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UADA // ENISUM // PANZERFAUST // WRAITHREST @Slaughter, Paderno Dugnano (MI) 19.06.2019

19 giugno 2019

Concerto infrasettimanale a Paderno Dugnano. È vero, è faticoso, non sono più un ragazzino e la mancanza di sonno domani mi devasterà, ma non posso fare troppo la fighetta, perché se dovessi mancare agli Uada a trenta chilometri da casa poi il rimorso mi perseguiterebbe per sempre. Arrivo ad un orario imbarazzante, tipo le 19, sia perché devo intervistare gli Enisum e sia perché mi conviene venire direttamente da lavoro invece di tornare a casa, prendere la macchina e perdere un’ora e mezza nell’andirivieni.

E così sono allo Slaughter già da un bel pezzo quando si presenta il Maresciallo Diaz accompagnato dalla sua gentile signora e dal suo amico Varg Vikernes, polistrumentista norvegese molto triste dopo quella storiaccia di Youtube che gli ha chiuso il canale. Gli WRAITHREST invece iniziano con un bel po’ di ritardo, non so se a causa di problemi tecnici o nella speranza che si rimpolpi l’udienza: in effetti siamo pochini, forse una settantina in tutto, ma credo conti molto il fatto che sia un martedì sera. Gli Wraithrest comunque soffrono di un suono decisamente sballato, con volumi altissimi e un riverbero diffuso che rende la loro prestazione a tratti incomprensibile: è sinceramente un peccato, perché qui e lì emergono alcuni spunti interessanti che meriterebbero un ascolto più approfondito. Vorrà dire che li recensiremo quando daranno un seguito al debutto Path ov the Raven.

Foto di Roberto Tipi

I problemi acustici affliggono anche la prima parte del concerto dei canadesi PANZERFAUST, la qual cosa ci spinge a uscire dopo una manciata di pezzi. Nel frattempo ci raggiunge anche il nostro agente sotto copertura, Edoardo Giardina, e dopo qualche tempo anche la mia compagna di merende, che è dovuta passare da casa a dare la pappa al nostro piccolo cagnolino prima di venire a Paderno Dugnano a sentire il black metal stupramadonne. Visto che ci siamo tutti decidiamo di ritornare dentro, accorgendoci con grande giubilo che il suono è decisamente migliorato e che possiamo finalmente goderci la parte finale del concerto addirittura intuendo cosa stanno suonando. Alla fine il loro black metal ammeregano con dissonanze sparse e teatralità insistita a me e alla mia partner in crime è piaciuto discretamente, al resto della cumpa non tanto. Ma tanto poco importa, perché il bello comincia adesso.

Foto di Roberto Tipi

Degli ENISUM abbiamo parlato in occasione degli ultimi album Seasons of Desolation e Moth’s Illusion. In redazione piacciono più o meno a tutti gli uomini di buona volontà, e oggi è la prima volta che riesco a vederli dal vivo: solo tre mesi fa mi ero perso la presentazione dell’ultimo disco perché ero in viaggio verso Pescara per sentire la musica per gente che si droga al Tube Cult. Stavolta però non ci sono cazzi e non ci perdiamo neanche un secondo del concerto, che va anche oltre le aspettative nonostante un suono sì migliorato rispetto all’inizio della serata ma ancora ampiamente perfettibile, diciamo. Loro riescono ad amalgamare i pezzi nonostante le evidenti differenze tra i vari album, con una tranquillità nell’esecuzione che cozza col fatto che, per svariati anni dalla fondazione, sono stati una one-man band del solo cantante chitarrista Lys, che non si esibiva dal vivo. Continueranno a fare date per tutto il 2019, quindi vedete di non perderveli la prossima volta, anche se fosse un giorno infrasettimanale.

Foto di Roberto Tipi

Quando finiscono gli Enisum ci rendiamo conto che siamo quasi un’ora in ritardo sulla tabella prestabilita, e una parte dei già pochi astanti preferisce tornare a casa per dormire qualche minuto in più. Comprendo perfettamente il ragionamento, ma è un gravissimo errore, perché gli UADA tirano fuori un concerto meraviglioso nonostante il pochissimo tempo a disposizione. Incappucciati e perennemente occultati da nuvoloni di fumo artificiale, i quattro di Portland sparano uno dopo l’altro i pezzi di quei due dischi incredibili di Devoid of Light e Cult of a Dying Sun, mettendoci tutti in uno stato di trance da cui usciamo troppo bruscamente e troppo inaspettatamente solo mezz’ora dopo: non so se questa sia la durata normale di un loro concerto oppure ci siano stati dei problemi che hanno costretto a tagliare la scaletta (la butto lì: il ritardo di un’ora sul programma?), ma l’unico pensiero che ho quando finiscono è che devo andarli a vedere di nuovo, il prima possibile. Non so come poter scendere nel dettaglio della prestazione perché davvero non c’è nulla da dire se non che questo è esattamente il tipo di sensazioni che un concerto di questo tipo di black metal deve dare. (barg)

2 commenti leave one →
  1. vito permalink
    19 giugno 2019 16:49

    onore a te, ai cumpa e ai “sacrifici”che devi fare per far leggere le recensioni a noi gaglioffi.

    Piace a 1 persona

  2. ignis permalink
    19 giugno 2019 19:07

    Grandi Enisum!
    Orgoglio delle Valli.

    "Mi piace"

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