Author Archives: Ciccio Russo

Altri dieci dischi dell’anno scorso che ho recuperato durante la reclusione

VENOM PRISON – Samsara Uno dei migliori dischi deathcore degli ultimi anni. E no, non storcete subito il naso perché ho scritto “deathcore”, perdio, qua Suicide Silence e simile lordura non c’entrano nulla. C’entra più certo post-hc relapsiano di matrice metal alla Burnt By The Sun. Questi brutaloni gallesi, guidati da una frontwoman russa incazzata come un’ape, hanno il tiro

Continua a leggere

Dieci dischi notevoli dell’anno scorso che ho recuperato durante la reclusione

Sotto molti punti di vista, in tutto ‘sto casino sono un privilegiato, anzi, vorrei che mi lasciassero in telelavoro fino alla pensione. Vivo praticamente in campagna, quindi se esco a farmi una passeggiata in mezzo alle pecore non vengo fermato dalle guardie. Ho abbastanza spazio da potermi isolare senza essere forzato a quel costante contatto col coniuge che, non appena

Continua a leggere

Ελλάς, ηρώων μητέρα: SYNTELEIA, EMPIRE OF THE MOON, ON THORNS I LAY, KAWIR

Se fossi una persona seria, di speciali dedicati alla scena greca dovrei scriverne almeno due all’anno. Non mi viene in mente un’altra nazione dove, persino nei periodi più bui per il panorama estremo, abbiano continuato a fioccare nuove band e nuove uscite in una quantità e di una qualità tali da rendere complicato orientarsi. Perché succede sempre che inizio a

Continua a leggere

Il futuro alle spalle: KVELERTAK – Splid

Per un breve ma intenso periodo “Kvelertak” fu una delle pochissime risposte plausibili all’atroce domanda che agita e corrode anche il metallaro di fede più coriacea: chi sarà headliner al Wacken o all’Hellfest quando le vecchie glorie saranno tutte estinte in via definitiva, se non dal punto di vista fisico quantomeno da quello professionale? Il debutto dei norvegesi, per qualche

Continua a leggere

Eppure non me la sento di parlarne male: PEARL JAM – Gigaton

Con i suoi echi new wave alla Talking Heads, il primo singolo, Dance of the Clairovyants, uscito a gennaio, aveva preso alla sprovvista un po’ tutti. Veniva quasi da pensare che i Pearl Jam, creativamente morti dopo Vitalogy, avessero impiegato i sette anni successivi a Lighting Bolt a scrivere un disco davvero sperimentale, tale da giustificare non solo l’attesa ma

Continua a leggere
« Vecchi articoli Recent Entries »