Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: GAMMA RAY – Power Plant

Trainspotting: Power Plant è il disco priestiano dei Gamma Ray. Sarebbe sbagliato, come spesso è stato fatto, accostarlo a Somewhere Out in Space e rubricarlo come un suo clone: a parte alcuni elementi peraltro abbastanza contingenti come l’estetica fantascientifico-egittologica (?) o l’apertura Anywhere in the Galaxy che funge scopertamente da trait-d’union con l’album precedente, Power Plant si pone su tutt’altro

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Avere vent’anni: DIMMU BORGIR – Spiritual Black Dimensions

Conoscevo questo tipo, mio coetaneo, che era un vero barbaro: completamente ossessionato dalla filmografia bellica post anni Cinquanta, a un certo punto naturalmente si diede al soft air e arrivò a mimetizzarsi nei boschi scandiccesi per vedere se i passanti lo notassero o meno. Quello che non capiva è che solo in guerra un essere umano tende a notare dettagli del

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Avere vent’anni: THYRFING – Valdr Galga

Maurizio Diaz: Il secondo dei Thyrfing è un capolavoro di tamarraggine oltre ogni dire. Contiene molte delle cose che amiamo tra cui chitarre che ronzano, schiacciare i nemici, inseguirli mentre fuggono e ascoltare i lamenti delle femmine. Musicalmente proseguono il discorso iniziato con il primo, con una produzione migliore, frutto della collaborazione con gli Abyss Studios, e in generale con

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Avere vent’anni: CLASS OF ’99 – Another Brick In The Wall

Non so se conoscete Kevin Williamson. All’epoca trentenne, lo sceneggiatore americano di cui sto scrivendo non riusciva neanche per finta a distaccarsi dal filone teen – non nel senso pornografico della cosa, s’intende. O almeno, non sono mai entrato in maniera così approfondita all’interno del suo computer, da poterlo provare. Scrisse la sceneggiatura di Scream, rilanciando la carriera di un Wes

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Avere vent’anni: THE CROWN – Hell is Here

Scrivere di questo disco, soprattutto dopo molto tempo che non scrivevo nulla, mi provoca una fortissima nostalgia. Non tanto per la distanza cronologica dall’uscita del debutto dei The Crown (scoprii la band svedese molti, molti anni dopo, e nel ’99 ero un pischellino), quanto perché parlarne mi costringe ad una rapida disamina della storia di quella che è stata per

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