Category Archives: From the dark past

Avere vent’anni: IMPALED NAZARENE – Rapture

Piero Tola: Mi resi immediatamente conto che Rapture era qualcosa di epocale, tipo un Nevermind the Bollocks della nostra generazione. Una Tavola dei Comandamenti donata direttamente dal Diavolo al Popolo Eletto del metallo. Una guida ad uno stile di vita caprino-equo-solidale. Non che non fossi  già avvezzo al sado-metal dei finnici. Anzi, avevo già  tutta la loro precedente discografia, ad

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Avere vent’anni: THERION – Vovin

Anche se, nell’immaginario collettivo, il punto più alto della discografia dei Therion è il precedente Theli, il mio preferito è decisamente Vovin: sia perché è quello che ho ascoltato più spesso in questi vent’anni, sia perché lo reputo il più maturo e compiuto mai uscito dalla penna di Christofer Johnsson. Difficilmente potrei descrivere le mie sensazioni quando vidi per la

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Avere vent’anni: GRAVE DIGGER – Knights Of The Cross

Ci sono due album dei Grave Digger per cui vado letteralmente pazzo: uno è The Reaper, che li rilanciò nei primi anni Novanta nella migliore maniera possibile, l’altro è Knights of the Cross – col quale li conobbi in un momento storico nel quale non era possibile che tu, o un amico oppure anche un conoscente, non avessi sentito parlare di Rebellion (The

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Avere vent’anni: CURRENT 93 – Soft Black Stars

A Torino, negli anni Novanta, c’era un negozio che si chiamava Officine 23. Era in via Bellezia, una traversa della via Garibaldi dello struscio, ma sufficientemente appartato in quel poco di architettura medievale che la mia città ancora conserva. Era gestito da persone vicini ai Larsen, un gruppo post-rock all’epoca abbastanza rilevante, e vendeva le cose più strambe. Dischi di

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ContrAppunti Prog #4: Concerto Grosso per i NEW TROLLS

Morire… dormire… forse sognare. Qualcuno forse si ricorderà di questa rubrica. Per gli smemorati riprendo il vecchio disclaimer: Cosa è ContrAppunti Prog: uno spazio dedicato alla progressive italiana; un appuntamento (si spera) fisso dove riscoprire e approfondire piccoli capolavori del rock nostrano più o meno noti; un salto in un passato musicale che va dalla fine degli anni ’60 alla

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