Monthly Archives: marzo 2016

Avere 20 anni: marzo 1996

EYEHATEGOD – Dopesick Enrico Mantovano: Dopesick è il disagio fatto disco. La leggenda narra che durante la fase di registrazione il proprietario dello studio chiamò impaurito gli uffici della Century Media, etichetta degli Eyehategod, chiedendo ragguagli sulla salute mentale dei membri del gruppo. Non fatico a crederci, considerato che il suono di vetro in frantumi che dà il via alle

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Avere 20 anni: ANGRA – Holy Land

Questo disco è uscito contemporaneamente a Roots, e da qui si potrebbe partire per un punto di vista sulla questione. Entrambi sono opera di gruppi brasiliani che, con questi due album, hanno cercato di meticciare il proprio stile con sonorità legate alla terra natìa; certo Sepultura e Angra sono ascrivibili a generi molto diversi, e avevano alle spalle percorsi differenti:

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Intervista ai FRAGILE VASTNESS

Come già annunciato in precedenza, quest’anno vedrà la luce Perception, nuovo album dei greci Fragile Vastness, band prog metal dal grande talento, seppure non esattamente prolifica. L’ultimo loro album vide la luce nel 2005, si intitolava A Tribute to Life, ed era un autentico capolavoro dalle molteplici influenze e dal songwriting davvero interessante e per nulla scontato. Non esattamente aderente

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HOLY GRAIL – Times Of Pride And Peril

Mah. Il precedente Ride The Void mi era piaciuto parecchio, questo qui molto, molto meno. Diciamo che la casa discografica ha selezionato bene i brani per i quali realizzare i lyric video (avete presente, no? Quei video fatti in computer grafica coi testi della canzone a schermo e qualche sequenza animata d’accompagnamento o, alla peggio, immagini a caso della copertina del disco. Vanno molto

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OMNIUM GATHERUM – Grey Heavens

Un paio di settimane fa, John Petrucci se ne è uscito con una dichiarazione d’insofferenza nei confronti della scomparsa del supporto fisico musicale. Secondo lui, il non aver più materialmente tra le mani un disco e, conseguentemente, il non dover compiere più quei gesti rituali legati all’ascolto, ha depauperato il modo stesso di vivere la musica, svilendone il valore artistico

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