Tag Archives: Spiritual Beggars

Avere vent’anni: SPIRITUAL BEGGARS – Ad Astra

Quando Jeff Loomis entrò negli Arch Enemy verso la fine del 2014 alcuni pensarono, me compreso, che fosse uno spreco di talento enorme, non solo per le capacità di Loomis ma soprattutto per la condizione degli Arch Enemy, un gruppo di cartone morto da almeno vent’anni di cui salvo, post-Burning Bridges del 1999, giusto qualcosa dal successivo Wages of Sin,

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Avere vent’anni: SPIRITUAL BEGGARS – Mantra III

La cosa che più mi fa incazzare degli Spiritual Beggars, è che non hanno mai inciso il loro album definitivo nel periodo in cui ancora suonavano stoner. Mantra III è stato una bella testimonianza della loro crescita, e non a caso è uscito proprio quando Michael Amott si stava divertendo da matti (gli anni dell’ ottimo Stigmata, per intenderci), condividendo con gli ex-compagni

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SPIRITUAL BEGGARS – Sunrise To Sundown

Non sono particolarmente appassionato di rock anni ’70, sia in purezza che in una delle sue declinazioni o commistioni più moderne, lo stoner. Cioè, del famoso trio cardine dell’epoca mi piacciono i Deep Purple, mi piaciucchiano i Led Zeppelin e ovviamente mi piacciono i Black Sabbath, però diciamo che le mie personalissime radici musicali non partono da lì ma relativamente

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HELLFEST 2013 – 20/22 giugno, Clisson, Francia

Per prima cosa mi si permetta un consiglio: cominciate a mettere i soldini da parte e l’anno prossimo andate all’Hellfest. Questo a prescindere dalle band che verranno annunciate, tanto con sei palchi per quattordici ore al giorno per tre giorni di seguito sarà comunque pieno di roba strafica. L’offerta quest’anno era talmente ricca che, prima di partire, non è che

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Skunk Jukebox: dalla Svezia con amore

Dalla terra di Strindberg e Ikea, soprattutto nei centri più remoti, continuano a spuntare come amanite falloidi cricche di nostalgici incazzati dediti a rievocare i bei tempi dei Carnage a colpi di death metal primigenio inconfondibilmente svedese, grezzo e reazionario. E, trattandosi di svedesi, è raro che il risultato sia disprezzabile. Da aggiungere all’album di famiglia ci sono anche i MORDBRAND,

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