Author Archives: trainspotting

Avere vent’anni: SUMMONING – Dol Guldur

Dol Guldur è il terzo disco dei Summoning, quello con l’infame compito di succedere al capolavoro Minas Morgul. Di quest’ultimo riprende praticamente tutto, tanto da costituirne quasi una continuazione; già l’album successivo, Stronghold, vedrà un cambio stilistico repentino, di cui parleremo più diffusamente tra un paio d’anni. Siamo dunque sulla scia di Minas Morgul: i mezzi tecnici sono più o

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La mensa di Odino #14

Il tizio che vedete qui sopra è Steve Wynn, cantante degli UNDRASK, un quintetto di fighette del North Carolina al debutto con l’iperbolico Battle Through Time, dieci mirabolanti tracce di death melodico fresco e frizzante quanto un bicchiere di Coca Cola lasciato al sole per una settimana. Sia intesa la definizione di death metal melodico in senso americano, quindi chiaramente

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I Freedom Call alla conquista della tv tedesca

Grazie alla segnalazione del mio compare Luciano (quello del pandino), che è emigrato in Germania dalla sua fidanzata tetesca come Pasquale Ametrano, scopro che i Freedom Call hanno partecipato alla trasmissione Tausch dein Lied!, che vuol dire scambia la canzone. In questo entusiasmante esperimento televisivo della notoriamente entusiasmante televisione tedesca, due gruppi distanti stilisticamente tra loro si coverizzano a vicenda.

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Salvataggi in calcio d’angolo: DARKTHRONE – Arctic Thunder

Avevo intitolato La morte dei Darkthrone la recensione al precedente The Underground Resistance perché pensavo – e penso – che quel disco fosse la pietra tombale dell’originario spirito del gruppo; non per una questione di stile, figuriamoci, ma di attitudine, di abbandono e tradimento e corruzione dell’essenza stessa dei Darkthrone, qualcosa che va molto al di là della mera successione

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