italianoChitarra [Gabriele Traversa]

(italianoChitarra raccoglie i piùdi5menodi10 dischi italiani a cui ognuno di noi è più legato affettivamente)

ATLAS PAIN – Behind the Front Page (2015)

Fosch Fest 2016. Il caldo, il sole, l’odore di carni arrosto, gli amici, i pantaloncini unti di piadina, e su un palchetto laterale sale improvvisamente il perfetto punto d’incontro tra gli Ensiferum e gli Alestorm (a cui, nonostante le uscite di questi ultimissimi anni, voglio e vorrò sempre un sacco di bene). Inizio a saltare come un quattordicenne al concerto di… boh… Ketama 126. Cinque minuti dopo, il loro EP (questo qui) è mio. Non so cosa stiano facendo oggi, ma gli auguro ogni cosa bella!

INFERNAL POETRY – Nervous System Failure (2009)

Purtroppo, già da qualche anno, in un silenzio orrendo, si sono sciolti.  Ma chi se li scorda quei concerti al Jailbreak o al Sinister Noise a scapocciare sotto al palco sulle note di questi pazzi fottuti anconetani. Ricordi indelebili che non mi leverà mai nessuno.  Death metal schizofrenico, atipico, alieno, sperimentale, malato.  Questo è il loro disco della pazzia definitivo. Ascoltatelo mentre fate surf sul vomito del vostro gatto.

NOYZ NARCOS – Guilty (2009)

Se siete di Roma o dintorni lo avete perlomeno sentito nominare. Se non sapete nemmeno chi è siete degli scureggioni krav maghi (cit.). In Guilty c’è il vecchio e il nuovo Noyz, insieme. Il Noyz di mezzo. Il compromesso meraviglioso. Per intenderci: è l’hip hop rozzo, violento e orrorifico di Verano Zombie ma anche quello più introspettivo e se vogliamo melodico della seconda parte della sua carriera (da Monster in poi). Tanta cazzimma, tanta street attitude, rime che sono graffi alle parti intime, ma anche riflessione, costernazione, umanità. Lo ascolto sempre quando lavo i piatti… non so perché.

DARK LUNACY – The Diarist (2006)

Per chi, come me, vota partiti ultranostalgici e si bagna non appena sente parole come piani quinquennali o centralismo democratico, i parmensi Dark Lunacy sono un ascolto imprescindibile. Arrivare all’ottava traccia di quest’album (per la cronaca: HEART OF LENINGRAD) senza scendere in strada vestito come Bucharin, sparando parole russe a caso in faccia ai passanti e immaginandosi neve dappertutto, è impresa assai dura.

SUBSONICA – L’Eclissi (2007)

Ognuno ha i suoi guilty pleasure. Io ne ho più di uno, e uno di questi sono i Subsonica.  L’Eclissi è a mio avviso (ma sono praticamente l’unico a pensarlo) il loro disco migliore. Il più ispirato, più malinconico, ben scritto, meno paraculo. Li andai a vedere al Teatro Tendastrisce il giorno prima del mio diciottesimo compleanno; con mi sorella, mi cugina, mi nonna, l’idraulico, il tabaccaio, il fioraio e il virologo Bassetti. Era proprio il tour di quest’album. Certe cose non si dimenticano.

THY MAJESTIE – Jeanne D’Arc (2007)

I Thy Majestie hanno avuto sempre un solo problema: il cantante. Ne hanno avuti diversi, uno più inadeguato dell’altro. Peccato, perché per il resto funzionavano che era una bellezza. Risposta siciliana ai Rhapsody, Jeanne D’Arc mi ha accompagnato nei miei viaggi in autobus verso la maledetta scuola, in montagna, sfrecciando sulla litoranea giù in Salento. Sì, posso dire senza pericolo di smentita che i Thy Majestie sono il viaggio. A dorso di un indomabile destriero nero e con un’armatura puzzolente addosso, anch’essa nera, e a cui non devi caga’ il cazzo. (Gabriele Traversa)

One comment

  • Grazie Gabriele, per aver ricordato anche i Dark Lunacy… Gruppo troppo spesso sottovalutato o (peggio…) dimenticato, di cui, invece, noi popolo del Metal in Italia, dovremmo andar fieri!
    Ricordo ancora quando li ascoltai per la prima volta, sul finire del 2003, di supporto ai Dark Tranquillity, al Tenax di Firenze… Concerto per me indimenticabile, per tanti motivi, non ultimo quello per una delle T-shirt più assurde che la storia dei concerti Metal in Italia ricordi… “La tranquillità in Italia”, portava stampato sul retro!
    Vi prego, se qualcuno la ha ancora, pubblichi una foto… Solo così si può capire quanto era brutta!!! 😅
    Un abbraccio a tutti quelli che hanno vissuto intensamente quegli anni così pieni di spensieratezza e di fermento musicale… Ogni fine settimana, potevi goderti un bel concerto con gli amici in qualche buco di locale, sicuro di tornare a casa con qualcosa di bello da ricordare e raccontare. Sembra davvero passato un secolo… Nostalgia! 😢

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