Avere vent’anni: PERSUADER – When Eden Burns
Gli svedesi venivano spesso accostati ai Blind Guardian ma erano più oscuri e sulfurei. Niente epica, niente speranza, solo sangue, morte e disperazione.
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Gli svedesi venivano spesso accostati ai Blind Guardian ma erano più oscuri e sulfurei. Niente epica, niente speranza, solo sangue, morte e disperazione.
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Un Belardi in condizioni deleterie, alle prese con il pornogrind demenziale (con ukulele) dei Gore Gonzola, riflette senza pregiudizi sul mutato gusto delle nuove generazioni.
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Al primo album senza Kim Larsen, i danesi si confermarono gruppo di categoria superiore. Una gemma gothic/doom fiabesca ed eterea che ancora oggi sa commuovere e incantare.
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Il gruppo di Fenriz e Nocturno Culto è ormai da tempo una macchietta che non fa più ridere, la cui svolta reazionaria ha, paradossalmente, intercettato tutte le categorie del postmodernismo più hipster e deteriore.
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Mike Ness torna dopo 15 anni con un disco splendido dove la sua epica della sconfitta si fa più malinconica. Accettare l’invecchiamento degli artisti che amiamo significa imparare ad accettare anche il nostro.
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