri nordici e a bububu vari), The Linear Scaffold si presentò da subito come qualcosa di più intellettuale e decisamente meno buzzurro nel panorama black metal norvegese. Sarà stato per il quadro di Odd Nerdrum in copertina o per i titoli audaci

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Avere vent’anni: ANNIHILATOR – Remains

Marco Belardi: Piazzare sugli scaffali un album come Remains nel 1997 è come uscire col troione di turno e ragionarci tutta la sera di Paulo Coelho e agricoltura Bio: non funzionerà. Un po’ perché l’avventura semi-solista di Waters proveniva da due album non pienamente convincenti, un po’ perché perfino il reduce Randy Black era stato scaricato all’ insegna del “faccio tutto

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