I BLOOD INCANTATION sono un meme

Pur non disdegnando il genere, confesso di aver faticato ad arrivare alla fine di Timewave Zero e di aver dovuto poi mettere su i Morpheus Descends per non appisolarmi durante il turno di notte. Tuttavia non serve nemmeno averlo ascoltato per ricavarne la conferma di quanto il successo dei Blood Incantation sia legato in modo strettissimo alle dinamiche delle reti sociali. Ed è proprio questo a rendere la band americana un caso così interessante. Intendiamoci, a me i Blood Incantation non dispiacciono. Sono un buon gruppo, dalla proposta relativamente originale, che è riuscito a intercettare il ritorno di fiamma per il death tecnico e a creare un suono molto più accessibile delle ostiche cacofonie di tanti paladini della dissonanza, grazie a una vena melodica che rimanda alla scuola degli anni ’90 e al riuscito inserimento di componenti eterodosse, incluse quelle che in Timewave Zero hanno trovato pieno sfogo. Però, ecco, sono una buona band, non divinità aliene. Hidden History of the Human Race è un bel disco e – di questi tempi – merita un plauso anche per il solo fatto di durare 36 minuti. Ma è un bel disco, non il capolavoro rivoluzionario di cui si parla grossomodo ovunque.

Per capire quanto i Blood Incantation siano diventati intoccabili, basta dare un’occhiata alla recensione pubblicata da Angry Metal Guy, forse il sito di recensioni heavy metal più consultato al mondo. Si tratta di una stroncatura scritta con lodevole onestà intellettuale. A leggere tra le righe, appare però evidente quanto l’autore si sia contenuto e abbia evitato di andarci troppo pesante per non costringere i moderatori (Angry Metal Guy ha una community piuttosto garbata, segno che un filtro c’é) a sciropparsi decine di commenti insultanti di fan integralisti. Ma perché, a leggere una qualsiasi discussione su internet in materia, pare che i dischi dei Blood Incantation valgano le Variazioni di Goldberg nella versione di Glenn Gould e chiunque asserisca il contrario sia passibile di lapidazione, quantomeno virtuale? La reiterazione di un concetto fino al punto di farlo diventare automatismo ha un nome: meme.

meme

La rapidità e la pervasività dei processi alla base della diffusione dei meme sono diventati, come noto, esponenziali con l’avvento delle reti sociali. E le reti sociali, Facebook in particolare, sono ingegnerizzate per stimolare la polarizzazione e lo sviluppo di posizioni estreme. Le sfumature non sono ammesse e il risultato è un deprimente conformismo che sterilizza quel dibattito che, in teoria, la vastità degli spazi di confronto disponibili dovrebbe alimentare. A ciò si aggiunga che le nuove leve hanno bisogno dei loro eroi, di gruppi generazionali. Ma trovarne oggi è molto più difficile di venti o trent’anni fa, non solo e non tanto perché l’apice dell’esplosione creativa dell’heavy metal è da tempo alle spalle ma perché la rivoluzione digitale ha causato una proliferazione inarrestabile di nuove band con una media qualitativa tutt’altro che disprezzabile. Perché, se è vero che oggi escono pochi dischi realmente indimenticabili, è diventato anche difficilissimo trovarne di davvero brutti. Come si emerge in un contesto così affollato? O si ricorre a espedienti vecchi ma sempre efficaci (pensate alla moda di nascondere il volto) o si diventa un meme. I Blood Incantation sono diventati un meme.

C’è poi il meme dentro il meme: quello secondo cui i Blood Incantation avrebbero preso tutto dai Timeghoul, oscura formazione del Missouri sparita nel nulla dopo un paio di demo risalenti al ’92 e al ’94. Io li ho ascoltati (e vi consiglio di fare altrettanto) e, francamente, direi che le ispirazioni principali degli autori di Starspawn siano altre. I Nocturnus. I Gorguts. O, molto più banalmente, i Death. Andare a capire chi sia stato il primo a tirare fuori i Timeghoul sarebbe complicato come stabilire chi sia stato il primo a tirare un pollo a Richard Benson (un meme, anche questo). Qua entra in gioco un’altra dinamica legata a internet ma precedente i social network.

bi

Da quando ci sono YouTube e il peer-to-peer chiunque può avere accesso immediato a quantità spropositate di musica e provare a tirarsela da piccolo Scaruffi del metallo pochi mesi dopo aver scoperto i Metallica. La gara a chi tirava fuori il gruppo più assurdo c’era anche negli anni ’90, ai tempi del tape trading, ma allora quella roba la reperivi con fatica immane e la assimilavi come l’Ave Maria, non la ascoltavi giusto il tempo necessario per farti l’opinione da correre a sbandierare o, peggio, per capire a quale meme aderire. E, soprattutto, non c’era la componente di narcisismo parossistico alimentata dai media sociali. Sarà andata che un tizio, un giorno, avrà menzionato i Timeghoul in qualche conversazione online per far vedere quanto la sapesse lunga e, piano piano, il paragone coi Timeghoul è diventato il meme da sciorinare per far capire che la si sa lunga. Lo stadio successivo è il meme che si consolida come postulato. Lo sanno tutti che i Blood Incantation hanno copiato i Timeghoul, perché discuterne? It is known, come dicono a Essos. Ho letto in giro che addirittura ci sarebbe stato un tentativo di reunion dei Timeghoul stessi, sull’onda della psicosi, ma non ho capito quanto sia vero. Molto gustosa, in proposito, l’intervista di Metal Purgatory a Paul Riedl nella quale il frontman del quartetto di Denver asserisce di non comprendere come nessuno abbia intuito quanto i Blood Incantation abbiano attinto dai Lykathea Aflame, ctonia formazione ceca autrice di un unico Lp, invero splendido, pubblicato nel 2000. Come a dire: adesso mi cimento anch’io nel name dropping e vi rompo il culo.

Per quanto una memizzazione sia poco controllabile dai diretti interessati, quest’intervista mi ha dato l’idea che Riedl abbia capito il gioco e le sue regole. E qua arriviamo a Timewave Zero. Come far fronte all’hype sconsiderato che ormai ammanta i Blood Incantation? Un terzo album più o meno nello stile del precedente avrebbe rischiato di essere considerato un passo indietro anche se fosse stato altrettanto bello. Per mantenere l’hype occorre alzare la posta. Certo, era altrettanto plausibile il contrario: uscire con un centone rimasticato di Hidden History of the Human Race ed essere esaltati a prescindere. Difficile prevederlo: come detto, la traiettoria della memizzazione è poco controllabile. Nondimeno, il primo scenario era quello più probabile. E rischioso. Tanto valeva uscirsene con l’operazione più assurda possibile e vedere che succedeva. Se tiri fuori dal cilindro un disco krautrock così de botto senza senso, alle brutte è facile poi fare marcia indietro e dire che la sperimentazione non è stata compresa e comunque era un episodio isolato. Nello scenario migliore, invece, i fan si bevono pure il disco krautrock esaltandone il genio sperimentale nonostante di geniale e di sperimentale non ci sia, in fondo, alcunché. E, a leggere in giro le reazioni, è andata proprio così. L’azzardo è stato vinto e tanto di cappello. Il meme continua. (Ciccio Russo)

7 commenti

  • Io penso che se il metal godesse di buona salute una band come i Blood Incantation semplicemente non esisterebbe, o quantomeno non se la inculerebbe praticamente nessuno. Personalmente odio tutte queste band, retrò, revival, old style, cosplay metal di pischelli la cui unica cifra artistica consiste nel copiare qualsiasi cosa sia stata fatta in passato in ambito death, thrash, black, doom e sàilcazzo. Non limitandosi poi alla musica ma arrivando pedissequamente a copiarne i loghi, gli artwork, il modo di vestire e financo quello di cacare probabilmente. Sono bravi musicisti? Chi se ne fotte. Burzum era un cane rognoso a suonare ma aveva qualcosa da dire, se si fosse limitato a fare il verso ai Venom nessuno più avrebbe idea di chi sia. Non c’è più nulla da inventare? Non lo so ma di certo i ragazzini di oggi se ne fottono del metal, e fanno bene. Non c’è nulla di più conformista ed innocuo dell’attuale scena metal, un ritrovo di nerd segaioli che non ha niente di interessante da esprimere, nulla che possa essere percepito vagamente disturbante o pericoloso per i benpensanti. Praticamente ha finito di avere uno scopo

    Piace a 2 people

  • Articolo molto apprezzabile. Ho una sola perlessita: se è vero come dici che oggi tutto viene incamerato, macinato e dimenticato nel breve volgere di qualche ora, è ancora possibile parlare di “fan”? Si è fan (lo sono stato anche io da giovane, ovviamente) di una band o del meme quale simbolo del senso d’appartenenza al conformismo?
    Chiaramente non faccio testo ma lo dichiaro: come ho letto krautrock mi è venuta un’orticaria preliminare, per cui il disco in oggetto non l’ho ascoltato e non lo ascolterò.
    Già fatto con gli Opeth recenti, con i 37,459 percento e un tanto al chilo, nonché le licantropie ulveriane da colonna sonora di film mai usciti.
    Piccola nota manco tanto scaruffiana: gli Anekdoten di Until all the Ghosts are gone spazzano via in 45 minuti gli ultimi 15 anni di Akerfeldt e compagni di merende. Provare per credere.

    Piace a 1 persona

    • È un discorso complicato perché anche all’epoca nostra c’era la faccenda dell’appartenenza che poteva pure essere superficiale ma le controculture avevano un ruolo molto forte nella costruzione di compagnie, etc

      "Mi piace"

    • Mai avrei pensato di veder citati gli Anekdoten su Metal Skunk. Anche se “Until The Ghosts” non mi è piaciuto così tanto, un po’ troppo wilsoniano… i primi tre invece sono oro colato

      "Mi piace"

  • Mi accodo ai pareri concordi alla disamina, anche se mi concedo un appunto all’ultimo paragrafo: i Mgla, giusto per citare ad esempio un altro gruppo attuale divenuto bello grosso, hanno fatto il contrario dei Blood Incantation (che per inciso apprezzo parecchio e ho pure beccato dal vivo quando in Italia li conoscevano in trenta cristiani), continuando sulla stessa strada del terzo full e facendone un quarto tre volte più bello, ma la gente ci è stata dietro per una settimana e poi è tornata a parlare di quello prima come niente fosse. Insomma di fronte ad un pubblico così è molto più sicuro buttarla appunto in caciara con l’elettronica o altro, perché tanto mica la si sta vendendo ad appassionati del settore ma a metallari “open minded” (open un cazzo perché nove su dieci conoscono giusto Aphex Twin e Boards Of Canada) senza alcuna cultura in materia, secondo lo stesso sistema per cui i metallari da emp e festival estivo si fanno andare bene Amon Amarth e Arch Enemy. Ci sarebbe da fare ascoltare questo disco a gente che dedica all’elettronica lo stesso tempo che noi dedichiamo al Metal, e allora si che ci sarebbe da ridere.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...