Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: IMPALED NAZARENE – Latex Cult

Latex Cult fu una sorpresa un po’ per tutti e l’accoglienza all’uscita, me lo ricordo, fu tiepidina. Solo due anni prima c’era stato Suomi Finland Perkele, che presentava il black deviato dei finlandesi in un formato più accessibile (ossia lievemente meno caotico e sbracato rispetto ai loro standard) in cui le classiche sfuriate convivevano in qualche maniera con parti quasi epiche e

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Avere vent’anni: RAGE – Lingua Mortis

  Immagino sappiate che i nostri amici Rage qualche tentazione sinfonica l’hanno sempre avuta. Già in Trapped! compaiono i primi, timidi archi, che nel seguente The Missing Link guadagneranno ancora più spazio, ben figurando nella suite Lost In The Ice, uno dei vari capolavori di quel disco. Il discorso si è ulteriormente ispessito con il successivo Black In Mind, dove

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Avere vent’anni: SATYRICON – Nemesis Divina

Difficile non farsi prendere dai sentimenti quando si cerca di trovare delle parole valide per descrivere un capolavoro come Nemesis Divina. E, soprattutto, difficile rendersi conto che sono passati già 20 anni da un disco che probabilmente rappresenta l’ultima vera espressione della gloriosa scena norvegese dei tempi che furono. Da lì a poco, infatti, le varie case discografiche cominciarono a

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All’ombra della bomba: FLOWER TRAVELLIN’ BAND – Satori (1971)

Lo scenario è più o meno il seguente: lo scorso aprile io e il Conte ci stavamo brevemente rifocillando nel bar sotto al Patronato nella vecchia Tilburg. Tra una birra e una patata fritta dalle casse comincia ad uscire ‘sta musica e io devo assolutamente sapere di cosa si tratti, perché anche ascoltata così distrattamente sembra una figata atomica, sento

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Avere vent’anni: marzo 1996

EYEHATEGOD – Dopesick Enrico: Dopesick è il disagio fatto disco. La leggenda narra che durante la fase di registrazione il proprietario dello studio chiamò impaurito gli uffici della Century Media, etichetta degli Eyehategod, chiedendo ragguagli sulla salute mentale dei membri del gruppo. Non fatico a crederci, considerato che il suono di vetro in frantumi che dà il via alle danze

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