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Skunk Jukebox: il black metal è un presidio medico-chirurgico

28 maggio 2013
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Cominciamo con una comunicazione di pubblica utilità poiché we care a lot (about you people cause we’re out to save the world), come diceva il saggio. Se qualcuno se lo fosse perso ve lo diciamo noi: Sua eminenza Vratyas Vakyas sta completando la messa a punto del nuovo album, che si chiamerà Åsa, la cui data di uscita non è però ancora stata annunciata ma che dovrebbe cadere entro l’anno in corso. Gioia, gaudio e tripudio. Sarà impacchettato dalla Prophecy, label dei cui servigi il principe del nord ha cominciato ad avvalersi poco tempo dopo la pubblicazione di quel Tiurida – ultimo con Napalm – che tanta felicità ha donato ai nostri animi tormentati, sebbene sia stato il meno memorabile tra gli straordinari dischi dei FALKENBACH. Da non molto tempo è uscito il singolo tratto dalla release prossima ventura e si chiama Eweroun. Ce lo ascoltiamo tante volte di seguito perché è bellissimo, davvero bellissimo. Così su due piedi, sembra riportare la mente indietro ai fasti di Ok Nefna Tysvar Ty. Vedremo.

Ora che siamo in pace col mondo e con noi stessi possiamo pure andare avanti tirando fuori un altro pezzo da novanta: CALADAN BROOD. Trattasi di un duo di Salt Lake City al loro esordio. Echoes Of Battle è sicuramente la mia scoperta dell’anno per la qual cosa dovrei dedicar loro una recensione apposita piena zeppa di superlativi assoluti. Ma credetemi, oltre a dire che si tratta della migliore band-clone al mondo dei Summoning non saprei onestamente cosa aggiungere. Ce l’avete presente i Summoning? Ecco, i Caladan Brood sono per un fan degli austriaci esattamente la stessa cosa che gli Orchid rappresentano per un fan dei Sabs. Prima di gustarci un assaggio di cotanta magnificenza sappiate che il nome del gruppo è tratto dall’omonimo personaggio e signore della guerra della serie fantasy di Steven Erikson, Malazan Book of the Fallen. Che poi ho letto che la trama originaria era stata inizialmente utilizzata dall’autore come scenario per D&D (formidabili quegli anni). Un eccellente antipasto per stuzzicare la fame in attesa che il main course, Old Mornings Dawn, venga servito ancora fumante. Prendete e godetene tutti. 

Ancora dall’America con rancore, gli APPALACHIAN WINTER. Li avevo conosciuti al loro esordio col grim & frostbitten Silence Before the Great Mountain Wind. Poi hanno pubblicato quasi un disco all’anno. Manco vi dico la bugia che li ho ascoltati tutti o che lo farò a breve. Comunque li ritrovo oggi e con discreto piacere mi ci sto riaffezionando senza nessun particolare motivo di fondo. Ghosts of the Mountains ci fa sapere che il tema ricorrente nelle lyrics di Mr. Klyne è rimasto lo stesso: i fantasmi e le entità che abitano i monti Appalachi. Gli Appalachi devono essere dei posti veramente black metal, poi dice Wikipedia che è una delle zone economicamente più depresse degli Stati Uniti d’America. Ve li ricordate gli Æther Realm e tutto il pippone sui canederli? Pure loro sono di quelle parti. Mh, ‘sti cazzi. Insomma vi chiederete che fanno. Questi (questo poi perché fa tutto da solo l’oscuro signor Klyne) fanno un bm sinfonico con inserti folk (leggasi chitarrine tipo banjo o cose del genere) ottimo per trascorrere qualche triste momento di spensieratezza che come dice l’esimio dott. Ferri ci sono un paio di pezzi da lacrimuccia e pacca virile ma consolatoria sulle spalle. Mi piaceva la copertina che secondo me è la foto di casa sua rimaneggiata con Photoshop affinché sembrasse ancora più grim.

Se poi volete andare a ravanare nel folk black contemporaneo ancora più a fondo fatevi pure un giro di giostra con gli esordienti CNOC AN TURSA. Più che bm ‘sti giovinotti mi sembra che vogliano fare una specie di death melodico solo vagamente blackened e folkish. Oh, quante definizioni conosco. Questi non sono un cazzo di che ma parlano delle tradizioni scozzesi (senti che titoli: Bannockburn, The Lion of Scotland, Culloden Moor etc. etc.) e per siffatto motivo non possono non starvi simpatici e comunque suonano bene. Dall’altro lato del mare, gente di tutt’altra pasta, i californiani ASH BORER hanno pubblicato un EP davvero niente male. Bloodlands, solo due tracce ornate di pessimismo & fastidio come già eravamo stati abituati col precedente full Cold Of Ages. Il nome del gruppo deriva da quello di un insetto, una farfalla delle Rocky Mountains, capace di infettare e distruggere un’intera foresta con le sue schifosissime larve (un po’ come stanno facendo gli americani col black metal). Sapevatelo. Questa cosa è assurda, cioè che ogni animale che da noi in Europa viene menzionato per la sua bellezza o simpatia in America assume sempre dei connotati grotteschi. Jedi-SquirrelTipo questa farfalla o tipo lo scoiattolo dello Yosemite. L’estate scorsa sono stato in quel meraviglioso parco e ho avuto modo di vedere attaccati lungo i sentieri innumerevoli cartelli con la foto di questo che avrebbe dovuto essere un dolce Cip & Ciop ma che invece aveva un’espressione oltremodo torva e incazzata. Sotto ‘sta foto campeggiava un minacciosissimo WARNING e altre foto di mani sanguinanti per le ferite inferte dai satanici esserini. Ho pensato ‘capirai gli ammericani, la fanno sempre traggica’. Poi, tornato a casa, dopo qualche tempo scopro impanicatissimo che negli stessi giorni della mia permanenza lì alcuni turisti erano stati in qualche modo infettati dai simpatici animaletti batuffolosi e avevano contratto una strana febbre che nessun medico è stato capace di diagnosticare in tempo. Beh insomma, un paio di quei turisti poi è morto e una decina di loro è rimasta seriamente offesa. E niente, alla fine si tratta di una mezz’oretta buona di musica ma se vi piacciono i Krallice e quella roba cascadica (qui c’è parecchio ambient/ noise) magari dategli un ascolto. È che dovevo assolutamente raccontarvi la storia dei Cip & Ciop indemoniati.

Sempre a proposito di malattie infettive, chiudiamo in malessere con i pagani BORNHOLM. Sì perché con questa parola, oltre che una band black metal e un toponimo danese, si identifica un’infezione virale dei muscoli intercostali che si manifesta con una febbre molto violenta che fu osservata la prima volta proprio negli abitanti dell’isoletta danese su menzionata. Il virus di Bornholm è presente nelle feci degli individui infetti. Ho letto che si diffonde attraverso la via fecale-orale, se le feci sono introdotte nella bocca o se le dita hanno toccato gli oggetti contaminati, come pannolini, giocattoli, servizi igienici. Vuoi vedere che gli scoiattolini dello Yosemite – che di notte è un posto estremamente black metal coi lupi e tutto il resto – erano affetti proprio dallo stesso virus? Inexorable Defiance, a parer mio, è davvero un bel dischetto. Il terzo per gli ungheresi dalla chiara ispirazione bathoriana, anche se forse neanche il migliore dei tre; semplice e senza tante pretese ma molto efficace e piacevole. C’è pure una cover di Valhalla che fa sempre bene al cuore riascoltare. Sappiate comunque che le complicanze della febbre di Bornholm sono rare, ma comprendono l’orchite (infiammazione dei testicoli), quindi statevi accorti sia che siate coprofagi o che abbiate bambini in casa. E se frequentate i bagni di locali per coprofagi o le toilette dello Yosemite poi lavatevi bene le mani. (Charles)

10 commenti leave one →
  1. 28 maggio 2013 20:02

    i caladan brood mi hanno lasciato senza parole…veramente la scoperta dell’anno!!!!

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  2. MorphineChild permalink
    28 maggio 2013 23:50

    il nuovo Falkenbach lo sto aspettando con ansia anch’io, dopo la relativa delusione del disco precedente; nel frattempo, l’antipasto si fa apprezzare

    non sapevo dell’esistenza dei Caladan Brood, ma da ciò scaturisce una domanda: ti prego, o Charles, se hai letto i libri di Erikson, dammi un motivo per ricominciare a leggere quel primo volume lasciato a metà perché non ci capivo una bega! insomma, mi sono sorbito persino i 14 volumi della Ruota del Tempo, mi scoccia aver rinunciato a questi!

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    • Charles permalink
      29 maggio 2013 19:04

      l’ultimo ciclo che ho letto per intero è stato Elric di Melniboné che è ben poca cosa rispetto alla tua impresa titanica e parliamo di un sacco di tempo fa. cmq ora c’è spazio solo per Game of Thrones. se però ti leggi Erikson e poi ci dici se ne vale la pena ci faresti un gran servizio

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    • MorphineChild permalink
      30 maggio 2013 14:55

      vabbè ma Game of Thrones va giù come un biccher d’acqua sia rispetto a Moorcock che ad Erikson… comunque mi ci metterò d’impegno e riferirò!

      tornando all’ambito musicale, sentito i nuovi Thyrfing e October Falls? generi differenti, ma secondo me sono entrambi degni di menzione!

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      • Charles permalink
        30 maggio 2013 18:36

        il nuovo Thyrfing è notevolissimo già dal primo ascolto mentre gli October Falls stranamente non mi hanno lasciato un gran che. magari approfondisco. segnalo anche gli ultimi Ackanum, Goatmoon e Negator che sono tosti. non capisco invece un certo hype sugli Woe ma magari li devo ascoltare meglio oppure più semplicemente è la solita risonanza esagerata che hanno certi gruppi americani

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  3. Nervi permalink
    29 maggio 2013 20:56

    Ma come, gli Appalachian Winter suonano così orgogliosi e poi sul disco vanno a mettere una copertina del genere, che sembra uno scan di qualche videogioco survival-horror uscito 20 anni fa.

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  4. hnort permalink
    29 maggio 2013 21:49

    in ambito folk/cascadian black metal:

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