Avere vent’anni: CHILDREN OF BODOM – Follow the Reaper

Vorrei poter scrivere che Follow the Reaper rappresenta il canto del cigno dei Children of Bodom, la conclusione maiuscola del primo terzetto della discografia dei finlandesi (più il disco dal vivo Tokyo Warhearts) che vale davvero la pena di possedere, ma non posso perché, a parer mio (ricordiamo che io ho sempre ragione), non vale la pena di averlo sullo scaffale. Mettiamola così: per me il canto del cigno dei Children of Bodom è Hatebreeder, che è uno di quei lavori che probabilmente ti escono una volta nella vita, ammesso che ti dica fortuna con la C maiuscola e ci siano tutte le condizioni ideali per generare un caposaldo della caratura di Hatebreeder, appunto. Ciò detto, Follow the Reaper non è sicuramente un brutto album, è però un disco che si lascia ascoltare senza che ti torni la voglia di ascoltarlo ancora, che poi è quello che sarà un po’ il problema di tutti gli album a venire dei Children of Bodom, almeno fino a quando non passeranno dallo status di “si lascia ascoltare” al ben più basso “per carità” e per ultimo a “VAFFANCULO E MUORI“. Probabilmente Alexi Laiho e compagnia allegra sono di quelli che non lavorano bene sotto pressione, e di pressioni dalla casa discografica devono averne ricevute parecchie perché bissassero il successo di Hatebreeder.

Tra l’altro ho appena scoperto che recentemente Laiho ha chiuso coi Children of Bodom e ha fondato i Bodom After Midnight, che da quel che ho capito sono i Children of Bodom senza tastiere (o meglio giusto con un turnista dal vivo per i vecchi pezzi). Boh, chissà che gli dice la testa. Suppongo però che debba essere difficile avere 41 anni per uno come Alexi Laiho.

Tornando a Follow the Reaper, ricordo che la malaparata si palesò già con la scelta di Hate Me! quale primo estratto dal disco: una roba loffissima, che alla meglio avrebbe potuto rappresentare lo scarsissimo lato B di un singolo, scelta invece come assaggio dell’album mi lasciò piuttosto perplesso, e infatti i dubbi vennero del tutto confermati quando pochi mesi dopo uscì il disco vero e proprio. Non c’è un difetto marcato e quindi facilmente individuabile dentro Follow the Reaper, tanto che a parte Hate Me! mediamente le canzoni manco fanno schifo (menzione particolare per Bodom After Midnight, Follow the Reaper e Northern Comfort); il fatto è che si percepisce una mosceria di fondo che castra un po’ tutto il disco, ed anche la produzione, che se in Hatebreeder non era perfetta (specialmente per quanto riguarda la batteria) ma donava comunque ulteriore spinta all’album, qui ne aumenta la loffiaggine, con chitarre che non graffiano e le onnipresenti tastiere ciocorì che dopo un po’ rompono solo le palle. Insomma avrete capito che la trilogia fondamentale dei Children of Bodom è quella composta da Something Wild, Hatebreeder e Tokyo Warhearts; il resto è una lunga discesa nell’insulso che, purtroppo, comincia proprio con Follow the Reaper. Peccato. (Cesare Carrozzi)

10 commenti

  • Alberto Massidda

    Boh, sarà che li ho scoperti proprio con quest’album e poi sono andato a ritroso, ma il songwriting c’era. Certo, la produzione no.

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  • Concordo su follow ma non su il resto, per me i migliori sono are you dead yet? e hate crew deathroll, ma i fan non capiscono un c###o e stanno in fissa con i primi due, per carità hatebreed è bello ed è sicuramente il più importante nella loro discografia, mentre il primo per me non è niente di chè, e io si che ho sempre ragione😁

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  • Impeccabile

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  • Ancora d’accordo col Carrozzi. Tastiera ciocorí è un colpo d’ala.

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    • Dire che follow the reaper fa schifo è da manicomio proprio…si può dire che al massimo ha meno cattiveria e meno wildchild ma secondo me è molto più completo del suo predecessore soprattutto anche a livello di live …

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  • Follow the reaper è il vero capolavoro dei COB. Non scherziamo…

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  • boh anche a me è sempre piaciuto, non lo trovo così terribile.

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  • dei COB conosco i primi 4, ma di questo non ho proprio alcun ricordo…eccetto che un mio amico batterista ci era andato in fissa e se lo sentiva in continuazione. Paradossalmente mi ricordo molto di più Hate Crew Deathroll, che molti schifarono. Tempo permettendo vedrò di recuperarlo, anche se con tutto il rispetto non ho più la testa per ascoltare i COB.

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