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La finestra sul porcile: Tulpa

28 giugno 2013

Tulpa_LocDefSono uno studente fuorisede a Roma, con contratto fasullo perché mi serve la borsa di studio. Secondo la legge vivo nei pressi di via del Corso a duecento euro al mese. Non chiedetemi perché, ha fatto tutto mio padre. Siamo in fase d’esami e quando devo studiare non rimango nella Capitale, troppe distrazioni, me ne vado in Terra Madre, in campagna, mi rinchiudo in una casetta sperduta e mi metto a studiare come se non ci fosse un domani. Sono tornato a Roma per due giorni, quarantotto ore, per fare un esame e perché il giorno dopo dovevo andare in ospedale a farmi togliere i punti dalla gamba.

Un mesetto fa ero ancora a Roma. Esco, vado a Trastevere con Tamara, una tedesca celiaca, torno a casa ubriaco e mi stendo sul divano che abbiamo in cucina. Non riesco ad arrivare in camera da letto. Mi sveglio la mattina dopo e c’è sangue ovunque. Dappertutto. Boh. C’è gente che muore per queste cose, e poi finisce sui siti che pubblicano notizie incredibili. Io chiamo mio padre, gli dico che mi sono fatto male alla gamba e lui mi dice di andare al Gemelli, non chiedetemi perché. Vado al Gemelli e mi mettono quindici punti alla gamba destra, dicendomi che devo muoverla il meno possibile perché il taglio è sul muscolo e più lo muovo più la ferita non si rimarginerà mai.

Torniamo all’adesso. Torno a Roma per due giorni: esame e ospedale. Nel frattempo, finalmente, è uscito Tulpa, il nuovo film di Zampaglione. Devo assolutamente vederlo. E’ la mia unica possibilità. Di sicuro Tulpa non arriverà MAI nel piccolo Cinema che abbiamo in Terra Madre. Lì non è arrivato The Expendables 2, non è arrivato Django Unchained. E io Tulpa voglio vederlo, devo vederlo. Non ho grandi aspettative, è un fatto di SUPPORTO. Mi dico: se non lo vedo io, allora chi? Per lo stesso motivo per cui andrò all’Agglutination in Basilicata. Non me ne frega un cazzo degli Stratovarius, dei Marduk e degli Overkill sì, ma potrei vederli in ambientazioni più comode e vicine. Io però all’Agglutination ci andrò, per supporto, per quel sant’uomo che fa venire i Marduk in Basilicata.

Arrivo a Roma e non ho né internet né telefonino: zero credito. Io ho lo stesso Nokia da dieci anni, che funziona perfettamente se non fosse che ha l’orario sballato e per qualche assurdo motivo non mi permette di cambiarlo. A volte mi arrivano sms del tipo: Alessandra ti ha cercato alle 4 del mattino il 13 marzo 1997. E non capisco se mi ha chiamato dieci minuti fa o tre giorni fa. Per sicurezza non richiamo mai.

tulpa-claudia-gerini-e-ivan-franek-in-una-scena-bollente-261186Arrivo a Roma e le uniche persone a cui posso chiedere di venire con me a vedere Tulpa sono i miei coinquilini. C’è pure lo stress da esame. Gli domando se domani sera vogliono venire con me e loro mi ridono in faccia. Chissenefrega, e c’è pure lo sciopero dei mezzi, chi ce lo fa fare.

Beh, vaffanculo, ci vado da solo. Dalle tre di pomeriggio faccio l’esame, è andato bene, poi, per evitare inculate dallo sciopero, alle sette di sera sono già davanti al cinema. Due ore e mezza prima dell’inizio del film. Da solo. La gamba mi fa male. E’ in questi momenti che rimpiangi il vizio del fumo, che ho abbandonato un paio d’anni fa. Potevo rullarmi una sigaretta, la fumavo, poi ne rullavo un’altra. Due ore e mezzo da solo senza sigarette diventano quattro mesi. Allora mi siedo su una panchina a piazza Cavour, mi metto le cuffie e ascolto il nuovo Black Sabbath. La prima volta che lo senti ti dici che il disco è dignitoso, al decimo ascolto ti rendi conto di quanto sia BELLO e indispensabile. Tony Iommi è vecchio e ha un cancro ma detta legge su chiunque. La classe non è acqua.

A un certo punto, verso le otto, il cinema si riempie di gente. E’ strano. Vado a vedere. A quanto pare c’è la prima in esclusiva di qualche film italiano di merda. C’è un tappeto rosso. Fotografi. Riconosco qualche starlette televisiva di serie B. Non so come si chiamano, ma sono volti noti. Sono bruttissime, piene di plastica in faccia. E’ uno schifo, sul serio. I fotografi saranno di Novella 2000 o cose simili. Becco un tizio con la telecamera e mi diverto a passargli davanti in continuazione, facendo le corna con la mano. Forza Satana.

D’un tratto vedo lei. Cicciolina. Cicciolina, ripeto: Cicciolina. A me Cicciolina ha sempre fatto schifo, con quelle sopracciglia enormi. Il porno dei suoi tempi lo trovo eccessivamente peloso, insomma. Tutte le volte che mi sono ritrovato con Cicciolina su uno schermo davanti al mio pene è perché c’era anche Moana Pozzi. E lei mi piace tanto. Ma Cicciolina no, non mi piace; poi farsi scopare dai cavalli, voglio dire, che schifo. Ora, la vedo dal vivo: Cicciolina è bellissima. E’ meravigliosa. Occhi meravigliosi. Avrà tipo 55 anni, ma è uno splendore. Ha un vestito da frikkettona e una scollatura generosa ma non da troia, in quelle tette enormi soffici vorresti passarci la vita, vorresti mangiarci, dormirci appoggiandoci la testa, accarezzarle in eterno, farne un altare; Cicciolina la Dea; una natura, un fascino, un temperamento da puttana. Cicciolina ha un viso bellissimo, un sorriso dolce ma malizioso, amabile, delicato, contagioso. Ma da zoccola. Se avessi un telefonino moderno mi ci farei una foto insieme, invece ho un Nokia che fa le 14 e 32 del 7 dicembre 2001.

tulpa-una-sanguinolenta-immagine-tratta-dal-film-276855Grazie a Cicciolina, il tempo passa velocemente. Mi riprometto che appena avrò internet passerò una intera giornata a cercare suoi video e ammazzarmi di seghe. Con amore e con affetto, mi immaginerò di sborrarle sui capelli mentre le metto due dita in fregna e il pollice in culo.

Vado in sala a vedere Tulpa. Fila G numero 5. I primi cinque minuti, lo schermo ancora spento, sto in sala da solo. Poi entra una ragazza, da sola, anche lei. E’ carina. Immagino di attaccare bottone, parlare del Cinema italiano anni ’70, di Bava, di Cani arrabbiati. E Luciano Ercoli ti piace? Una ragazza che va da sola a vedere Tulpa è la donna ideale, o poco ci manca. Poi arrivano un’altra ventina di persone, quasi tutte insieme, odio totale per loro. Io vi maledico: questo penso. IO VI MALEDICO, finirete come Parmenide, nell’Ade.

Tulpa ha una quantità di difetti impressionante, dalla regia, alla recitazione di cagne maledette, alla sceneggiatura (con qualche buco più grande della vagina della mia ex coinquilina, che come assorbenti usa materassi arrotolati). E se me ne rendo conto io, che non mi reputo certo un esperto, immagino questi ultimi quante nefandezze hanno trovato. Però mi sono divertito. Il film è grezzo, e divertente. E’ onesto. La passione evidente di Zampaglione più la mia passione evidente, moltiplicato per il fatto che sono arrivato al Cinema senza troppe aspettative, hanno superato tutte le carenze e le imperfezioni. Ci sono le tette, c’è un transessuale con la katana, ci sono almeno un paio di omicidi veramente belli: su tutti, il primo. Volevo alzarmi dalla sedia e urlare AFFANCULO LA CGI, ARIDATECE LUCIO FULCI E L’ARTIGIANATO GORE. VIVA IL POMODORO! A un certo punto, durante il film, un tizio commenta con un paio d’amici che Tulpa è una cacata, la brutta versione di Scream. Boh. Lo guardo con tale odio che probabilmente ora si ritrova con un tumore ai testicoli. Pure la colonna sonora è figa. Guardo il film e, nonostante gli errori e blabla, mi dico: cazzo, sì, ne vogliamo ancora. Ne vogliamo ancora. Ripartiamo. Che qualcuno ci metta i soldi, ripartiamo. Ce la possiamo fare.

A fine film si accendono le luci, un attimo di rincoglionimento e vedo la ragazza di prima, quella bella, quella ideale. Si alza ed esce via, subito, quasi di corsa. Accanto a me un testa di cazzo grasso perde tempo e mi ruba l’attimo. Apre il cassetto, prende il sogno e ci caca sopra. Vorrei strappargli le palle, scardinare un sedile e sfondargli il cranio. Tirargli una testata e spezzargli il setto nasale. Vorrei fargli la Tōi, premergli i pollici sulle tempie e fargli esplodere la testa. Obeso di merda. E niente, la ragazza l’ho persa.

14 commenti leave one →
  1. Arkady permalink
    28 giugno 2013 11:33

    io ti volgio bene

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  2. 28 giugno 2013 12:44

    Precisazione: Cicciolina non si è mai scopata il cavallo, in “Cicciolina number one” era Denise Dior che si spupazzava l’equino. In paga, tu *non* vuoi vedere la scena nei prati di “Banane al cioccolato”…

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  3. monsieur ibrahim e i fiori del male permalink
    28 giugno 2013 14:01

    mentre leggevo stavo morendo dal ridere e mi sono chiesto chi fosse l’eroe che aveva imbastito questo siparietto stupendo, chiaramente non poteva che essere il masticatore. maestro, ogni volta è una grande emozione. saluti dalla brianza negra

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    • 30 giugno 2013 14:20

      Monsieur ibrahim, fa sempre bene al cuore ricevere apprezzamenti da te, miglior cantante power metal italiano di sempre. Salutami Tom Beeno, qualche giorno fa ho scaricato il disco nuovo, Non Saprei, mortacci vostra, potevate avvisarmi, non vi trovo più su Fb :(
      Viva la brianza negra, e viva Udo Tabù

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  4. Robocost permalink
    28 giugno 2013 15:19

    Signori, giù il cappello…! Sto ancora ridendo…!

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  5. 28 giugno 2013 18:05

    Divino!

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  6. 28 giugno 2013 19:05

    <3 Masticatore I love you <3

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  7. fredrik permalink
    28 giugno 2013 22:02

    il porno senza pelo è finto come le produzioni della nuclear blast.

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  8. sergente kabukiman permalink
    28 giugno 2013 22:04

    aveva ragione bargone:recensione dell’anno!ma seriamente eh!del film non me ne frega,ma hai ragione su fulci, e alcuni punti della rece sono da insegnare a scuola. mi tolgo il cappello dei suicidal tendencies di fronte a te maestro

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  9. chippy_bones permalink
    29 giugno 2013 10:26

    masticatore esempio per i giovani

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  10. Aspetta primavera,bandini permalink
    29 giugno 2013 14:25

    se bukowski scrivesse su metalskunk scriverebbe questa recensione/diario di un giorno di ordinaria roma

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