ASPHYX – Deathhammer (Century Media)

Eccoci qua alle prese col nuovo lavoro degli Asphyx. Che dire? Che siamo nel… 1992? Parrebbe proprio così, visto che in formazione c’è pure Martin Van Drunen (ormai tornato all’ovile dal 2007). Seriamente, questo album è targato 2012 ma potrebbe tranquillamente essere un prodotto dei primi anni novanta, tale è il rigore filologico dei nostri. La voce di Martin non è cambiata di una virgola, le chitarre sono sempre quelle, opprimenti e tombali. I riff si rifanno chiaramente alla tradizione che ha reso lavori come The Rack e Last One on Earth due classici imprescindibili per ogni amante del death metal che si rispetti. Davvero, non vale nemmeno il discorso degli Entombed, tornati al trucido suono dei vecchi tempi dopo anni e anni di death ‘n’ rollismo imperante, perché gli Asphyx non si sono mai scostati manco per scherzo dalla formula classica del metallo della morte.
Ergo, amici cari, non posso certo gridare al miracolo, però posso dirvi che almeno non ci sono chitarroni finti e che il prodotto è sicuramente genuino come il casu marzu che potete trovare in certe zone interne della Sardegna.

Le chitarre degli Asphyx sono ancora più marce

C’è ‘è davvero poco, pochissimo da dire su questa uscita discografica, a parte che la band dell’Overijssel sembra piuttosto in forma. Dopotutto quel massacro che risponde al nome di Death… the Brutal Way risale appena al 2009, e già in quell’occasione ci lasciarono con un discreto dolore alle trombe di Eustachio, quindi non vedo perché si dovrebbero discostare da quella formula.
Quanta acqua è passata sotto i ponti dal demo Crush the Cenotaph all’arrivo di Martin Van Drunen, fino ad arrivare alla tragica dipartita di Theo Loomans nel 1998. Gli Asphyx ne hanno viste davvero di tutti i colori ma evidentemente tutti questi cambi di line-up e avvenimenti fatidici, che avrebbero mandato gambe all’aria qualsiasi altro combo, non sono riusciti a scalfire il loro amore per la musica fracassona e grondante sangue, anzi. Provate ad ascoltare pezzi come Of Days the Blades Turned Blunt, oppure Der Landser.
Questo disco si colloca esattamente sulla scia di uscite quali gli ultimi Autopsy o Deceased: i cultori del vero death metal lo apprezzeranno di sicuro, come già avvenne per Death… the Brutal Way, accolto in maniera più che positiva dai fan.
Gli ingredienti principali del suono degli Asphyx spero li conosciate tutti. Chitarre particolarmente moleste, con quel suono tipico che li accompagna da sempre (come una morsa che ti stringe la sacca scrotale), rallentamenti da brivido al limite del doom e vocals non troppo gutturali che trasudano disperazione. Insomma, non manca proprio nulla. Potete ascoltare Deathhammer in streaming cliccando qui. (Piero Tola)

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