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ROTTEN SOUND // AIRLINES OF TERROR // BUFFALO GRILLZ @Traffic, Roma 27.10.11

30 ottobre 2011

Usciamo da casa alle 18.30, dopo che uno spagnolo viene a vedere la mia futura-ex-stanza. Arriviamo al Traffic, là dove sono i leoni e ululano i lupi, a ridosso delle 20; in mezzo due autobus, attese per gli stessi e tremendi imbottigliamenti sia degli autobus nel traffico dell’ora di punta sia nostri, inscatolati in piedi in mezzo a gente delle più svariate etnie. Che in teoria l’intervista coi Rotten Sound era alle 19.30; ma il traffico di Roma non perdona, Mary Jane pretende il suo tributo sotto forma di un minimo ritardo d’ordinanza e poi, voglio dire, quelli sono finlandesi, staranno già a bere vodka dalle 9 di stamattina e comunque hanno già una cattiva opinione di noi italiani, quindi non sarà un minimo ritardo a cambiare le cose. L’intervista uscirà tra qualche giorno, non è andata benissimo perché i finlandesi in generale hanno un senso dell’umorismo strano e non ridono alle tue battute (salvo poi ridere a quelle che fanno loro –e vi assicuro che non fanno ridere). Il più espansivo era il chitarrista, già membro di …And Oceans/Havoc Unit e non a caso l’unico estimatore di Mary Jane del quartetto.

Il concerto inizia alle 10; c’è un’ora e mezza di tempo, quindi facciamo scorta di glutammato in un sordido ristorante cinese lì vicino. Quando torniamo i BUFFALO GRILLZ hanno appena attaccato, e suoneranno per mezz’ora. Vengono suonati i pezzi di Grind Canyon (non chiedetemi quali, è grindcore) e anche l’inedito Manzo Criminale , che non ho capito bene se era il titolo del pezzo oppure dell’album in uscita a febbraio. Come già detto i Buffalo Grillz sono amici e quindi ci può essere una visione distorta da parte mia; però non può essere solo l’affetto: Enrico Giannone, figura più che storica della scena estrema italiana, che corre continuamente su un palco largo 5 metri con indosso una maglia di Maradona e parlando quasi esclusivamente in napoletano con un look e un’attitudine simile ad un ipotetico cugino italoamericano di Roger Miret ad un casting per l’edizione NYHC di Jersey Shore è una cosa talmente sublime da non poter passare in cavalleria solo perché “lo conosco”.  Onestamente quello che lui e gli altri tre (già membri di Tsubo, Orange Man Theory e Dr. Gore) riescono a tirare in piedi è un concerto che di amatoriale o dilettantesco non ha nulla. Il muro di suono, la precisione, la CAZZIMMA, l’impatto senza alcuna crepa o cedimento; sono cose che ti aspetti dai Rotten Sound, per dire, ma non da un side-project cazzeggione fatto da gente che è e sarà nota per la partecipazione nelle proprie band principali più che per i Buffalo Grillz.

A dimostrazione di tutto questo ci sono gli AIRLINES OF TERROR che attaccano subito dopo. I ragazzi suonano molto in giro, sono singolarmente bravi e volenterosi (anche perchè alla batteria c’è Giuseppe Orlando dei Novembre e al basso Andrea Arcangeli dei DGM) ma danno l’impressione di dover crescere ancora un po’ come gruppo. Raccolgo qualche opinione in giro e tutti sembrano concordare.  Non sono male, ma arrivano dopo i Buffalo Grillz che dovrebbero essere teoricamente allo stesso loro livello quando proprio non è così. Sarà anche colpa del genere proposto, non proprio in linea con il mood della serata. In un altro contesto vorse li avrei apprezzati di più, credo. E niente, mentre gli Airlines of Terror suonano noi ascoltiamo ma ci guardiamo anche un po’ attorno. Non so quanta gente ci sia, non molta considerando che i Rotten Sound erano già venuti tre mesi fa, ma i volti nel pubblico sono sempre gli stessi da almeno una dozzina d’anni. Ci sono “colleghi” illustri e meno illustri; c’è gente che bazzicava sul forum di Metalitalia dieci anni fa e che continua ad essere esattamente come allora; c’è anche Robertò. Si registrano defezioni inaspettate: mancano all’appello, tra gli altri, il nano grind, il metallaro brutto, Bestemmino e quei 6-7 membri di gruppi romani che tendenzialmente presenziano a qualsiasi evento metallico ostentando la stessa sicumera di Ramone quando piscia sul balcone di casa, che lui considera suo esclusivo territorio. Forse la crisi ha colpito anche sti personaggi. Anche se a dir la verità un ricambio generazionale c’è stato: quello femminile. I maschi sono sempre gli stessi, le femmine sono diverse. Questa potrebbe essere considerata un’ottima cosa se non si tiene conto che le proporzioni sono sempre 1 a 30, e che non importa quanto spesso ci sia un ricambio femminile perché alla fine il concerto metal è sempre l’evento più vicino ad una gita di una classe di ingegneria meccanica alla sagra della salsiccia di Amburgo.

Quando i ROTTEN SOUND salgono sul palco continuano a sfoggiare il loro umorismo finlandese mettendo in forte imbarazzo il pubblico perché, sul serio, non fa un cazzo ridere. L’acustica del Traffic è davvero ottima, e questo aiuta. Come aiuta l’impostazione del locale, col palco basso e gli spazi raccolti, che poi è esattamente la cosa che il chitarrista lamentava del concerto di luglio all’Init, in cui il palco è troppo alto e costituisce una specie di barriera cattedratica tra pubblico e band. I finnici sembrano ancora più rodati di quanto non siano (sia perché i membri fondatori rimasti sono solo due sia perché vivono distanti tra loro e non hanno molto tempo per provare); il muro di suono è quello che ci si aspetta, e la loro discografica viene saccheggiata in modo abbastanza uniforme, con una ovvia precedenza per l’ultimo Cursed. La scaletta non la ricordo perché anche qui, abbiate pazienza, è grind. Una cover dei Napalm Death (The Kill) e blastbeat come se piovesse, col frontman Keijo Niinimaa –annunciato come sostituto di Mieszko nella reunion dei Nasum– che quando non è impegnato a lanciare agghiaccianti freddure per riscaldare il pubblico si sbatte da una parte all’altra del palco con una furia finlandesemente controllata. Suonano poco, ed è giusto che sia così. In gloria ai coraggiosi che sono arrivati fino a Tor Tre Teste per vederseli per la seconda volta in tre mesi. (barg)

Ps: alla fine lo spagnolo non prenderà la mia stanza. È stato spaventato da Ramone. A proposito, se volete una singola in zona piazza Bologna e non avete problemi con cagnoloni affettuosi ma seriamente psicopatici contattate il mio coinquilino, che è disperato.

affettuoso, ma seriamente psicopatico

15 commenti leave one →
  1. 30 ottobre 2011 12:26

    Ahahah che tenero Ramone, ma con un nome così che cazzo vi aspettavate un cucciolo tranquillo? ‘sto cane è fottutamente rock’n roll. Domani i Rotten Sound suonano a Squinzano e io non ci posso andare, *io cane.

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  2. Dan permalink
    30 ottobre 2011 12:51

    Mary Jane è l’unica che ti può far distinguere un gruppo grind dall’altro. Sia sempre lodata.

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  3. sergente kabukiman permalink
    31 ottobre 2011 20:00

    certain death ma di dove sei?

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  4. Heike permalink
    3 novembre 2011 19:12

    “… i ROTTEN SOUND salgono sul palco continuano a sfoggiare il loro umorismo finlandese mettendo in forte imbarazzo il pubblico perché, sul serio, non fa un cazzo ridere.”

    Quanto è vero. Non c’è niente di peggio dei finlandesi che cercano di scherzare con il pubblico.

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