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Tre quinti di At The Gates: THE LURKING FEAR – Out Of The Voiceless Grave

10 gennaio 2018

Vi ricordate di Jonas Stålhammar (ieri negli immensi God Macabre, oggi nei Bombs of Hades), che cantò pure sull’ottimo Doomsday King dei The Crown e che, come dice il Bonetta, è forse l’uomo con il cognome più fico della storia? Ebbene, è il nuovo chitarrista degli At The Gates. Ha preso lui il posto di Anders Björler – che ha mollato pure i The Haunted ed è dato da Metal Archives al lavoro sul suo progetto solista (insomma, deve avere sbroccato di brutto e sarebbe interessante conoscere i retroscena). Non è quindi improbabile che questo gruppo sia nato dalle prove con i nuovi compagni di band: alla voce c’è Tompa e alla batteria Adrian Erlandsson. Out of the Voiceless Grave può essere visto come un cazzeggio per creare l’amalgama necessario a incidere l’annunciato successore di  At War With Reality. Sul fatto che erano partiti che dovevano fare un solo tour celebrativo per poi sciogliersi subito e ora fanno pure un album senza Anders, vabbé, si potrebbe discutere a lungo.

“The Lurking Fear” è il titolo di uno dei racconti più terrificanti di Lovecraft e l’intero album è un tributo all’opera del solitario di Providence, una captatio benevolentiae quasi disonesta. Il dischetto, però, non è affatto male, pur regalandoci poco più che variazioni su temi già affrontati dalla band madre (con l’intro di violino, per un attimo, è subito 1992) o da formazioni comunque contigue: i riff secchi e hardcoreggianti di The Starving Gods of Old non sfigurerebbero su un lavoro dei Disfear, salvo lasciare spazio in manciate di secondi ad aperture melodiche e rallentamenti tetri e orrorifici, quando non a synth e tastiere. Già, perché i pezzi, pur brevi e violenti, vivono di stacchi improvvisi e seguono poco la struttura strofa-ritornello-assolo. Il brano d’apertura, Vortex Spawn, fa capire subito che le geometrie non saranno sempre euclidee. Dare respiro corto ai riff potrebbe però essere, almeno in minima parte, un modo di riciclare con successo spunti elaborati per la reunion e poi scartati. Se vi capitasse di ascoltare The Infernal Dread o Tentacles of Blackened Horror senza sapere dell’esistenza dei The Lurking Fear, pensereste automaticamente di avere a che fare con una b-side di At War With Reality riesumata per un’ipotetica nuova edizione. Se questo possa essere un bene o un male, dipende dal vostro giudizio su quel disco. (Ciccio Russo)

2 commenti leave one →
  1. weareblind permalink
    10 gennaio 2018 11:54

    Tompa = amore.

    Piace a 1 persona

  2. nekro permalink
    11 gennaio 2018 21:34

    Mmm…..le cose migliori Tompa le ha fatte con A Great Deceiver

    Mi piace

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