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Avere vent’anni: MEGADETH – Cryptic Writings

30 giugno 2017

Trainspotting: Sono affettivamente legato a quest’album perché è il primo dei Megadeth che ascoltai, anche se in verità non lo rimettevo su ormai da secoli. Non che io sia mai stato ‘sto grande fan dei Megadeth, comunque. Sull’iPod mi ero tenuto giusto Trust e FFF, la prima e l’ultima, che sono due belle canzoncine. Cryptic Writings è una delle classiche paraculate che uscivano negli anni novanta da parte dei gruppi storici, e nella fattispecie il modello di riferimento è sicuramente Load, data la patetica abitudine di Dave Mustaine di scimmiottare qualsiasi cosa facessero o teorizzassero i Metallica. Cryptic Writings è comunque molto diverso da Load perché Mustaine è sempre stato un metallaro senza velleità di essere altro, dunque probabilmente i Corrosion of Conformity a lui facevano pure schifo al cazzo: il ragionamento dev’essere semplicemente stato “i Metallica si ammorbidiscono e commercializzano, quindi lo faccio anch’io”; e lo ha fatto nell’unico modo che un metallaro conosce, cioè tendendo verso il rock radiofonico americano.

In generale tutti ‘sti gruppi degli anni ottanta che a un certo punto negli anni novanta si sono ammorbiditi lo hanno fatto perché convinti, per qualche ragione, che fosse una cosa necessaria per crescere umanamente e artisticamente, del tipo ok, finché si scherza si scherza, ma la vera musica è un’altra cosa. Lo stesso ragionamento che fecero, sempre in quel periodo, i partiti di destra e di sinistra, che iniziarono a tendere al centro rinnegando sé stessi e privandosi della propria stessa ragion d’essere. Mustaine peraltro non si fermò mica con Cryptic Writings, perché dopo di questo mise a dura prova i nervi dei suoi vecchi fan con Risk, un inqualificabile contenitore di merda in cui figurava addirittura un pezzo che venne usato per il tema d’entrata di Goldberg, il più legnoso e incapace dei lottatori di wrestling all’epoca in circolazione, dunque perfettamente adatto alla meravigliosa canzone in questione. Pare che sia stato proprio Goldberg, peraltro, a volerla come suo tema, dimostrando così un gusto musicale pari almeno alla sua fenomenale capacità di cadere per terra da solo semplicemente correndo sul ring. Vi farà comunque piacere sapere che me lo ricordavo molto meglio, Cryptic Writings: riascoltato oggi, mi fa venire voglia di riprendere la vecchia idea di lanciare una petizione online per comprare delle dosi di eroina a Mustaine. Recuperate giusto i due pezzi citati prima e il resto fate finta che non esista.

Ciccio Russo: Manco io ricordavo che Cryptic Writings fosse così brutto. Non lo ascoltavo dall’epoca dell’uscita e, davvero, molto meglio il disco solista di Dave Mustaine che era uscito qualche mese prima. Su come la carriera dei Megadeth sia stata condizionata dal senso di soggezione e inferiorità che Mustaine prova nei confronti dei Metallica bisognerebbe scriverci, se non un trattato, almeno una tesi di laurea. Crypting Writings – insieme al successivo, agghiacciante, Risk – è tra le conseguenze più devastanti di una monomania che contribuisce, nondimeno, a rendere Mustaine un personaggio assai affascinante dal punto di vista antropologico. Con Load i Metallica avevano deciso di suicidarsi ma lo avevano fatto da vere rockstar con la Lamborghini in garage e sei ville in California a testa. Giunti a tal punto il cupio dissolvi è pure un esito naturale. Cryptic Writings, come concetto, è un po’ come quando Mussolini attaccò la Grecia perché voleva competere con Hitler, con i risultati che sappiamo. Load rimane un disco che conserva una sua dignità, con abbastanza pezzi da consentire una parziale e moderatissima rivalutazione, purché lo si contestualizzi. Cryptic Writings è solo stupido e inutile. Nei mesi precedenti la pubblicazione, pareva che l’album si sarebbe dovuto intitolare Charge, per rendere ancora più esplicito quanto il dover comunque rincorrere sempre i Metallica fosse una filosofia di vita.

Nella sua autobiografia Mustaine racconta che era entrato in studio con il preciso intento di fare un disco commerciale e da classifica perché, ehi, inizio ad avere una certa età, l’hard rock è la mia svolta naturale. Per poi tornare al thrash a cinquant’anni, ottenendo peraltro risultati molto migliori di Cryptic Writings. Al confronto, Dystopia ed Endgame sono Rust In Peace. I riff sembrano quelli che improvvisi in saletta per provare i volumi. Marty Friedman appare spaesato ma se l’idea era cercare di alzare qualche dollaro in più non è che fosse contrario. Trust, soprattutto mo’ che dal vivo la suonano più cattiva, è carina ma è pure l’unica decente. Roberto salva pure FFF. Per me è la canzone peggiore. Dai, il riff ripreso da The Four Horsemen, pardon, da Mechanix tanto per dare la frecciatina. Ed è un peccato perché, se avessero mantenuto il miracoloso equilibrio raggiunto con Youthanasia, risposta – quella sì azzeccata – al Black Album, nessuno avrebbe avuto niente da ridire. Anzi, i Megadeth avrebbero avuto una chance di consolidare un successo commerciale del quale Youthanasia fu la vetta e Cryptic Writings la subitanea pietra tombale. Dave Mustaine non dovrebbe rimpiangere l’essere stato cacciato dai Metallica, dato che ha scritto Peace Sells e Rust In Peace; dovrebbe rimpiangere l’aver avuto un’idea del cazzo come Cryptic Writings. Perché è questo il disco che gli ha ucciso la carriera.

12 commenti leave one →
  1. bonzo79 permalink
    30 giugno 2017 13:03

    disco davvero pessimo… certo, rispetto all’indecente risk una chicca! salvo solo trust e she-wolf che mi fa simpatia. lo comprai a padova dove ero a fare la visita del militare… quello e un digi del capolavoro viaggio senza vento dei timoria… insomma non è andata poi malissimo

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  2. 30 giugno 2017 14:10

    Ora che avete messo la copertina corretta, sarebbe utile capire quale versione avete sentito di recente.. 😉
    A me, comunque, dispiacque meno di “Load” ai tempi..alla fine, per loro, era più un’evoluzione rispetto a quello che era successo, per noi, con i Metallica!
    Col senno di poi, però, è diventato un album scialbo..in cui le idee ci sono ma, sono semplicemente sviluppate male! Anche se, presi uno ad uno, i pezzi non sono così male.
    P.S.: Ai tempi, grazie al tasto PROGRAM, ricordo che selezionavo sempre: 1-5-10-11-12

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    • 30 giugno 2017 14:32

      avevo messo la copertina ristampata perché non riuscivo a trovare una versione decente di quella grigia. il disco lo comprammo appena uscì, ahinoi, dunque per la recensione ci siamo basati sull’originale.

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      • 30 giugno 2017 14:57

        Perfetto!
        Sì, forse facevano cagare perché il grigio andava via tutte le volte che rimettevi il libretto a posto..

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  3. weareblind permalink
    30 giugno 2017 21:12

    Trust e basta. Porcheria.

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  4. raoulboban permalink
    30 giugno 2017 21:32

    Secondo me invece non è male anche se enormemente anni ’90 ….

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  5. 30 giugno 2017 22:34

    Avevo scritto un commento, ma wordpress si è imbizzarrito e me l’ha perso.
    Non che fosse fondamentale, ma la sostanza era che l’ultimo disco buono dei Megadeth è “Countdown to extinction”, dopodiché sono diventati insignificanti.
    Visti dal vivo nel 99 di spalla agli Iron non sembravano nemmeno loro, sono stati insultati da tutti, ma vi assicuro che erano imbarazzati anche loro.
    Succede, eh, però insistere è proprio da imbecilli.

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  6. Golf_mit_hansi permalink
    1 luglio 2017 01:38

    “…mi fa venire voglia di riprendere la vecchia idea di lanciare una petizione online per comprare delle dosi di eroina a Mustaine.” lol, grazie per l’articolo, è pieno di chicche…

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  7. Fanta permalink
    2 luglio 2017 12:47

    In the Woods… – Omnio, giugno 1997
    Due parole le meriterebbe.

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  8. Fanta permalink
    2 luglio 2017 12:49

    Edito: scusate, ho sbagliato post, però il concetto va bene lo stesso.

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  9. sergente kabukiman permalink
    2 luglio 2017 15:01

    mah non mi pare così tragico come disco, non lo metto su da qualche secolo ma forse per valore affettivo, me lo ricordo come abbastanza carino. e poi diciamocelo, gli piacerebbe ai metallica avere lo stile e la classe dei corrosion of conformity..

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  10. blackwolf permalink
    10 luglio 2017 20:06

    Ma sono io l’unico, che non è mai riuscito ad apprezzare Megadeth e Metallica???

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