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Nuovo singolo dei Gojira (lettera aperta agli amici indiboi)

30 aprile 2012

I Gojira sono un gruppo molto amato dalla gente con gli occhiali e sono pure francesi. C’est trop. Non puoi essere francese e amato dalla gente con gli occhiali allo stesso tempo, è un’esagerazione inutile. Già sei francese, vuoi anche suonare musica per gente con gli occhiali. É un po’ come se Rocco Siffredi si sottoponesse a un’operazione per farsi allungare il pene. Mi piacerebbe poter dire che se lo possono permettere solo gli Alcest (non di farsi allungare il pene, anche se magari Niege ne ha bisogno, che ne so) ma il nuovo non mi è piaciuto granché.

Questo ci riporta a un discorso di portata abbastanza ampia, ovvero che da quando gli indiboi si sono appropriati di determinate correnti della nostra musica certe band iniziano a starti sul cazzo per principio, il che non è una cosa molto sana, a rifletterci bene. Premetto che io ovviamente non ho nulla contro gli indiboi e che anzi alcuni dei miei migliori amici sono indiboi. Suona un po’ come quando si dice frequento una cifra di gente gay e venerdì sera vado pure a ballare con loro al Muccassassina per respingere le accuse di omofobia ma tant’è. Poi finisce che sei costretto a rifugiarti sempre più nei concerti sludge barbuti perché sai che lì troverai solo ubriaconi di mezza età che collassano contro le pareti e non persone sottopeso con la giacchetta a coste che vogliono disquisire con te dei sottotesti lirici di Souvenirs D’un Autre Monde. Però, compagni indiboi, mettetevi nei miei panni. Vi faccio un esempio. A me piacciono un casino gli ultimi dischi dei Belle And Sebastian, quelli senza Isobel Campbell, se mi beccate a una festa che sto abbastanza ciucco e mi date una chitarra vi canto pure Piazza New York Catcher. Se voi mi dite che non capisco niente e che quei dischi fanno cacare, io vi replicherò che a me piacciono lo stesso ma ammetterò umilmente che di questo genere di musica non capisco niente. Quando ero entrato in fissa con il postcore relapsiano un mio carissimo amico con gli occhiali mi spiegò che quella era tutta roba derivativa e mi fece scoprire Rorschach e Deadguy e io sarò eternamente grato a questo mio carissimo amico con gli occhiali. Non so se capite dove voglio andare a parare. Non ti puoi mettere a pontificare di black se non sai nemmeno chi cacchio fossero gli Hellhammer. Non puoi ribattere che tu ascolti la musica raffinata e io i rutti e le scuregge quando è da quei rutti e da quelle scuregge che viene la musica raffinata che tu ascolti e in realtà garba anche a me ma, insomma, se ti comporti così me la rovini. E’ per questo che sono stato così contento quando i Mastodon hanno tirato fuori un album stoner. Uno a zero per noi, palla al centro, beccate questa, tiè.

Apprezzavo i Gojira. Li ho persi di vista dopo From Mars To Sirius, il loro terzo full. Nel frattempo hanno tirato fuori un altro disco e stanno per far uscire il quinto, che si intitolerà L’Enfant Sauvage, come il film di Truffaut. Non ho controllato su wikipedia, compagni indiboi, anch’io conosco il cinema francese ma non sento il bisogno di farlo pesare a nessuno. Se volete un giorno facciamo una discussione sulla nouvelle vague ma non stasera, sono stanco, ho appena finito di lavorare, parliamo di qualcos’altro, di viaggi, di storie divertenti che vi sono successe, anche di donne, che il pallone ormai non lo seguo più. So che a voi piacciono molto magre. Poi non vi lamentate quando vi dicono che siete un po’ francesi. Oh, dicevo così per scherzare. Frequento una cifra di gente francese e venerdì sera vado pure a ballare con loro al Muccassassina. Comunque stasera non ho voglia di parlare di nouvelle vague. Magari la prossima volta venite pure voi sulla terrazza di Luciano e parliamo anche di nouvelle vague. Basta che non fate innervosire gli altri invitati. Soprattutto Jon Schaffer, quello spara.

Comunque a fine giugno L’Enfant Sauvage esce per la Roadrunner (che, en passant, oggi è un po’ nella merda) e questa è la title-track. Non è male. Restano sempre molto influenzati dai Neurosis, altrimenti noti come la band che mette d’accordo sia la gente con la barba che quella con gli occhiali. Magari è la volta buona che facciamo la pace, compagni indiboi. (Ciccio Russo)

10 commenti leave one →
  1. 30 aprile 2012 20:23

    Sto morendo, qualcuno mandi Ciccio Russo ad insegnare nei licei per cortesia, le generazioni future hanno bisogno di gente così, è un appello alla comunità questo.

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  2. MorphineChild permalink
    1 maggio 2012 14:15

    sono reduce dal concerto degli Anathema e da una serata da tregenda causa auto in panne a Milano dopo il concerto (nei bucolici momenti seguiti all’inconveniente mi sono garantito un biglietto sola andata per l’inferno più nero causa moccoli di enormi proporzioni) ma una cosa mi ha rallegrato: poca, pochissima gente con gli occhiali!

    prima o poi scoprirò il criterio con il quale gli indiboi selezionano la musica da osannare… per ora resta un mistero! ma sono contento che certi gruppi siano ancora immuni agli hipsters

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    • 1 maggio 2012 17:33

      e il concerto come è andato?

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      • MorphineChild permalink
        3 maggio 2012 20:30

        ti dirò, dopo averli sentiti ai Magazzini Generali, concerto che mi ha veramente rapito, forse mi aspettavo qualcosa in più

        per carità, hanno suonato benissimo, i pezzi del nuovo disco hanno fatto un figurone (Lightning Song su tutte) ed era quasi commovente vedere quanto erano contenti di suonare e della risposta del pubblico. mancava però quell’atmosfera magicamente intima che avevo percepito nel precedente concerto, forse per dei suoni un po’ impastati sulle chitarre, forse perché non avevo, causa inconveniente dell’auto, lo stato mentale adatto, avendo rinunciato sempre per lo scazzo di cui sopra ad “aiutini” di botanica natura =P

        anyway, sono contento di esserci stato e di essermi divertito nonostante tutto. ps. Amplifier persi in pieno sempre causa auto in panne.

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  3. fredrik permalink
    2 maggio 2012 21:36

    faccio una figura di merda a chiedere che cazzo sono indiboi e hipsters??? a suono direi una bestemmia uscita male e una sottomarca di patatine, ma forse questo è solo il segno che sono diventato un metallaro in pensione allergico a certe accozzaglie di suoni!

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  4. Mario Galleope permalink
    21 gennaio 2013 22:41

    “Neurosis, altrimenti noti come la band che mette d’accordo sia la gente con la barba che quella con gli occhiali.” AHAHAHAH Grande, questo credo sia il miglior complimento che si potesse fare ai grandi Neurosis

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