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Lunedì sera alla discoteca con gli STRATOVARIUS

25 marzo 2013

i-fucking-hate-clubs

Nemesis è il quattordicesimo album degli Stratovarius, se ho fatto bene i calcoli. Se suona così fresco è perché c’è il trucchetto: come già detto, questi non sono gli Stratovarius. Sono un gruppo di recente formazione, guidato da un tizio chiamato Matias Kupiainen, a cui partecipano svariati membri degli Stratovarius, ora ridotti peraltro ai soli Kotipelto e Johansson. Questo gruppo è al terzo album, dopo i discreti Polaris ed Elisyum e, nonostante l’omonimia con la nota band di Helsinki, suona un genere di power metal abbastanza diverso. Soprattutto con questo Nemesis, un disco tamarrissimo che sembra costruito su una cassa da discoteca ed ha interi pezzi strutturati su giri di tastiera che manco l’italodance anni novanta. Anche se all’epoca non c’eravate potete comunque capire di cosa sto parlando: basta andare un attimo a sentire la musica che mettono sulle giostre o i tamarri nell’autoradio mentre si fanno il giro in macchina in centro, col gomito sinistro fuori e la mano destra sul pacco. Il disco è bello, lo dico subito perché poi magari uno legge solo gli insulti e le prese per il culo e non capisce (ce n’è di gente eh, purtroppo di questi tempi bisogna specificare tutto). Dunque, il disco è bello. Più dei due precedenti, e ovviamente più degli ultimi composti da Timo Tolkki, che veramente ti dispiaceva pure per quel povero cristiano. Lo spirito qui è completamente diverso, senza patetici struggimenti o piagnucolanze new age sui delfini morti ammazzati in Giappone. Qui c’è gente giovane che si vuole divertire e godere edonisticamente la vita con un paio di Dolce & Gabbana addosso e la consumazione gratuita per coppie e comitive miste. Che non è che si può sempre piagnucolare e pensare a quel cazzo di epistolario di Giacomo Leopardi: la vita è fatta per essere vissuta in 4/4 spinto con le luci stroboscopiche e un vodka redbull da quindici euro in bicchiere di plastica. Unbreakable era il primo pezzo uscito e ricordava un po’ Ti Amo Campionato; subito dopo arrivò il video di Halcyon Days, la cui visione consiglio vivamente a tutti un po’ per capire di che stiamo parlando e un po’ per farmi risparmiare la fatica di convincervi che quando dico truzzi intendo DAVVERO truzzi: 

poi senti il disco ed è tutto praticamente così, a parte qualche svarione sparso. Tipo soprattutto gli assoli, con cui il Kuipianen -da bravo finlandese- sembra avere qualche serio problema: uno per tutti quello di Castles In The Air, un lunghissimo e lentissimo e tremendo sbrodolamento blueseggiante buttato lì a capocchia nel mezzo di un normale pezzo power metal, una cosa che sembra concepita apposta per far morire d’infarto Timo Tolkki. Ma è solo un esempio. Il disco è diviso in due: la prima parte è bella tirata, con pezzi che funzionano benissimo sia da soli che infilati nel contesto, orecchiabili e con un gran tiro; nella seconda parte si sbraca un po’ tutto e il giochino diventa noioso. Se fosse stato un ep sarebbe stato un gran disco, così è solo il miglior album degli Stratovarius da svariatissimi anni a questa parte; e, su questa buona lieta per gli amanti del metallo finlandio, concluderei con HATERS GONNA HATE dando la parola al più autorevole di questi ultimi, il Messicano:

Chissà poi se a Timo Tolkki gli appare ancora Gesù Cristo che gli sussurra all’orecchio. E mi dispiace umanamente per lui, ma se non c’eravate nel periodo in cui aveva sbroccato e ogni santissimo giorno faceva/diceva qualche cazzata grottesca, vi siete davvero persi qualcosa. (barg)

19 commenti leave one →
  1. Breuer permalink
    25 marzo 2013 12:43

    Finalmente un video-verità in cui si mostra la giornata tipo di qualunque ragazza dei giorni d’oggi, soprattutto se così piacente: alzarsi, mettersi 441 magliette degli Stratovarius, ballare il nuovo singolo degli Stratovarius, cambiarsi altre 529 magliette degli Stratovarius, tirare sera e addormentarsi ascoltando sempre gli Stratovarius (possibilmente biotta). Io ho sempre sostenuto che fosse così, ma finalmente questi fotogrammi lo mostrano al mondo. Vorrei aggiungere: http://www.youtube.com/watch?v=c_Dxd0keXyk

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  2. jay jay okocha permalink
    25 marzo 2013 18:42

    orgogliosamente posso dire che quando tolkki ha sbroccato io c’ero! e ridevo un sacco! comunque anchio mi faccio i giri in centro col braccio fuori, solo che invece di tanz bambolina metto warriors of the world united. che con l’impianto rende davvero una meraviglia! dovreste provare…in fondo non siamo molto diversi dai tamarri delle giostre, lo siamo solo diversamente \m/

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  3. fredrik permalink
    25 marzo 2013 22:57

    potrebbe piacermi, ma dubito che raggiunga le vette dei blood stain child di epsilon.
    vediamo adesso che non c’è s.o.p.h.i.a. ma una nuova amaterasu che tamarrate arriveranno!

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  4. sergente kabukiman permalink
    25 marzo 2013 23:36

    il messicano è sinonimo di qualità

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  5. 26 marzo 2013 19:40

    Volevo dire che è possibilissimo leggere tutti i Canti di Giacomo Leopardi scolandosi una bottiglia di Vodka da 5 euro dell’In’s e/o intrattenersi per un’intera serata con una consumazione tutta’altro che gratuita per coppie e comitive miste di sostanze di ben altra composizione chimica senza necessariamente ascoltare gli Stratovarius, ma sostituendoli alacremente con un gruppo death metal finlandese a caso che fa il verso ai primi due dischi dei Morbid Angel.

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  6. Slimer permalink
    28 marzo 2013 10:44

    Mother gaiaaaaaaaaa rules

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