Tag Archives: Falkenbach

Etichette schierate contro le diseguaglianze: NAPALM RECORDS

Questo articolo nasce da una conversazione con Gabriele Traversa, nel corso della quale avevo tentato di capire se il suo interessamento per i gruppi metal di carattere sanremese avesse, o meno, origini morbose. Nel domandargli dov’è che scovasse quegli innati talenti, ricevetti per risposta: “Napalm Records, è una specie di IperCoop”. Verso la fine del 2019 mi ero prefissato di

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Avere vent’anni: FALKENBACH – …magni blandinn ok megintíri…

…en their medh riki fara… terminava sulle note della divina …into the Ardent Awaited Land… che rappresentava un po’ una manifestazione di intenti rispetto al dove e al come si sarebbe mosso il suono e lo stile di Falkenbach negli anni a venire. Infatti …magni blandinn ok megintíri… riprende precisamente da quell’incedere cadenzato ed epico così tipicamente falkenbachiano (se vogliamo bathoriano) segnando

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Avere vent’anni: FALKENBACH – …en their medh riki fara…

Nei primi anni ’90 la No Colours Records tirava fuori a ripetizione gruppi dal notevole necrocvltismo, tipo Forgotten Woods, Veles, Absurd, Graveland, Urgehal. Tutta roba abbastanza putrida con le copertine disegnate a matita e in bianco e nero. In questo cielo nero di ignoranza profonda, paganesimo becero, germanismo, satanismo, wotanismo, nazional-socialismo e chi più ne ha più ne metta, ad

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FALKENBACH – Asa

Mi risulta sempre un po’ difficile mantenere un certo distacco quando si parla di Falkenbach, artista che seguo oramai dal lontano anno 1997, quando, in piena fissa per le produzioni della allora mitica No Colours Records, m’imbattei nel disco d’esordio del signor Markus Tummers aka Vratyas Vakyas, quel …En Their Medh Riki Fara… che, in coabitazione col suo successore, rappresenta

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