Author Archives: Marco Belardi

Avere vent’anni: NUNSLAUGHTER – Hell’s Unholy Fire

Troppi pochi album rimangono legati a doppia mandata a un preciso momento della tua vita. Facile dirvi che il giorno in cui un amico di Scandicci mise su Battery, niente sarebbe rimasto uguale a prima. Troppo facile. Preferisco giocare un po’ più difficile: il Capodanno del 2001. Dopo aver festeggiato quello del Duemila in piazza, in una notte gelida, trangugiando litri

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Gloria e vita alla NOISE RECORDS

Qualcuno si ricorderà di un giovane tedesco appassionato alla militanza politica a livelli pressoché estremi. Finì in galera nel periodo della Rote Armee Fraktion e una volta uscito, probabilmente, a salvare Karl-Ulrich Walterbach sarebbe stata la musica. Per gli innumerevoli metallari degli anni Novanta, seguire un’etichetta discografica era come parteggiare per una sigla politica, perduti nella convinzione di poter influire

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La cura Nuclear Blast non fa sempre male: ORANSSI PAZUZU – Mestarin Kynsi

Gli Oranssi Pazuzu sono il perfetto esempio di band su cui, a un certo punto, ti devi un po’ ricredere: tutti ne hanno una, loro sono la mia. Per quanto un album come Kosmonument non mi dispiacesse affatto, dubito che un giorno vorrò tornarci sopra. È come se finora ai finlandesi fosse mancata la capacità di giungere al sodo, giocherellando

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Non riesco a smettere di sentirlo: HAZZERD – Delirium

Gli Hazzerd ho provato a infilarli un po’ dappertutto. Avevo accennato a Delirium al termine del pezzo su BandCamp, ma alla fine ho lasciato giusto una frase e cancellato tutto il resto. Poi ho questo articolo che credo finirà nell’autorevole rubrica Frattaglie in saldo, con quattro o cinque album fra cui l’ultimo dei Vulcano: in fondo c’erano gli Hazzerd, messi

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