Speed metal e cospirazioni planetarie: John Cyriis contro gli alieni

I nostri ventitré lettori sapranno che Metal Skunk è ormai impegnato nella salvaguardia del caso umano, ove per Caso Umano (che da ora in poi abbrevieremo in CU) si intende soprattutto quel personaggio che magari da ragazzini alcuni di noi idolatravano, come può essere il buon Timone Tolkki, oppure che magari non era idolatrato e mai venne preso in considerazione più di tanto, a parte forse il ridicolo scatto finito sulla copertina di un vecchio EP salcazzo uscito salcazzo di anni fa. Come l’immarcescibile Lord Satanachia, per esempio. Fino a qualche anno fa nessuno sarebbe nemmeno lontanamente riuscito a sondare il disagio che attanagliava certi personaggi che popolano le scene della nostra amata musica. Si avevano notizie sommarie, quelle sì, ma, grazie al fantastico mondo dell’internet, dove anche se provi a farti i cazzi tuoi le cose ti vengono letteralmente sbattute in faccia e non puoi fare a meno di notarle, oggi sappiamo quello che sappiamo e possiamo appassionarci alle vicende di questo o quell’eroe, o CU appunto, che sennò sarebbe totalmente caduto nell’oblio o quasi.

Uno di questi idoli che si ergono all’orizzonte internettaro è senza dubbio John Cyriis. Ai più giovani tra voi questo nome potrà non dire tanto, anche se chi ha passione per il metal degli anni Ottanta non può non conoscerlo. A noi vecchi rincoglioniti invece (o almeno a me), ricorda il fulmine udito su una vecchia compilation della storica etichetta inglese Under One Flag, sussidiaria della gloriosa Music for Nations, che ai fasti che furono era responsabile dell’importazione di Death, Dark Angel e tanta altra bella robina, nonché proprietaria di un roster mica da ridere in campo europeo. Tra gli import c’erano anche gli Agent Steel, e sentire pezzi come Agents of Steel o Unstoppable Force mi diede il proverbiale schiaffo in faccia con guanto borchiato di cui il giuovane thrasher che era in me aveva bisogno. Un assalto di speed metal selvaggio e veloce, con chitarre armonizzate alla perfezione e una voce, porca puttana, che era in grado di spaccare i lampadari.

Inutile dire che Skeptics Apocalypse finì nella mia lista immediatamente, e in seguito mi procurai il resto della loro discografia storica.

Ma torniamo al nostro nuovo idolo. Ben prima dell’avvento di internet si sapeva già che il nostro CU pazzerello ne aveva combinate di tutti i colori, tra vaneggi di rapimenti alieni e storie sul Triangolo delle Bermuda. E tralasciamo i trascorsi legali, visto che non voglio dare grane all’avvocatura della Metal Skunk S.P.A. e magari finire sotto un ponte con la classica scatola di cartone piena di effetti personali come Charles, che pare sia stato riassunto di recente, in prova e a mezza paga.

Ci sono diverse storie su quanto il nostro sia paranoico e intrattabile, inclusa una spassosissima raccontata tempo addietro da Tony Dolan, che, quando andò in tournè nel 1987 con i suoi Atomkraft, si accompagnò appunto a Agent Steel e Nuclear Assault. Il ricordo del nostro CU preferito non è dei migliori (“ci accusò di mettergli l’acido della batteria nello shampoo”) e in generale il giudizio non fu lusinghiero. Epiteti come “fuckwit” e “E.T. character” si sprecarono. Tra l’altro pochi sanno che, prima di militare negli Abattoir e successivamente negli Agent Steel, il nostro era stato il primissimo cantante dei Megadeth, che lo buttarono fuori dopo appena otto mesi. Immaginate che coppia avrebbe fatto con il docilissimo Dave Mustaine. A proposito di questa separazione c’è un aneddoto che il nostro paranoico CU racconta, secondo cui, al tempo in cui i Megadeth si preparavano a concepire i pezzi che sarebbero poi finiti su Killing is my Business, lui stesso scrisse tutti i testi, e che una sera, quando c’era solo la madre a casa, Mustaine e Junior Ellefson si presentarono all’uscio di casa Cyriis e, dopo essersi fatti presumibilmente offrire un tè con biscotti dalla signora Cyriis, dissero, in termini assai garbati, che i Megadeth non erano ancora pronti a vaneggiare di alieni e cospirazioni planetarie, e se ne andarono ringraziando la signora per l’ospitalità e augurando il meglio al piccolo John, il quale di lì a poco sarebbe confluito nei gruppi che ho già citato.

Oggi però torniamo a scrivere del nostro eroe semplicemente perché non riesco più a tacere. Dopo un anno di anticipazioni, date cancellate con tanto di pubbliche litigate con questo o quel promoter su Facebook, e non solo per via del Covid, polemiche e risposte piccate contro CHIUNQUE osasse commentare negativamente questo o quel promo del nuovo imminente album, dobbiamo dire la nostra su Sonata Cosmica, il nuovo mirabolante singolo tratto del prossimo full No Other Godz Before Me (sic!). Ancora alieni, ancora cospirazioni e una copertina di merda che ricorda il punto di vista di un ubriaco che cammina in mezzo alla tangenziale e cerca di evitare le macchine che gli vengono incontro a tutta velocità.

Il pezzo in sé non fa proprio schifo, e i ragazzi reclutati dal nostro/vostro CU non sono affatto male (bellissimi gli assoli). La monotonia però dopo un po’ si fa sentire, senza nemmeno un cambio di tempo e con due soli riff in quattro minuti e mezzo, tanto da spingermi a dire che forse potevano tagliare a tre minuti e mezzo e avrebbero fatto una migliore figura. Il problema è però in un certo senso la voce dell’ottimo CU. Non che sia particolarmente dolente come nota, ma l’uso di autotune e vocoder è veramente un po’ troppo spudorato. Va bene che a quasi sessant’anni non si può certo essere gli stessi che si era a vent’anni, però bisogna pure mettere dei paletti, come diceva Vlad Tepes. A tal proposito vi segnalo questo spassosissimo video in cui il nostro tenta di sbugiardare, utilizzando una voce elettronica dal signorile accento britannico, i detrattori che giustamente lo accusano di utilizzare effetti come non ci fosse un domani. Mania di persecuzione pura.

Ad ogni modo aspettiamo il nuovo album, e magari riusciremo a godere di un buon metal in pure stile Agent Steel al di là di tutte le megalomanie e paranoie varie. Speriamo. (Piero Tola)

3 commenti

  • Io credo che la cosa più sconcertante sia pensare di imbattersi in gente pseudo-normale, soprattutto in tempi come questi. E per pseudo-normale intendo chiunque si discosti meno di una deviazione standard dalla media di una curva gaussiana.
    Vogliamo parlare delle ultime mirabolanti vicende di Jon Schaffer? A confronto Vikernes è Stephen Hawking.

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  • Del nostro buon CU Kurt Kilfelt degli Holy Terror ne ha sempre detto peste e corna. Tipo che quando suonavano insieme negli Agent Steel qualunque riff veniva accreditato a lui, altrimenti guai e che gli altri si fottessero. C’è da credergli, visto che una volta fuori lui gli Ag.St. andarono dal culo mentre gli Holy t. realizzarono due dischi leggendari, e non registrarono mai il terzo unicamente per casini con la under one flag. Gli Holy terror erano una spanna sopra gli ag.st….

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  • Il tipo con gli occhialoni verdi credo sia Rick Mythiasin, non John Cyriis. Precisazione non per rompere le scatole ma per tributare i giusti onori a Rick, storico cantante degli immensi Steel Prophet (oltre ai vari Taraxacum, New Eden, Redemption…). Fra le varie collaborazioni Rick ha pure cantato coi Masters Of Metal (praticamente gli Agent Steel senza John Cyriis) sulla prima versione del loro singolo Tomb Of Ra (pezzo che poi comparirà sull’ep Masters Of Metal cantata da Bernie Versailles). Scusate il pippone ma Rick e gli Steel Prophet so’ piezz’ ‘e core. Voi i numeri uno. Grazie per tutta la compagnia in questi mesi foschissimi.

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