Category Archives: Recensioni

Azzeccare la reunion: GORGUTS – Pleiades’ Dust

“I feel like avant-garde metal is in a very happy place now“. Così Luc Lemay, leader e solo superstite dei Gorguts, in una recente intervista. È l’unico compositore, ha totale libertà creativa e, in questo Pleiades’ Dusk, un’unica traccia di 33 minuti, dimostra pure di avere presenti le nuove tendenze più feconde e creative, ovvero il death tetro e lovecraftiano dei

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Citarsi addosso: GRUESOME – Dimensions Of Horror

Quando uscì il debutto Savage Land, ci sentii più gli Autopsy che i Death. Poi lessi qualche intervista promozionale a Matt Harvey, frontman e compositore principale dei Gruesome, e scoprii che l’intenzione era quella di incidere una sorta di remake di Leprosy (il tarantinismo arrivava al punto di intitolare un brano “Closed casket”) e che l’idea della band era nata nel 2012, quando

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Impiattare la schnitzel con la pasta sopra: IRON SAVIOR – Titancraft

Amando, tra gli altri, gli Helloween e i Blind Guardian, per me è stato naturale appassionarmi fin da subito agli Iron Savior di Piet Sielck, supergruppo nei cui primi due dischi militò gente come Kai Hansen, Dan Zimmerman (ex Gamma Ray e Freedom Call) e il mai troppo compianto Thomen Stauch (non che sia morto, solo che tra problemi di salute e

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Un disco per l’estate: SUPERSUCKERS – Holdin’ The Bag

Per i Supersuckers la storia della musica inizia con Johnny Cash e finisce con gli ZZ Top, il che, ammetterete, è una posizione assolutamente legittima e rispettabile. La stessa copertina di quest’ultimo Holdin’ The Bag richiama, in qualche modo, quella di Tres Hombres, seppure non in maniera diretta come quella di Ace Of Spades. Get The Hell, uscito un paio di anni fa, era un

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Guilty pleasures: WHITECHAPEL – Mark Of The Blade

Lo confesso: nel marasma di band deathcore più o meno imbarazzanti che hanno fatto del breakdown una religione, i Whitechapel sono sempre stati quelli che mi sono dispiaciuti meno. A tratti mi piacciono pure; alcune canzoni hanno un tiro notevole e riescono ad indurre lo scapocciamento anche in uno come me, abituato alla feralità di band decisamente più “adulte” quali

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