Cristina Scabbia, i concerti in streaming e gli psicodrammi social

Mentre scrivo queste righe, ieri sera per chi legge, i Lacuna Coil stanno tenendo un concerto all’Alcatraz di Milano trasmesso attraverso l’app A-live. Il prezzo per assistere era 10 euro, 7 con la promozione early bird. I fan, il pubblico, la rete, l’internet, i social, il popolo, alcuni tizi dotati di una connessione hanno giudicato la somma eccessiva, portando Cristina Scabbia a replicare su Facebook in maniera piuttosto seccata. Scusate la qualità dello screenshot ma questo mi hanno segnalato e non ho il tempo di cercare il commento.

Ora, da un punto di vista economico il discorso è molto semplice. L’estinzione del supporto fisico e l’implosione dell’industria che su esso si basava hanno danneggiato soprattutto i gruppi che avevano raggiunto un buon successo negli anni ’90. Le band degli anni ’80 che erano sopravvissute al grunge senza doversi cercare un lavoro vero si trovavano già in una situazione privilegiata e chi ha iniziato più tardi ha fatto i primi passi in un mercato già in corso di digitalizzazione, regolandosi di conseguenza. Gente come i Lacuna Coil (o i Dark Tranquillity, o i Moonspell, o chi vi pare) ha continuato a campare di musica senza problemi anche una volta che i concerti erano diventati l’unica fonte di introiti sicura. La pandemia li ha quindi lasciati a piedi all’improvviso in una fase della vita – quella tra i 40 e i 50 anni – nella quale la pensione è ancora lontana ma sei già troppo vecchio per reinventarti senza agganci o un piano B già predisposto. Capire come pagare le prossime rate del mutuo, in una situazione simile, diventa quindi un problema molto serio.

Di fronte a un fenomeno che più disruptive non si può come il coronavirus, i musicisti, come tanti altri operatori di tanti altri mercati, fanno quello che possono. Cioè vedere cosa inventarsi. La questua dei Rhapsody era stata infelice nei tempi e nei modi. Con Lars Goran Petrov, che ha chiesto sostegno economico ai fan dopo la diagnosi di un tumore ai dotti biliari, non mi sento di essere altrettanto duro, per quanto invidiabile sia il welfare svedese. Provare a offrire dei contenuti sperando di tamponare un minimo il rosso accumulato nel frattempo è invece del tutto legittimo. Ora, io di live in streaming non ne ho visto nemmeno uno, manco quando si trattava di act che amo alla follia come i Voivod o i Rotting Christ. Quindi, se l’idea non vi piace a prescindere, evidentemente la vedo come voi. Si potrebbe fare tutta una disquisizione alata su quante altre nostre esperienze siano oggi mediate in maniera similare ma sarebbe davvero troppo lunga. Non riuscire a capire le banali motivazioni dietro tali iniziative o, come in questo caso, lamentarsi di un prezzo del tutto ragionevole, considerati i costi dell’operazione (affitto del locale e della backline, retribuzione del personale, etc) è invece sintomo di un discreto scollamento dalla realtà, se non di deficienza conclamata.

EVOLEVODI’

Certo, potete ritenerla un’esperienza fredda e non diversissima da quanto puoi ottenere gratis su YouTube (e anche sull’abitudine alla fruizione gratuita il discorso sarebbe lungo). Io sono il primo a non aver assistito a nessun concerto in streaming, ve l’ho detto. Mi dicono che In Absentia Dei dei Behemoth sia andato molto bene ma quella era un’operazione multimediale e sui generis, con una promozione orchestrata in modo molto abile. Nergal è un dritto vero, un eccellente imprenditore di se stesso, un caso forse unico. È normale che tutti gli altri puntino soprattutto sulla genuina volontà dei fan di sostenerli, più che sul loro sincero entusiasmo per il concerto virtuale. Non vedo che ci sia di assurdo o di così diverso dallo sborsare dieci sacchi per comprarti su Bandcamp l’album digitale che puoi ascoltarti anche su Spotify.

Mettetevi nei panni di questi gruppi. Li ascoltiamo spessissimo ma in molti casi non compriamo un loro disco fisico da quando le Torri Gemelle erano ancora in piedi, ai concerti passiamo al banco del merchandising solo per buttare un occhio (e ci sta, abbiamo accumulato più magliette di quelle che riusciamo a indossare) e a volte facciamo così i pezzenti che non vogliamo manco pagare l’abbonamento alla piattaforma per lo streaming di turno, ricorrendo a una sua versione craccata o al buon vecchio Soulseek (ok, certe cose ancor oggi le trovi solo su Soulseek, ve lo concedo). Va bene che ostentare mancanza di empatia su internet fa fico, ma c’è un limite. E qua concludiamo restringendo il discorso a uno spettro più specifico. Che è quello del profilo social di una band contro il quale è molto cool e true scagliarsi. Lo sfogo della cantante ha come presupposti anche ciò.

Confesso che la preferivo sovrappeso

Ora, a me dei Lacuna Coil frega nulla, sono quanto di più lontano dal mio genere, credo di aver ascoltato per intero solo l’ep di debutto e ogni volta che li ho incrociati a un festival sono andato a farmi un panino. Nondimeno, considero gli haterz dei Lacuna Coil un fenomeno antropologico bizzarro e degno di studio quasi quanto gli haterz dei Rhapsody. Io non capisco che fastidio diano i Lacuna Coil. Perché sono commerciali? Vogliamo ancora fare ‘sti discorsi da minorenne svantaggiato? Ma vivaddio, meno male che ci sono i gruppi commerciali, ne abbiamo un bisogno pazzesco, a meno che non crediate che tra dieci anni il Wacken possa presentare come headliner gli Spectral Voice. A me i Lacuna Coil stanno simpatici a prescindere pure se non li reggo per più di dieci minuti, pensate un po’. Perché nelle palate di merda che si prendono da certi merdallari duri e puri c’è pure quell’atroce fenomeno sociale, tra le peggiori dannazioni nazionali dell’Italia, per cui se il tuo conterraneo ha successo, invece di ammirarlo ed essere contento per lui (come sarebbe normale in un Paese dotato di un minimo di spirito comunitario, quindi non il nostro), speri che le cose gli vadano a puttane, ma manco per invidia, bensì perché tu sei troppo pigro e inetto per sollevarti dal tuo stato e speri che tutti facciano altrettanto, non sia mai rischino di trasmetterti uno stimolo.

In una discussione sul gruppo Facebook del sito, il Messicano ha detto che comunque Cristina Scabbia non può sbroccare così con “le persone che ti permettono di mangiare, i tuoi clienti” e che “se molti dei tuoi clienti si lamentano di una tua scelta commerciale, forse dovresti rivederla o comunque tenerti le critiche”. Un’osservazione razionale che sulla carta sarebbe pure condivisibile (è il mercato, bellezza). Giusto ci andrei piano con l’equivalenza tra i fan e i tizi che commentano sul profilo suo e dei Lacuna Coil. Perché, superata una certa età, chi rompe i coglioni su internet, trovando gusto nel bersagliare celebrità piccole e grandi, molto spesso è uno con un eccesso di tempo libero e una buona dose di frustrazioni irrisolte. E qua consentitemi un’ulteriore, assoluta banalità quale ritenere che se i Lacuna Coil non avessero dietro il microfono una signorina esteticamente gradevole non si piglierebbero la medesima dose di palate di merda. Perché la tesi di una nota parlamentare della Repubblica, famosa per la sua venustà, secondo la quale le belle donne vengono attaccate a prescindere è una stronzata, se generalizzata, ma ciò non toglie che a volte sia vera. La reazione di Cristina Scabbia mi sembra quindi giustificata da molti punti di vista. Ma guarda tu se devo ritrovarmi a difendere un gruppo a un cui concerto non assisterei manco gratis. In streaming o meno. (Ciccio Russo)

20 commenti

  • Gli italiani perdonano tutto. Tranne il successo.

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  • Condivido l’ arrabbiatura della Scabbia ( magari però la smettesse con i selfie con labbra a becco d’ anatra). Molti di questi odiatori dovrebbero incazzarsi sul posto di lavoro a 6 euro l’ ora, come spesso ho fatto io perdendo il posto ma si sa “agli italiani ( volutamente in minuscolo) piace fare le barricate con i mobili degli altri” ( E. Flaiano ).

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  • Ciccio Russo lucido come (quasi) sempre: per parte mia, ogni parola dell’articolo è condivisibile. Questa situazione è obiettivamente un dramma per i musicisti e, giustamente, chi è in difficoltà solitamente cerca aiuto; perché biasimarlo, specialmente se lo fa in modo onesto?

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  • Antonio Capronica

    Sto dalla tua parte Ciccio.

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  • Ciccio, d’accordo in tutto. Veramente i miei complimenti.

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  • Alberto Massidda

    Respect per l’analisi lucida, come al solito.
    Cmq, non capisco cosa succeda all’Internet, ma non mi sta arrivando notizia per tempo di alcuna di queste iniziative online. Ho condizionato a tal punto la mia filter bubble?

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  • Stavolta sono più vicino al pensiero del Messicane. Facciamo un distinguo: quelli che non si sono lamentati dei sette euro si suppone che il live streaming lo abbiano anche visto. Questo vuol dire che non è che la Cristina (inter)nazionale se la sia presa direttamente con i suoi clienti. Certamente però non è stata proprio una mossa lungimirante quella di farsi venire una crisi isterica nei riguardi di chi potrebbe diventare un tuo cliente. E non è che ci vuole un genio a capire che se vuoi costruire una strategia di marketing orientata a fidelizzare quella fetta di pubblico, non è che gli puoi pisciare in testa, rispondendo in quel modo.
    Coronavirus? Frustrazione? Sì certo. Lo capisco molto bene. Però in questo caso hai la possibilità di reinventarti qualcosa. Hai una base economica anche solida, hai un nome, sei dentro alle dinamiche dell’ambiente, hai una rete sociale di supporto. In questo periodo c’è gente che sta veramente con il culo per terra. E prima di sbottare sul piano personale bisognerebbe guardare un po’ più in là.
    Ah. Chiaramente a me i Lacuna Coil non sono mai piaciuti ma il loro successo non mi dà alcun fastidio.

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    • Ma scusa, a me pare che il prezzo sia stato considerato eccessivo a priori e pertanto abbia scatenato i leoni da tastiera, che si sarebbero comportati in questo modo idiota anche se il prezzo fosse stato 1 centesimo. Anzi, no ,” name your price”. Vale la pena ricordare che un device lo possono guardare 10 persone contemporaneamente, e che quindi se proprio si vuole fare il ragnaccio avarastro alla Zio Paperone, si poteva dividere il costo? Oppure uno portava la birra, l’altro le pizzette, l’altro la salvia fritta in pastella e via dicendo?
      Agli italiani scoccia di dover pagare per qualcosa che non concepiscono come possa nen essere gratuita. E questo fastidio oggi, in epoca social, viene tramutato in insulto puro e semplice. Normale che il bersaglio s’incazzi e reagisca. Fight fire with fire.
      10 euro per un concerto non li paghi nemmeno nel più schifoso pub perso nel bel mezzo del nulla, se davvero pensi siano troppi probabilmente non hai mai visto né mai vedrai un concerto dal vivo in vita tua; ergo, dei concerti non te ne frega nulla quindi cosa diavolo protesti a fare? Continua a fregartene come hai sempre fatto e stai sereno. Chi ha pagato per il concerto se l’e tabaccato alla grande e sai quanto gliene frega dei tuoi biasimi.
      Io non sono tra quelli perché anche per me i L.C. sono quanto di più lontano dalle mie pteferenze, ma ‘sticazzi, protestare per 10 euro… È persino immorale.

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  • Sono sincera, non ho voluto pagare 10 euro di biglietto nonostante mi piacciano moltissimo i lacuna coil, ma io non amo ste cose in streaming e quindi non le guardo, però ho trovato la loro idea geniale… Per quanto riguarda lo sbrocco di Cristina ha fatto solo che bene!!! Questa critica nei loro confronti mi fa venire in mente certe lamentele che leggo su tripadvisor che mi fanno cadere le braccia!!! Potessi rispondere io in questo modo a certa gente rincoglionita che vedo tutti i giorni… Non sopporto proprio la gente che critica sui social, se a me non piace una cosa che fa qualcuno passo oltre e guardo qualcos’altro, non vado ad insultare qualcuno solo perché prova a guadagnare dal suo lavoro!!!

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    • Andrew 'Old and Wise'

      Il fatto è che la possibilità di criticare liberamente sui social si è trasformata in dovere di farlo. Il mezzo ha creato il deficiente che lo usa a sproposito. Forse era inevitabile.

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  • Ha perfettamente ragione. E non tiriamo fuori la storia del momento difficile perché, ci metto la mano sul fuoco, la maggior parte della gente che frigna nel tl pagare 10 euro per una band sono gli stessi che passano la vita a studiare scienze della disoccupazione con i tasca cellulari da 800 euro. È che hanno/abbiamo cresciuto una generazione di buoni a nulla che pretendono di aver tutto a gratis, senza essersi mai sbattuti per ottenere un cazzo nella vita. Poi dobbiamo stracciarci tutti le vesti perché questi un futuro non lo avranno… Per fortuna dico io. Al di là del fatto che un concerto in streaming è una cosa triste in sé, se vuoi qualcosa di un gruppo pagalo, stronzo.

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  • Lorenzo (l'altro)

    Sempre Dea, per quanto mi riguarda potrebbe cantare despacito.
    Quando sarebbe stata sovrappeso?

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  • Totalmente daccordo con Cristina al di la del fatto che il gruppo piaccia o no.

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  • Premettendo che non mi piacciono i lacuna coil e che non spenderei dei soldi per un concerto in streaming, credo che la reazione sia giusta. Non ti piace un gruppo, i live streaming non li sopporti? Non li guardare e basta. Troppe persone debbono comunaue esprimere la loro opinione anche su cose che, per loro stessa ammissione, non li interessano e i motivi sono futili: o non hanno di meglio da fare oppure si nascondono dietro una tastiera o magari cercano visibilità ignorando che comunque a nessuno interessa quello che hanno da dire.
    Credo però che la Scabbia si sia messa sul loro stesso piano e se per molti ci può stare, personalmente il tono del post mi infastidisce perchè significa che se sei sbroccata quelli che scrivevano commenti offensivi hanno colpito nel segno. Niente di male, ma stavolta hanno vito loro, anche perché il tuo sfogo non li fermerà di certo.

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    • Andrew 'Old and Wise'

      Credo anche io che in questo modo abbia dato soddisfazione ai detrattori compulsivi. Ciò premesso, è lecito dire ‘i Lacuna Coil non mi piacciono’, ‘Non sono il mio genere’, ‘Preferisco il loro primo demo a tutta la produzione successiva’ , è sciocco dire ‘sono diventati commerciali’, è pretestuoso e cafone definirli ‘venduti’, è odioso insultarli ‘perchè si ‘

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  • Andrew 'Old and Wise'

    Tutto molto ben detto. Nemmeno io vado pazzo per i Lacuna Coil, ma mi fa piacere che abbiano avuto successo. In quanto al concerto on line, alla fine è cmq un evento dal vivo, in diretta, con l’immediatezza che non puoi vivere con una registrazione. Dieci euro mi pare una cifra onesta e non certo dettata dal proposito di arricchirsi. In quanto alla Scabbia, forse poteva dire le stesse cose usando un tono più diplomatico, le sarebbe convenuto. Ma anche perdere le staffe è un segno di sincerità, tutto sommato. Magari, se avessi avuto la certezza che moglie, figli e cane mi avrebbero lasciato in pace, avrei contribuoto anche io con i miei dieci euro e non avrei certo pensato di essere stato derubato.

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  • Analisi lucida di una situazione classica, tutti vorrebbero ascoltare sempre il meglio al meglio…però gratis.

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