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Skunk Jukebox: the sport is war, total war

8 maggio 2014

football

Con il Colorado che, solo nel primo mese di legalizzazione, ha incassato due milioni di dollari dalle tasse sulla vendita della marijuana a scopo ricreativo e il famigerato cartello di Sinaloa che quest’anno avrebbe rinunciato per la prima volta alla semina perché non più conveniente dal punto di vista economico (negli Usa il costo di un’oncia di erba prodotta in Messico è crollato del 75% in pochi mesi), era inevitabile che, in virtù dei nuovi venti che spirano da Oltreoceano, si rifacessero vivi i CANNABIS CORPSE, già ben noti ai lettori più fedeli di questo umile blog. Cliccando qui potrete ascoltare Zero Weed Tolerance, nuovo brano dell’ameno progetto di Land Phil dei Municipal Waste, che questa volta, dopo i Cannibal Corpse e i Deicide, prende di mira i Death nel quarto full From wisdom to baked. Nonostante il riferimento ai Gorguts, non si sono messi a fare death metal tecnico ma continuano a suonare come se avessero trascorso un mese chiusi in un armadio con la sola compagnia di una copia consunta di Tomb of the mutilated e sei etti di white widow. Nuovi titoli da tramandare ai posteri: Individual pot patterns (che si gioca con When weed replaces life la palma del più profondo e suggestivo), Baptized in bud e Weedless Ones (poveracci).

Andiamo nella città della Bce per rincontrare gli aedi di un’altra dipendenza, quella dall’alcol: i TANKARD che, a due anni dal romantico A girl called Cerveza, festeggiano il trentennale con il sedicesimo (sedicesimo!) R.I.B. (inutile spiegare il significato della sigla). In copertina c’è lo scienziato pazzo di Chemical Invasion, invecchiato. La canzone d’anteprima, Fooled by your guts, racconta la storia di un tizio il cui stomaco funziona come una distilleria e trasforma lo zucchero in alcol, facendolo essere ubriaco anche senza bere. Sai già come farà dopo 20 secondi e alla fine è carina. Però, con tutto l’affetto per Gerre, non mi ricordo quando è stata l’ultima volta che ho ascoltato un disco dei Tankard per intero.

In Path of totality, secondo disco dei TOMBS, la componente black metal era secondaria ma presente. Deathtripper, dall’imminente Savage gold, non ha invece  quasi più nulla di metal. Postqualcosa paranoico ma lineare, ci mette un po’ decollare ma il crescendo finale ti inchioda. Restando a New York, forniamo anche il link per ascoltare un nuovo pezzo dei BLACK ANVIL, ex ragazzoni hardcore innamoratisi del black, anch’essi di casa Relapse. Questa Still Reborn è molto più melodica e metallara rispetto a come suonava il discreto Triumvirate. C’è un assolo lunghissimo, c’è un giro di chitarra da death metal svedese. Dai tempi dei Kill Your Idols si sono pure fatti crescere i capelli. Di Hail Death parlerà a breve l’esimio Luca Bonetta.

Quando, nei primi anni duemila, sembrava che uno svedese su dieci si fosse messo a suonare thrash/death, andai talmente in saturazione che a un certo punto smisi di seguire del tutto anche quei gruppi che all’inizio qualcosa di carino la avevano tirata fuori, come i CARNAL FORGE, da me persi di vista dopo The more you suffer. Si erano sciolti nel 2007 e mo’ sta uscendo un singolo di due brani. Uno è questa Chemical Disincorporation. Mah, mi sono divertito di più con i Tankard:

Chiudiamo con una nuova traccia dei SEPTIC FLESH (che, per qualche motivo insondabile, hanno cambiato la grafia del nome in Septicflesh). Non ero uscito pazzo per The Great Mass ma amo questo suono torrido ed esoterico, inconfondibilmente ellenico. Titan uscirà il 23 giugno su Prosthetic. Arimortis:

 

3 commenti leave one →
  1. 8 maggio 2014 12:28

    ma che figata l’ultima dei tankard! devo approfondire

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  2. 13 maggio 2014 23:41

    per i titoli dei cannabis corpse segnaliamo anche ‘STARING THROUGH MY EYES THAT ARE RED’, che è una di quelle cose che ogni tanto ci pensi in fila alla posta e scoppi a ridere come un imbecille.

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  1. I DOWN non sono più la stessa cosa | Metal Skunk

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