Author Archives: Gabriele Traversa

Crimini contro la musica: Lena mani di forbice e la sua compagna di cuscinate

Quante volte avete pronunciato la frase “la cosa più brutta che io abbia mai visto” nella vostra triste vita? E quante volte l’avete pronunciata per poi ricredervi qualche mese più in là, dopo aver visto qualcosa di ancora peggio? Penso tutti voi, no? Bene, io in questo momento ho paura, e credo fareste bene ad averne anche voi. Ho seriamente

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Il SanreMetal 2020 l’hanno vinto i FUROR GALLICO

La quarta edizione del festival di SanreMETAL si è conclusa, e hanno vinto, a sorpresa, contro ogni pronostico, alla loro prima partecipazione, i Furor Gallico. Invasione di campo, strombazzamenti. Vittoria meritata: Canto d’Inverno è una ballad folkeggiante tenera ed orecchiabile, su sfondo innevato, chissà dove, e con un testo che sembra partorito dalla mente del cosplayer ufficiale di Gandalf il

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Cristina D’Avena è per poser. La saga dei CAVALIERI DEL RE

“Sono nato nel 1990, mi dichiaro prigioniero politico!”. Scherzi a parte, è vero, sono del ’90 ma molto spesso mi sono sentito di un’altra epoca, un’epoca non molto antecedente alla mia, quella diciamo dei bambini nati a cavallo tra la fine dei ’70 e l’inizio degli 80’; i… Primi Millennials? Quasi Millennials? Proto-Millennials? Oppure i ritardatari della Generazione X? Vabbè,

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A Christmas Ca(p)rol

Ferruccio Caproni era una brava persona, una persona ordinaria, come tante: single, un lavoro onesto, la casa arredata IKEA, la tessera dell’autobus e l’abbonamento a SKY. Aveva solo un difetto: non ascoltava metal, non l’aveva proprio mai sentito. Il giorno della vigilia di Natale, Ferruccio Caproni, di ritorno da lavoro, gironzolava con andatura media per le strade mediamente innevate della

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La Tana delle Gorgoni: una fiaba melodic power metal

C’era una volta un vecchio col bastone che camminava per una viuzza di campagna, e, guardandosi intorno con aria triste, ripensava ai bei tempi andati in cui quelle colline e quelle valli verdeggianti brulicavano di belle ragazze che, roteando la gonna, falciavano il grano e seminavano ortaggi con ampi e morbidi gesti, figli di una grazia quasi divina. Quante ne

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