Avere vent’anni: BLUTTAUFE – Mein Fleisch an deinen Lippen

Non li conoscete, vero? Già, come previsto: pochi sanno chi furono, ma per vostra fortuna ci sono io qui a raccontarvelo… O no?

Mentre leggete il pezzo, perché non vi ascoltate Trauma ? Così vi fate un po’ meglio l’idea di quanto sto per dirvi. Intanto un po’ d’introduzione, perché comunque stiamo trattando un disco uscito vent’anni fa, e non sono pochissimi…

Mein Fleisch an deinen Lippen è il primo ed unico album di questi teppisti tedeschi, fuori nel novembre 2000 per Christhunt Records. Esistevano in realtà già da un po’ di tempo e, in ambito strettamente underground/unofficial, avevano già pubblicato tre demotape e due demo CD-R, formato che per quei tempi era una novità quasi assoluta. Ci si autoproduceva le cassette (se però c’era dietro una label anche minuscola che allacciava contatti e le distribuiva meglio ancora) ma i CD no, erano una spesa ancora troppo elevata. Fatto sta che Christhunt, etichetta ancora in rampa di lancio, molto underground e comunque assai ambiziosa, li nota e li firma per pubblicare il debutto, che corrisponde anche al primo disco in catalogo uscito per quest’etichetta oggigiorno di notevole importanza e che ha nel suo roster pezzi da novanta quali, tra gli altri, Nachtfalke, Odal e Armaggedon. È partito tutto da qui: Bluttaufe porta orgogliosamente il numero di catalogo Hunt CD 001, mitico. Nel booklet del CD, oltre ai testi, troviamo immagini di fabbriche in disuso, scheletri, una bella gnocca in pose non certo da suora… Più che adatto al contesto, direi.

Veniamo al dunque: il disco contiene una quarantina di minuti di musica che di base rientra nei canoni del black metal più tradizionale, ma il bello viene quando ci si accorge di quanto thrash metal di stampo tedesco (molto più Exumer, Assassin e Destruction di Kreator e Sodom) e quanto speed metal di band come Raven, Anvil, pure primi Metal Church ci sia nei pezzi dei Bluttaufe, il cui logo utilizza il font di quello degli Iron Maiden, nientemeno, come voler legare il loro nome a doppia mandata a certo heavy metal classico sempre più immortale man mano che il tempo passa.

Sapete una cosa? Questo disco è divertente. Si può dire che un disco black metal è divertente su una webzine metal? Non lo so, magari mi fa fare la figura del poser nient’affatto true o necro. Però è così, è divertente come può esserlo un disco dei Tankard, facendo le dovute proporzioni. L’impressione che non si prendano eccessivamente sul serio e che suonino quello che gli garba infischiandosene dei cliché è considerevole. Comunque suonano bene, i pezzi sono scritti bene e funziona tutto, dagli stacchi acustici ai riffoni thrash in mezzo ai blast beat monocorda classici delle sfuriate in tremolo picking, fino ai fraseggi di chitarra arrangiati un’ottava sopra come fossero degli assoli.

Ora dovreste aver finito di ascoltarvi Trauma, quindi potete passare a Mein geschundener Leichnam che ha pure l’assolone di chitarra in tapping e che non si può ascoltare da fermi. Non ci credo, prima o poi si salta in piedi e si fa air-guitar.

I Bluttaufe erano un duo: Empunkt che si occupava di chitarra e basso e Leiche_3, voce e batteria. Si autodefinivano Thrashing War Metal (siamo nel 2000, attenti!) e pare che, oltre a questo gruppo, non abbiano mai fatto null’altro, come autentiche meteore. A loro nome esiste ancora uno split uscito nel 2001 con i Primitive Symphony (gruppino ancora più sconosciuto di loro, se possibile) con due pezzi reincisi da questo debutto e due inediti. Poi basta, spariti nel nulla. Nel circuito metal non hanno mai partecipato ad altro, al di fuori chi lo sa? Posto che importi a qualcuno.

E così l’unica reliquia che rimane a noi umili ascoltatori di metallo pesante è un bel dischetto che può suonare marcio ed aggressivo come solo i più feroci blacksters sanno essere e, contemporaneamente, intimo, pacato, melodico, thrashy, speedy eccetera, cosa che lo rende molto piacevole da ascoltare e riascoltare ogni volta che se ne ha voglia, o l’occasione di farlo.

Passato per lo più inosservato e tuttora immeritatamente sottovalutato, Mein Fleisch an deinen Lippen è sicuramente da riscoprire, e non sarebbe una cattiva idea comprarsi pure il CD che su Discogs viene venduto a prezzi irrisori. Capitasse mai che abbiate qualche amico in casa a cui volete far ascoltare una chicca per far vedere quanto ne sapete di gruppi deep underground, questo è proprio l’ideale perché, cazzo, questo disco è divertente… Già l’ho detto. I Bluttaufe non esistono più già dal 2003 ma mi sento di ringraziarli comunque: ragazzi, oggi avreste avuto forse maggiori chance di fare il botto, con tutto il putiferio war black metal di qualche tempo fa; nel 2000 no, era ancora troppo presto. Ripensandoci… Ma c’era qualcuno che nel 2000 suonava come loro, a parte gli Aura Noir? (Griffar)

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