Avere vent’anni: ONDSKAPT – Slave under his immortal will
Gli Ondskapt sarebbero in seguito diventati un nome di culto nella scena black svedese. Questo EP di debutto, però, era ancora un po’ immaturo.
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Gli Ondskapt sarebbero in seguito diventati un nome di culto nella scena black svedese. Questo EP di debutto, però, era ancora un po’ immaturo.
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Perversioni, puzza di zolfo, caproni morti e quanto più casino possibile: per sopportare l’estremismo degli Arkhon Infaustus bisogna avere decisamente orecchie e stomaco allenati.
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Agli australiani Myrdrraal non mancava niente per raggiungere la notorietà. Purtroppo, le cose andarono diversamente.
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Secondo dei tre album che la band finlandese sfornò a brevissima distanza prima di sciogliersi. Black eclettico ed evoluto, con una freschezza ormai rarissima da ritrovare.
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I Nightside promettevano benissimo, ma si sono bruciati con alcune scelte sbagliate nel primo full lenght.
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