Author Archives: Cesare Carrozzi

LABYRINTH – Architecture Of A God

Alla fine i Labyrinth sono in attività da vent’anni, e giusto qualche tempo fa scrissi proprio dell’esordio discografico, No Limits, che per l’epoca non era affatto male. E dopo due decenni sono ancora non affatto male? Bé sì, più o meno. Però mi sembra sempre che manchi loro qualcosa, qualcosa di indefinito, non so. Alle volte mi pare si perdano in atmosfere eccessivamente

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ARTHEMIS – Blood-Fury-Domination

Erano almeno una decina d’anni che non ascoltavo qualcosa di nuovo degli Arthemis. Mi ero fermato a Back From The Heat, album che pure mi era piaciucchiato ma un po’ meno dei due precedenti, The Damned Ship e Golden Dawn, di inizio anni duemila. Per la verità non c’è una motivazione sostanziale al fatto che ad un certo momento abbia smesso di seguirli, anche perché proponevano un power metal

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Avere vent’anni: BRUCE DICKINSON – Accident of Birth

A posteriori posso tranquillamente affermare (e senza tema di smentita perché ho sempre ragione) che il vero dramma del ricongiungimento degli Iron Maiden con Bruce Dickinson ed Adrian Smith non sono certo stati i vari dischi di merda (ed anche di merdissima) che ne sono scaturiti, non è stata neanche la mancata defenestrazione di quel cazzo di pagliaccio di Janick Gers o

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Avere vent’anni: SYMPHONY X – The Divine Wings of tragedy

  Sono passati vent’anni ma pare ieri, sia per come me lo ricordo al primo ascolto sia, più generalmente, come tenuta nel tempo. Perché, per quanto mi riguarda, The Divine Wings Of Tragedy rimane il capolavoro assoluto dei Symphony X, ineguagliato da quanto fatto prima come da quanto prodotto dopo, per quanto valido. Ad esempio V, il diretto successore, non ha certo

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