Gli SLEEP senza Matt Pike sono solo un gruppo “alla SLEEP”
Ammettiamolo, fare la solita battuta chiamandoli “Sleep of Fire” o “Sleep Lives!” non farebbe più ridere. Non più di tanto. Ormai è diventato tutto così, crollano le leggende e restano le battutine, i meme. Notizia circolata con un brusio di incredulità: Al Cisneros sta portando avanti gli Sleep senza Matt Pike. Le ragioni della separazione non le conosco, vista la proverbiale riservatezza “esoterica” dei californiani. Non le conosco e ci dovrebbero interessare relativamente. Potremmo tirare a indovinare, Pike lo conosciamo bene, ma alla fine cosa ci importa. Importa che è uscito un pezzo nuovo degli “Sleep”, chiamato Have Spacesuit Will Travel. In formazione, con Cisneros, Dale Crover dei Melvins alla batteria. In pratica metà Shrinebuilder, con l’altra metà notoriamente composta da gente non lucidissima o che non se la sta passando esattamente bene. Alla chitarra Bubba Dupree, ex Void, da un po’ di tempo sodale di Brant Bjork. Un altro molto lucido. Altra battuta che poteva venire in mente era che Cisneros stesse portando avanti a questo punto gli “Om con la chitarra”. Appena avete finito di ridere anche a questa vi dico che la realtà è decisamente peggio. Un intro space rubato ad After Forever, dei synth glam-cingomma che costituiscono da soli il “ritornello”, Cisneros fa una cantilena delle sue e non va da nessuna parte. Nessun problema. Il problema, ovviamente, è che la chitarra tira fuori un riffetto sabbathiano qualsiasi, da library, banale. Suono della madonna come quello di The Sciences, ma banale. D’altronde cosa ci aspettavamo, che sarebbe stato possibile rimpiazzare VERAMENTE Matt Pike? Ovvio che no.

A essere onesti, il vero problema non è ovviamente Bubba Dupree. Il problema è che il brano pare una sciocchezzuola “alla Sleep”, un brano che fosse stato prodotto da uno qualunque degli n-mila cloni e figli di Jerusalem e Holy Mountain staremmo squotendo la testa con smorfie compiaciute. Ma sono gli Sleep, solo che questi “Sleep” qui, quelli rimasti, paiono solo un gruppo “alla Sleep”. Manca Pike che erige e distrugge montagne. Ha sviluppo totalmente assente, gira in tondo senza idee e non va da nessuna parte, come i brani “in stile hevy metal” del Gran Maestro Bini.
Ora, in realtà il titolo completo sulle piattaforme include …(4:20 Flexi edit), per cui magari scopriremo che il brano intero sarà di 63 minuti e sarà una figata pazzesca. Mah. C’è pure il giochino da riderci sulla cannabis. Ai tempi di The Sciences pensavo fosse fantastico che Jack White si fosse preso la briga di diventare il Mecenate degli Sleep. Ora non ne sono più troppo convinto. I dischi vendono poco, di questi tempi. Pure le magliette ai concerti sono un casino, ormai. Magari reggono ancora le vendite delle buste di tela per la gente con gli occhiali. Quindi poco rumore, please. Procediamo piuttosto con la trasformazione di una leggenda in un meme, come insegna Ciccio. Avanti così. Non so se sperare o meno adesso in un’uscita dei Matt Pike’s Sleep con Glenn Hughes, Roberto Tiranti o Fernanda Lira. Risate, per favore. Che altro rimane, sennò. (Lorenzo Centini)

Sono perplesso. Molto perplesso. Ho ascoltato di peggio, il pezzo non è neanche malaccio, ma ce n’era veramente il bisogno? Che senso ha tornare in questo modo?
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Ma per quale cazzo di motivo, già che ha chiamato Crover, Cisneros non ha rimesso du gli Shrinebuilder, porco cazzo. Che aspetto un secondo album dal 2009. Ok, Scott Kelly è fuori dai giochi, ma mille volte meglio gli Shrinebuilder senza Kelly che gli Sleep senza Pike che se ne escono con sta robetta sciapa.
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